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Lacedonia ritrova dopo decenni la sua secolare tradizione convittuale nel segno del calcio che conta, anche se riteniamo che sia una conquista di tutti i paesi dell'Irpinia orientale, da Bisaccia a Monteverde, da Aquilonia ad Andretta a Calitri. Da settembre, infatti, oltre cinquanta giovani calciatori, tutti quelli selezionati per il vivaio dell'Avellino Calcio, risiederanno stabilmente nel paese, abitando quello che fu il convento dei frati minori, al Corso Augustale. La dirigenza della squadra ha infatti trovato una solida sponda nell'amministrazione capeggiata da Mario Rizzi, che ha condotto l'operazione a buon fine. La qual cosa gioverà all'intera comunità sotto eterogenei punti di vista. Innanzitutto ne guadagneranno le scuole superiori locali, con la probabile apertura di altre classi, cosa di non scarso rilievo, specialmente se si pensa ai salti mortali fatti per conservare la presidenza. Indi si prevede una interessante ricaduta positiva su diversi comparti economici, a cominciare dal commercio e dai flussi turistici che aumenteranno notevolmente, verosimilmente interessando anche tutti i paesi del circondario. Per parte loro, i dirigenti dell'Avellino hanno trovato in loco una accoglienza degna delle migliori civiltà, un campo di tutto rispetto e un ambiente tranquillo e non attraversato negativamente da dinamiche criminali: l'ambiente ideale, insomma, per fare in modo di creare i campioni del domani. Anche Marcello Arminio, sindaco di Bisaccia, ha messo a disposizione il campo comunale locale, che sarà senza dubbio utilizzato. L'immagine del paese, e della intera zona, trarrà notevole giovamento, poiché le partite ufficiali delle giovanili si disputeranno in loco e saranno riprese da SKY SPORT. Anche la prima squadra giocherà le sue partite di allenamento contro le giovanili a Lacedonia, in allenamenti che sicuramente attrarranno tifosi da altri luoghi della provincia. Comincia, insomma, un nuovo corso i cui esiti si spera possano diventare sempre più positivi ed interessanti nel corso dei prossimi anni. L'inaugurazione del centro è stata fissata al cinque di agosto, alla presenza dei vertici della prima squadra e di una rappresentanza di calciatori della stessa, mentre le selezioni degli aspiranti, provenienti da molte parti d'Italia, sono già in corso presso il campo comunale di Lacedonia.

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Foto ika messina 2015

Eccezionale prestazione degli atleti aderenti all’IKA (Associazione Italiana Karate), diretta dal Maestro Tommaso Falcucci, ai campionati italiani di Karate tenutisi a Messina il giorno due del mese corrente. Organizzato da eterogenee Federazioni, ovvero dalla F.K.I. & D.A. (Federkarate Italia e Discipline Associate), dalla F.I.K.K. & D.A. (Federazione Italiana Karate Kick Boxing e Discipline Associate) e dalla M.S.P. Italia – CONI, l’evento ha richiamato moltissimi scuole partecipanti da tutta Italia presso il Palazzetto dello Sport dello stretto messinese. La delegazione dell’IKA, composta da otto atleti, tutti saliti sul podio, è stata accompagnata dal coach Maestro Benedetto Perrina.

Questi i risultati finali che premiano il Karate made in Irpinia dell’IKA:

  • Falcucci Luca1° classificato kumite (ORO)
  • Ciani Giuseppe 2° classificato Kata (ARGENTO) – 2° classificato kumite (ARGENTO)
  • Montemarano Luca3° classificato kumite (BRONZO)
  • Pepe Viviana           2° classificata kumite (ARGENTO)
  • Imperiale Antonio1° classificato kata (ORO) – 1° classificato kumite (ORO)
  • Del Priore Olga           3° classificata kata (BRONZO) – 1° classificata kumite (ORO)
  • Stanco Angelo Rosario           2° classificato kumite (ARGENTO)
  • Stanco Maria Pia1° classificata kata (ORO) – 1° classificata kumite (ORO).

Si tratta di straordinari successi che hanno consentito all’IKA del Maestro Falcucci di giungere al terzo posto nella classifica societaria del 2015.

