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Nuovi concorsi internazionali per il documentario "5x7 - il paese in una scatola" di Michele Citoni, che racconta la storia delle fotografie scattate nel 1957 a Lacedonia (Av) dal fotografo e antropologo Frank Cancian, da poco scomparso, e la nascita del MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino avvenuta sessant'anni dopo. Fino al 24 aprile il film sarà visibile su piattaforme streaming nei programmi del Los Angeles Italia Film Fashion and Art Festival e del Golden Door International Film Festival of Jersey City.

 

Appena uscito dal Kansas City FilmFest International, che si è chiuso on line il 18 aprile, “5x7” è in concorso fino al 24 aprile nel Los Angeles Italia Film Fashion and Art Festival, la manifestazione diretta dal giornalista e producer artistico Pascal Vicedomini che da 15 anni celebra il cinema italiano a Hollywood alla vigilia della cerimonia degli Oscar. Los Angeles Italia si svolge contemporaneamente nel TCL Chinese Theatre di Los Angeles, che si trova sulla famosa strada Hollywood Walk of Fame, e su diverse piattaforme web. Il film di Michele Citoni è visibile dal pubblico italiano e statunitense in streaming gratuito nella sezione “Docu is beautiful” del festival, sulla piattaforma MYmovies.it al seguente link: https://www.mymovies.it/ondemand/losangelesitalia/. Il festival Los Angeles Italia vede la partecipazione delle più note personalità del mondo cinematografico ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.

 

Negli stessi giorni, dal 22 al 24 aprile, il documentario del regista romano è in concorso nel Golden Door International Film Festival of Jersey City (New Jersey, USA) diretto dall'attore e produttore Bill Sorvino, la cui decima edizione (2020) avrebbe dovuto svolgersi come sempre nel Loew's Jersey Theatre, storico “movie palace” inaugurato nel 1929, ma è stata rimandata e ha dovuto trasferirsi on line a causa dell'emergenza Covid-19. Il documentario “5x7” di Michele Citoni è uno dei due titoli che compongono la sezione “Bella Italia Block”, visibile al seguente link: https://goldendoorfilmfestival.sparqfest.live/en/_blocks/2021/bella-italia-block.html/.

 

Il documentario, il cui titolo completo è “5x7 - il paese in una scatola”, ricostruisce la prima visita a Lacedonia dagli Stati Uniti del giovane fotografo e futuro antropologo Frank Cancian e il suo ritorno nel 2017 nel piccolo comune dell'entroterra campano, dove ha donato le sue 1801 foto alla Pro Loco “Gino Chicone” ed ha tagliato il nastro del museo che oggi le custodisce. Si tratta di un episodio pressoché sconosciuto ma importante nella storia della fotografia etnografica e dell'antropologia visuale. Ma attraverso le bellissime immagini di un piccolo paese del sud italiano fotografate da un artista/studioso americano e riemerse dopo 60 anni come un tesoro nascosto, il film racconta come la memoria e le pratiche culturali possano contribuire a rafforzare l'identità di una piccola comunità. Tema, quest'ultimo, che allude ai problemi di tutti i territori interni italiani, che hanno del resto analogie con quelli d'Europa.

 

Il film, prodotto e realizzato dall'autore per il MAVI in coproduzione con la Pro loco "Gino Chicone", l'associazione LaPilart e l'Amministrazione comunale di Lacedonia, è stato montato da Roberto Mencherini e si avvale delle musiche dei napoletani KuNa e del quartetto jazz del lacedoniese Pasquale Innarella.

 

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Il "Bambinello" adoperato da san Gerardo per compiere il Miracolo del Pozzo - All'epoca dell'evento prodigioso il Gesù Bambino era senza corona e senza piattaforma, elementi che sono stati aggiunti successivamente, quando se ne è diffusa la venerazione.

Un primo piano

L'atto di venerazione da parte di S. E. il vescovo Mons. Sergio Melillo

Un momento della Santa Messa

Il dott. Antonio Pio pronuncia la Prima Lettura

La seconda lettura pronunciata dalla prof.ssa Rosaria Pasciuti

L'omelia di S. E. il vescovo Mons. Sergio Melillo

Il parroco di Lacedonia don Giuseppe Kizhakel

I ringraziamenti del sindaco avv. Antonio Di Conza a nome della comunità di Lacedonia

Il vescovo con don Giuseppe e don Gerardo

L'esposizione del Bambinello ai fedeli

Il collocamento del Gesù Bambino nella sua nicchia

Gesù Bambino nella nicchia che lo ospita

La targa devozionale in suffragio dei genitori del dott Antonio Pio collocata di fianco al passaggio dalla cattedrale al Pozzo del Miracolo, i cui lavori sono stati finanziati dallo stesso dott. Pio

Il passaggio de quo

Una curiosità storica: anche la costruzione dell'altare della Madonna del Carmine, situato a fianco dell'antico passaggio riaperto, fu finanziato da membri dela famiglia Pio, ovverodal prof. Giuseppe, docente universitario di cardiologia, e dal di lui fratello Dionigi, che era Canonico e teologo.

