Voglio esternare il mio profondo dolore, interpretando quello di molti conterranei, per la perdita di Temistocle Saponiero, figlio illustre di Lacedonia, estremamente legato al suo paese natale, al punto di averne fatto oggetto di innumerevoli libri. Scrittore molto prolifico, con la sua ultima opera aveva fatto conoscere la nostra comune patria al nord, soprattutto a Genova, città nella quale risiedeva da decenni. Curriculum vitae di un genovese del Sud, il suo ultimo libro nel quale, tra le molte altre cose, raccontava infatti la vita che si conduceva intorno alla metà del secolo scorso da noi, si era piazzato ai primissimi posti nella classifica delle vendite librarie del capoluogo ligure.

 

Al di là di questo, io voglio ricordarlo per la sua signorilità, per la sua estrema generosità, per la gentilezza, non priva di sano humor, che ne caratterizzava l’indole.

 

Posso personalmente testimoniare che i proventi delle sue opere sono spesso andati in beneficenza: io stesso ho spedito, da parte sua, una somma alle Comunità Papa Giovanni XXIII.

 

Lo dico oggi per onorarne la memoria ed evidenziarne lo spirito profondamente solidale con i più fragili, stante il fatto che egli non usava far vanto delle opere buone che realizzava.

 

Amava spassionatamente Lacedonia, Temistocle, e con essa i suoi abitanti.

 

È stato rubato alla vita da complicanze di un ictus che lo aveva colpito un paio di settimane or sono. Sembrava star meglio soltanto ieri sera, ma evidentemente stava solo riprendendo le forze per prepararsi all’ultimo viaggio.

 

Che il Signore ti accolga tra le sue immense braccia misericordiose, caro Temistocle.

 

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