 

IKA logo

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FRANCHINO

È già trascorso qualche mese della tragica scomparsa di Francesco Russo, che è stato, e sono certo che nessuno mi possa smentire, il più grande schermidore che la nostra provincia abbia mai avuto. Alle capacità sportive, peraltro, Franchino coniugava una serietà ed una sobrietà nei modi e negli atteggiamenti che costituiscono qualità tipiche delle persone autenticamente grandi. Se a questo si unisce la sua attitudine a coltivare e ad insegnare i veri valori dello sport, e non si tratta in questo caso di mere frasi di circostanza, ben si comprende come per Lacedonia e per tutta l’Irpinia la sua dipartita costituisca una perdita incolmabile. Nato sessantacinque anni or sono a Lacedonia ed ivi vissuto per l’intera esistenza, nondimeno Francesco Russo, conosciuto con il diminutivo di Franchino, di allori ne ha raccolti veramente molti, in giro per il mondo, proiettandosi ai livelli più alti, al punto da aver vinto un campionato europeo di sciabola e da essere stato più volte inserito nella nazionale di scherma, fino agli ultimi anni, nella categoria seniores, avendo partecipato più volte ai mondiali, ultimi tra i quali quelli disputati in Russia. Ma ciò che lo ha connotato è stato l’impegno nell’insegnamento della scherma in qualità di maestro di moltissime generazioni di schermidori d’Irpinia, avendo egli fondato, oltre due decenni or sono, il primo club di scherma nella provincia di Avellino. Fatto è che non agiva per interesse, poiché i suoi allievi non pagavano alcuna retta e spesso era egli stesso a pagare l’iscrizione ai vari campionati. Campione, dunque, non solo sotto il profilo atletico, ma anche e soprattutto sotto quello umano, in una epifania esistenziale che ha trovato un epilogo alquanto tragico. È stato infatti in attività fino al gennaio scorso, quando, nel corso di un controllo medico di routine, gli fu diagnosticato un feroce cancro ai polmoni, cosa del tutto inattesa in un non fumatore che peraltro era persona che aveva abbracciato uno stile di vita salutista. Tuttavia non si era perso d’animo e si era preparato a disputare la sua ultima tenzone sulla pedana della vita contro un avversario temibilissimo, che alla fine ha prevalso. Perfettamente consapevole di ciò che lo affliggeva, egli alternava le chemio a Milano, con una quotidianità attraversata da profonde sofferenze fisiche, specialmente dopo che il cancro aveva invaso la colonna vertebrale. Pur tuttavia si sforzava di condurre una vita normale, per rendere “la vita difficile” all’alieno che si era impossessato di lui, un nemico che lo devastava fisicamente di giorno in giorno, senza mai fargli perdere, però, quella pacatezza nei modi che lo caratterizzava, la fiducia e la speranza che erano altri suoi tratti caratteriali, ragion per la quale ogni stoccata che assestava con le cure al male costituiva per lui un passo verso una vittoria finale che non è riuscito a conseguire, ma per la quale ha combattuto con determinazione e coraggio fino in fondo, al punto da aver deciso di sospendere la somministrazione di morfina per non perdere la sua lucidità e con essa la dignità. Un atto eroico per una persona che rifuggiva dai piedistalli, ancorata ad una umiltà che gli era congenita. Lupus In Fabula si propone, per il semestrale della sua dipartita, di organizzare una manifestazione in suo ricordo, pertanto cerchiamo foto che lo ritraggono. Saremo grati a chiunque possa aiutarci.  

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libertazzi

Un tempo i momenti più belli che il calcio lacedoniese abbia offerto sono stati indubbiamente i tornei interni. Si trattava di divertimento allo stato puro. Erano le sole occasioni nelle quali anche chi solitamente non giocava poteva sperimentarsi nella performance calcistica. I risultati, spesso, non erano dei migliori. Era possibile che le partite finissero con un punteggio da incontro di basket. Ne è esempio una partita che si tenne tra i Fantomas e Polvere di stelle: l’incontro terminò con un sonoro 17 a 15. Ma questo non era affatto importante, perché il fattore ludico prevaleva su quello agonistico. C’era, ovviamente, chi ci teneva a vincere e sarebbe stato veramente grave se i professionisti del calcio avessero perso con le cosiddette squadre materasso, che poi erano in maggioranza. I nomi delle compagini, poi, erano tra i più fantasiosi che si potessero trovare, perché tutto era incentrato intorno alla volontà di divertirsi e divertire. C’erano le Onde Rosse, i Capricorn College ecc.

Oggi tali tornei si ripropongono, sia pure in forme diverse, ovvero in quelle del Calcio a 5. Forse perché è dura trovare undici componenti una squadra. Ma la tradizione continua per volontà dei giovani e, in tal modo, sono state indette le iscrizioni per il TORNEO DI CALCIO A 5 “SAN FILIPPO”, che si terrà in prossimità dei giorni dedicati al nostro santo protettore.

Begli anni, indubbiamente. C’è tempo fino al 6 maggio 2015 per le iscrizioni. Per informazioni occorre rivolgersi ad Emilio Libertazzi al numero 3469840259 o a Francesco Pasciuti, al numero 3485927603.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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