 

N. B.

 

LA CELEBRAZIONE SI È SVOLTA ALLA PRESENZA DI POCHE PERSONE RISPETTO ALLA CAPIENZA DELLA CATTEDRALE IN OTTEMPERANZA ALLE NORME ANTICOVID E NEL RISPETTO DI TUTTE LE REGOLE PREVISTE DALLA NORMATIVA VIGENTE, COME VERIFICATO DALLE AUTORITÀ PREPOSTE

 

 

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Sarà S. E. il vescovo della diocesi di Ariano – Lacedonia, mons. Sergio Melillo, a riportare la statua di Gesù Bambino alla quale si rivolse il giovanissimo san Gerardo, quand’era al servizio nell’episcopio lacedoniese, per recuperare la chiave dell’appartamento episcopale che gli era caduta nel pozzo.

 

Lo storico rientro di una preziosissima reliquia che si credeva perduta è previsto intorno alle 17,30 di domani, 7 aprile 2021, all’ingresso della Cattedrale, presso il quale il vescovo consegnerà metaforicamente nelle mani della popolazione di Lacedonia il “Bambinello” consegnandolo al parroco don Giuseppe Kizhakel.

 

Devo veramente elogiare la vicinanza e l’attenzione che mons. Melillo non perde occasione di dimostrare, perché il ritorno del Gesù Bambino di san Gerardo è solo l’ultima delle risoluzioni prese a nostro favore. Non  tutti sanno, infatti, che di recente egli ha fatto restaurare il Trittico di Andrea Sabatini da Salerno della fine del Quattrocento, operazione che era estremamente necessaria perché esso si andava deteriorando irrimediabilmente. Naturalmente ciò si rende possibile grazie alla presenza in loco di un sacerdote come don Giuseppe che, oltre ad esercitare con passione e amore cristiano il suo mandato pastorale, si è dimostrato essere anche una inesauribile fonte di iniziative che stanno veramente cambiando il volto dei luoghi di culto e di cultura dei quali Lacedonia è letteralmente costellata. Oltre alla cattedrale e alle migliorie apportate a Santa Maria, egli ha risolto gli atavici problemi di decadenza della chiesa di san Filippo e di quella dei Beati Morti.

 

Vero è che, avendo trovato una sponda validissima e di grandissima competenza nel responsabile dei beni culturali della diocesi don Luigi De Paola, le operazioni finalmente si intraprendono e si portano a termine.

 

La statua del Gesù Bambino di san Gerardo troverà la sua collocazione perpetua, di fronte alla reliquia ossea del Santo, in una nicchia fatta scavare appositamente nel vano dell’antico passaggio dalla cattedrale al “Pozzo del Miracolo”, riaperto nelle scorse settimane con il contributo devozionale del dott. Antonio Pio.

 

 

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Da molti decenni nessuno aveva più avuto la possibilità di vedere la statua di Gesù Bambino alla quale san Gerardo Maiella chiese, con un largo sorriso e sconfinata fede, di recuperare la chiave dell’appartamento vescovile che gli era caduta nel pozzo. Si pensava che fosse andata perduta, perché le generazioni attuali non ne conservano memoria visiva, e taluno avanzava l’ipotesi che magari avesse trovato la sua fine tra le macerie del violentissimo sisma del 1930. Fortunatamente, però, era stata messa in salvo e tenuta in custodia nell’episcopio di Ariano Irpino con il proposito di riportarla “a casa”, ovvero a Lacedonia, non appena si fosse presentata l’occasione propizia.

Domenica scorsa la notizia del rientro è stata ufficializzata dal parroco, don Giuseppe Kizhakel, a margine della Celebrazione Eucaristica. Merito della estrema sensibilità del vescovo, S. E. Sergio Melillo, il quale non perde occasione alcuna per manifestare vicinanza e grandissimo affetto per la comunità di Lacedonia, e merito di don Giuseppe, che persegue gli obiettivi che si prefigge con grande tenacia, essendo diventato promotore instancabile di un recupero complessivo del patrimonio culturale ecclesiastico, a cominciare dai luoghi di culto. Va qui ricordata la lungimiranza del responsabile dei beni culturali diocesani, don Luigi De Paola.

La preziosissima reliquia troverà collocazione in una nicchia appositamente ricavata nel muro dell’antico passaggio tra la cattedrale e il pozzo, riaperto di recente grazie alla generosità del dott. Antonio Pio, a devozione di san Gerardo e in suffragio dei suoi compianti genitori. In altra nicchia, di fronte, troverà sede un altro prodigioso vestigio del Santo, ovvero un suo frammento osseo.

Si va ricomponendo il mosaico dell’epifania esistenziale di san Gerardo Maiella a Lacedonia, con tutti i pezzi al loro posto, così come ricostruito in due libri redatti da Anna Maria Pagliuca: Il Pozzo di Gerardiello e Il ritorno di Gerardiello.

Non mancheremo di comunicare la data dell’evento non appena sarà ufficializzata.

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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