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Talvolta mi prende la voglia di andare a rovistare nel mio consistente archivio alla ricerca di ricordi. Mi imbatto in questo modo  in vicende remote, o anche vicine nel tempo, delle quali serbavo solo vaga memoria, per quanto io, magari, le abbia seguite attentamente tanto con la penna quanto con l'obiettivo fotografico. Mi rendo conto in questo modo quanto sia facile per l'essere umano alienare dalla mente i ricordi se persino a me, che sono di memoria non affatto labile, capita di scordare accadimenti che pure ho documentato. Ma d'altra parte, homo sum, humani nihil a me alinum puto!

Un abusato luogo comune vuole che il riconoscimento degli altrui meriti sia merce abbastanza rara nel mondo. Spesso molte diffuse convinzioni sembrano essere dettate da analisi superficiali dell'indole umana, ma certamente non questa: effettivamente le virtù di quanti meriterebbero stima e affetto non sembrano far troppa presa nei nostri intelletti, i quali preferiscono magari concentrarsi soltanto sugli aspetti poco edificanti della realtà che ci circonda. Metaforicamente, siamo come ciechi che entrano in gioielleria e non possono perciò apprezzare i meravigliosi bagliori di luce promananti dalle pietre preziose. Mi chiedo quanti "diamanti" di progenie umana incontriamo senza avvedercene!

Tuttavia, abbastanza spesso, mi tuffo nell'amarcord esistenziale e riporto in luce avvenimenti degni di nota, specialmente quando mi capita di pensare di non aver fatto ancora abbastanza per onorare una o più persone.

Ebbene, dal mio vasto archivio è spuntata una documentazione scritta e fotografica relativa ad un evento calcistico, riservato ad atleti in erba, organizzato dalla compianta Rosetta Di Geronimo, da poco tragicamente scomparsa, il 6 giungo del 2010. Rivedo quei volti di ex bambini, ormai giovanotti, e mi prende una sorta di nostalgia, che s'accompagna alla consapevolezza dell'inesorabile scorrere del tempo, che tende a scalfirci e a sbriciolarci come la roccia tufacea sulla quale poggia la nostra Lacedonia. E allora mi rafforzo nella convizione che di noi resteranno solo le nostre opere, soprattutto quelle buone, così come Rosetta sopravviverà nella memoria di tutti quei bambini che ha avviato al gioco più bello del mondo. Sotto la sua ala sono cresciute intere generazioni, che lei ha fatto sognare e alle quali ha insegnato che la vita, come il gioco il calcio, è lotta: bisogna correre per prendere la palla e andare in goal. Una lottatrice indomita: questo è stata Rosetta. Ed è una lezione, la sua, che può giovarci fortemente per spronarci all'azione, anche perchè, infine, nox est perpetua una dormienda!

Resta però la fede in una vita oltre la vita, altrimenti tutto risulta esser vano e caduco. Ed io personalmente ci credo ...

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GEMELLAGGIO

Entrata in campo delle due compagini con le bandiere nazionali di Stati Uniti d'America e Italia.

Un gemellaggio molto sincero, trasudante vera amicizia, quello celebrato a Lacedonia nella giornata odierna tra il New York International F.C. e la US Lacedonia. La parola alle immagini dunque, perché non sempre repetita iuvant.Chi volesse saperne di più può farlo leggendo il precedente post: http://www.latuairpinia.it/sport/677-domani-gemellaggio-tra-una-squadra-di-new-york-e-la-u-s-lacedonia-torna-la-guarnera-family.html

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Foto congiunta tra le due squadre.

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Il Comm. Michele Caponigro premia il giovane calciatore statunitense Armando Guarnera, che aveva già trascorso un lungo periodo a Lacedonia proprio per giocare nella Primavera dell'Avellino.

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Scambio di doni tra l'Amministrazione rappresentata dal Vicesindaco Antonello Pignatiello e i due coach della N.Y. International, nell'ordine da sinistra Arturo Radano e Armando Guarnera Sr.

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I due capitani, Armando Guarnera Jr. e Emilio Libertazzi si scambiano i rispettivi gagliardetti.

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Foto prepartita

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Da sinistra il coach Arturo Radano della N.Y. International, il presidente della US Lacedonia Michele Rizzi, il coach Armando Guarnera della N.Y. International, il sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza e l'allenatore della US Lacedonia Antonio Vece presso l'Antica Ostaria del Valtuscano.

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Una prospettiva della New York International F. C. presso Valtuscano

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Il capoultras del Lacedonia Calcio Sergio Palladino, detto "Zio Sergio", con i piccoli tifosi. Una nota divertente: Zio Sergio si è presentato con una "bandiera confederata" pensando di fare cosa gradita agli ospiti. Gli ho spiegato che è come portare la bandiera della lega nord a Napoli! Naturalmente tutto è finito in grandi risate: perché questa è l'arma migliore del tifo lacedoniese.

