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Frank Cacian presso il MAVI

 

Il primo premio nel concorso dei documentari brevi del ReelHeART International Film & Screenplay Festival è stato assegnato in Canada a un film italiano che racconta una storia tra l'Irpinia e gli Stati Uniti: “5x7 - il paese in una scatola”, del regista romano Michele Citoni, 

 

Il premio è stato annunciato al termine della settimana di proiezioni in una cerimonia on line a cui ha partecipato il regista. Il festival, infatti, giunto alla 17ma edizione, si è tenuto sulla rete a causa delle restrizioni anti-Covid tuttora vigenti nello stato canadese dell'Ontario, la cui capitale Toronto è sede della manifestazione. La proiezione di “5x7” ha rappresentato una prima assoluta canadese per il film che racconta il soggiorno del fotografo americano Frank Cancian a Lacedonia (Av) nel 1957, la genesi delle 1801 foto da lui realizzate nella piccola comunità rurale dove restò per sei mesi, il ritrovamento delle foto e il ritorno di Cancian, antropologo e professore universitario ormai in pensione, a Lacedonia sessant'anni dopo, dove ha donato le foto alla Pro Loco ed ha tagliato il nastro del MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino che oggi le espone.

 

Le 1801 foto in bianco e nero rappresentano uno straordinario ritratto etnografico di una comunità rurale del Sud realizzato per immagini, richiamando il noto lavoro svolto dall'artista americano Paul Strand insieme al cineasta Cesare Zavattini a Luzzara (Re) solo alcuni anni prima e pochissimi altri esempi analoghi. «Nessun antropologo che abbia studiato il Mezzogiorno d’Italia in quegli anni ci ha lasciato un più vivido e completo ritratto di comunità», ha scritto Francesco Faeta, uno dei massimi esperti di antropologia visuale, nel libro da lui curato Un paese del Mezzogiorno italiano. Lacedonia (1957) nelle fotografie di Frank Cancian (Postcart, 2020), volume pubblicato in doppia edizione italiana e inglese in occasione della omonima mostra in corso a Roma nella sede, scientificamente prestigiosa, del Museo delle Civiltà del Ministero della Cultura.

 

Il documentario di Citoni ricostruisce un episodio ancora poco conosciuto ma di grande importanza nella storia dell'antropologia visuale e fa un ritratto caldo e affettuoso di un intellettuale di grande valore, purtroppo scomparso nel novembre scorso in California, e del suo rapporto con la comunità in cui si è immerso per studiarla; inoltre racconta come la memoria e le pratiche culturali possano contribuire a rafforzare l'identità di una piccola comunità, elemento centrale per la coesione di tutti i territori interni italiani e d'Europa in crisi di spopolamento e marginalizzazione economica.

 

Il film è stato prodotto e realizzato da Michele Citoni per il MAVI in coproduzione con la Proloco "Gino Chicone", l'associazione LaPilart e il Comune di Lacedonia; è stato montato da Roberto Mencherini e si avvale delle musiche dei napoletani KuNa e del quartetto jazz del lacedoniese Pasquale Innarella. Prima del recentissimo riconoscimento canadese, “5x7” ha vinto numerosi premi in Italia, Stati Uniti e altri paesi.

 

Il ReelHeART International Film & Screenplay Festival è stato fondato a Toronto nel 2004 e da allora proietta le anteprime per il Canada di film, sceneggiature e progetti televisivi «dei migliori registi e sceneggiatori indipendenti emergenti e professionisti provenienti da tutto il mondo». Il festival si definisce «fresco, indipendente, anti-nicchia» e ha scelto il seguente principio-guida: «tutte le culture sotto lo stesso tetto».

Il regista Michele Citoni

 

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Domani, 11 luglio, in occasione della Giornata Nazionale delle Pro Loco d’Italia, la locale Pro Loco “Gino Chicone”, che cura il Museo Antropologico Visivo Irpino, allestirà una mostra all’aperto delle foto di Frank Cancian.

 

Proscenio della manifestazione sarà la Piazza De Sanctis, che diventerà, per tutta la giornata, “dall’alba al tramonto”, una estensione del MAVI, occasione, peraltro, per ricordare il grande antropologo statunitense e per far conoscere ulteriormente l’importante patrimonio fotografico di un Museo quale quello de quo, che va assumendo grandissima importanza a livello nazionale ed internazionale.

 

 

 

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Un lungo periodo di fermo, quello della pandemia, che ha pesantemente inciso sulla qualità di vita delle persone, soprattutto per quel che concerne gli stimoli culturali, l’esercizio della creatività e le attività che producono socializzazione, dei quali si avverte più che mai il bisogno.

 

Rappresenta, dunque, una sorta di risveglio alle istanze promananti dall’intelletto e dallo spirito l’iniziativa posta in essere dal Museo Civico Archeologico di Bisaccia, diretto dall’archeologo Giampiero Galasso, e situato nella splendida cornice, ricca di suggestioni, del Castello Ducale.

 

Domenica 27 del corrente mese di giugno, infatti, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, si terrà un laboratorio di lavorazione dell’argilla aperto a tutti per introdurre gli interessati a questa antichissima arte. Essa attività ha molto a che vedere con l’archeologia, stante il fatto che, accanto ai metalli, i vestigi del passato sono in gran parte prodotti dalla lavorazione dell’argilla secondo tecniche che affondano le proprie origini nelle nebbie della protostoria.

 

Esso avrà inizio alle ore 10.00 antimeridiane.

 

Per informazioni e prenotazioni occorre telefonare al numero 3893430031.

 

 

 

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Ancora una volta l’Irpinia, nella fattispecie quella orientale, si esprime ai massimi livelli in campo letterario. Niente è perduto per sempre, l’ultimo romanzo di Pasquale Gallicchio. edito da Delta 3, è nella rosa del Premio Letterario Internazionale Viareggio 2021 per la sezione Narrativa. Nove gli autori selezionati dai quali sarà scelta la terna dei finalisti che verrà annunciata nel corso di una conferenza stampa il 3 luglio dalla giuria presieduta dal giornalista, saggista e storico Paolo Mieli. È pleonastico dire che, comunque vadano le cose, pur nella speranza che Pasquale salga sugli scudi, questo è già in se stesso un successo enorme. Da amico di vecchia data, voglio esprimere tutto il mio apprezzamento e la mia gioia per questa meritata soddisfazione. Lo manifesto, naturalmente, anche a Silvio Sallicandro, patron della Delta Tre Edizioni, oltre che ai bravissimi grafici Tonino e Marco, che curano fin nei particolari ogni pubblicazione.

 

 

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