 

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guarnera

La New York International Footbaal Club

Questa è senza dubbio una storia molto bella da narrare: il racconto di un'amicizia inossidabile nata nell'ambito di una situazione alquanto anomala. Alla metà del 2015 sembrava che l'Avellino Calcio avesse l'intenzione di insediare il settore giovanile a Lacedonia e nei fatti la cosa si verificò. Giunsero giovani calciatori letteralmente da mezzo mondo e tra di essi c'era anche Armando Guarnera Junior, il quale si rivelò dotato di grandissimo talento, al punto che era stato richiesto da altre squadre alquanto blasonate. Ma fin da subito la gestione dell'iniziativa da parte della dirigenza dell'Avellino all'uopo preposta cominciò a rivelare numerose crepe e falle, soprattutto sotto il profilo economico, ma anche sotto quello tecnico e logistico, fino a quando la situazione non deflagrò. A quel che si è compreso, tali dirigenti pare fossero molto di più interessati al guadagno personale che al successo della compagine sportiva o alla valorizzazione di calciatori che venivano dalle Americhe, dal Canada, dall'Australia e persino dalla Corea. Tra i tanti genitori che seguivano le sorti dei rispettivi figli, uno, in particolare, entrò in grandissima sintonia con molta parte della popolazione di Lacedonia, stringendo innumerevoli amicizie che si sono rivelate inossidabili e durature, come quelle con Peppino Libertazzi, Antonio Pagnotta, lo scrivente e molti altri: si tratta di Armando Guarnera Senior. Grande musicista di New York, pur di origini italiane, Armando coltiva da sempre la passione per il calcio, che ha trasmesso al figlio, il quale lo pratica con grande serietà. Dirigente della New York International Football Club, in questo periodo impegnata in un torneo internazionale in Italia, nella specie quello di Viareggio, Armando Sr., coallenatore della squadra insieme ad un altro italoamericano, Arturo Radano, ha fatto in modo di procrastinare la partenza per gli U.S.A perché, in accordo con la U.S. Lacedonia, ovverossia con il presidente Michele Rizzi, l'allenatore Antonio Vece, e con la mediazione di un grande del calcio, Peppino Libertazzi, domani, 10 aprile, sarà sancito un gemellaggio tra le due compagini calcistiche, la qual cosa, peraltro, gode del patrocinio morale del Comune di Lacedonia. Un pranzo tutti insieme e quindi una partita amichevole sul nostro campo.

Sul campo scenderanno i seguenti ragazzi newyorkesi (li citiamo perchè ci sembra doveroso):

Armando Guarnera Jr. (Capitano), Robert Radano, Matthews Vera, Vincenzo Masitti, Damari East, Nicolas Bogen, Remiah Rodney, Corey Rettle, Felice Tornabene, Angelo Tornabene, Jose Guardado, Patrick McCoid, Jacob Villacres, Christopher Noel e Francesco Campo.

 

LUPUS IN FABULA porge il suo più caloroso bentornato ad Armando Guarnera Sr. & Jr. ed il suo caldo benvenuto a tutta la New York International Football Club.

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La New York International Footbaal Club con  Armando Guarnera, primo a sx con la fascia di capitano

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La New York International Footbaal Club con gli allenatori Armando Guarnera (a sx) e Arturo Radano (a dx)

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La US Lacedonia

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Armando Sr. e Armando Jr. durante il compleanno di Armando Jr. festeggiato a Lacedonia

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Armando Jr. con alcuni compagni di squadra all'epoca dell'esperienza nella Primavera dell'Avellino

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Armando Sr. e Armando Jr. con la famiglia di Peppino Libertazzi, suo grandissimo amico

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Armando Sr. nel corso di una Jam Session con amici musicisti di Lacedonia (il compianto Angelo Megliola, Nicola Di Ninno, Enzo Mercadante, Isabel Cardellicchio)

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Il Presidente della US Lacedonia, Michele Rizzi

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L'allenatore della US Lacedonia, Antonio Vece

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Gli Ultras di Lacedonia con il capoultras Zio Sergio

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Domani, domenica 12 marzo, con inizio alle ore 09.00, presso la Palestra Comunale di Grottaminarda, sarà disputata una gara organizzata dall'IKA (Italia Karate Associazione), il cui attivismo, nel mondo delle arti marziali giapponesi, è ben noto anche a livello internazionale. I praticanti negli ottimi Dojo aderenti all'IKA avranno modo di confrontarsi, per l'ennesima volta, con atleti appartenenti ad altre scuole e federazioni, poiché sono pervenute ben 270 iscrizioni alle competizioni di Kata e di Kumite da ben cinque eterogenee regioni, ovverossia la Campania, la Basilicata, l'Abruzzo, il Lazio e le Puglie. Si tratta di un torneo interregionale di notevole prestigio, considerato il livello raggiunto dai karateka dell'IKA a livello internazionale, come abbiamo più volte avuto modo di rimarcare. Inesauribile il Maestro Tommaso Falcucci, decano del karate irpino e tra i principali artefici del successo dell'IKA, pur accanto a compagni di "battaglie" la cui figura avremo modo di tornare a delineare in futuro, come già abbiamo fatto in passato.

Certamente lo spettacolo, per i tanti appassionati, sarà garantito, ma la parte del leone la faranno i giovani atleti, il cui entusiasmo mantiene estremamente vitale quello che non è solo uno sport, ma un vero stile di vita fondato su altissimi Valori esistenziali: il Karate!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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