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I MAESTRI DELLE SCUOLE ADERENTI ALL'IKA

 

Questa mattina molte scuole di Karate aderenti all'IKA del Maestro Tommaso Falcucci, che opera a Grottaminarda, alla cui presidenza siede l'avv. Gerardo Rauseo, si sono ritrovate a Bisaccia, nell'ampio Polifunzionale, onde disputare le competizioni per aggiudicarsi la "Coppa Shotokan" nell'ambito del Memorial "Domenico Castronuovo".

L'apertura, non a caso, è stata affidata alla signora Castronuovo, vedova di una uomo veramente speciale, la cui umanità lo rendeva benvoluto da tutti, non soltanto nel mondo del Karate, che egli amava molto, ma in tutta la società civile. Per l'occasione il Maestro Falcucci ha scelto di sperimentare una formula competitiva del tutto nuova, offrendo la possibilità ai giovanissimi praticanti di prodursi tanto nei kata quanto nei kumite e di cumulare i rispettivi punteggi, la cui media stabilisce il posto occupato nella classifica finale.

La filosofia alla base di tale scelta sperimentale ritengo sia da ricercarsi nella volontà dell'IKA di creare atleti completi, ovvero di preparare i giovani in ogni branca dell'arte marziale de quo, superando la linea di demarcazione netta tra le "forme" e i "combattimenti", essendo essi nei fatti assolutamente complementari. Una evoluzione importante, a mio avviso.

Al di là della gara, però, è da rilevare lo spirito di affiatamento e di familiarità che si respirava stamattina nell'ambito di un consesso di scuole che s'ispirano tutte ad altissimi valori non soltanto sportivi, ma anche umani: il rispetto assoluto dell'alterità, l'affabilità, la lealtà, la disciplina fisica e psichica. Qualità, queste, che, se maturate a dovere nell'ambito della psiche umana, pongono i giovani in condizione di affrontare il viaggio esistenziale con molta più tranquillità, anche in tempi quali i nostri, attraversati da moltissime tensioni e problematiche di eterogenea sorta. A questo si ispira l'opera inesausta dell'IKA e dei Maestri che continuano ad aderirvi.

LUPUS IN FABULA porge vivissimi complimenti per l'ineccepibile organizzazione.

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I giovanissimi atleti

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Uno dei praticanti più piccoli

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La signora Castronuovo

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Il Maestro Giuseppe Ciani con la foto del compianto Maestro Domenico Castronuovo

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Il pubblico

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Nulla è realmente efficace laddove non vi sia autentica passione, specialmente nell'ambito di attività che richiedono spirito di sacrificio e disciplina personale, ma che ripagano con tantissime soddisfazioni. E Giuseppe Ciani, maestro dell'omonimo team di Bisaccia, ne è la dimostrazione. Inossidabile è il suo impegno per la diffusione del Karate in Alta Irpinia, nella consapevolezza che non si tratta soltanto di uno sport, ma di un vero e proprio stile di vita, in grado di formare le nuove generazioni nel segno dell'onestà, della lealtà, del fair play e così dicendo, ovvero di indirizzare i praticanti verso quei valori la cui progressiva decandenza va inesorabilmente logorando il tessuto sociale. Un modus operandi appreso da quelli che sono stati evidentemente i suoi maestri, primo tra i quali il compianto D. Castronuovo (che insegnava presso l'IPSIA di Lacedonia), dedicandosi, per il resto, alle arti marziali. Fu proprio lui, peraltro, a presentarmi, a Grottaminarda, il M° Tommaso Falcucci, un paio di decenni or sono, pur essendo io un esperto di Kung Fu e non di Karate. E proprio Tommaso Falcucci è oggi per Ciani e per i suoi ragazzi un riferimento imprescindibile, nel segno di una collaborazione vincente. Domani, presso il Polifunzionale di Bisaccia, un omaggio a Castronuovo che sarà anche una festa per lo sport e per le arti marziali in generale. Apertura ore 09.00 antimeridiane.

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Il Karate, al pari di molte arti marziali, non è soltanto uno sport, ma un vero e proprio stile di vita che richiede spirito di abnegazione, rispetto sentito per le regole, disciplina fisica e morale, ovverossia le qualità indispensabili per raggiungere risultati di prestigio. E questa è la cifra che contraddistingue l'IKA Italia, capeggiata da uno dei veterani del Karate d'Irpinia, il Maestro Tommaso Falcucci di Grottaminarda, il quale va inanellando, con i suoi atleti e con quelli delle scuole dirette dai Maestri associati, un successo dietro l'altro, tutti di grande prestigio e tutti di carattere internazionale. E così è stato anche domenica scorsa, con la partecipazione ad una competizione organizzata, a Roma, dall'AIFAM. Primo posto tra le dieci società partecipanti, a testimonianza della perizia raggiunta dai praticanti guidati da Maestri di grande esperienza e di eccezionale competenza. E infatti erano presenti le scuole aderenti all'IKA, con i rispettivi Maestri: Michele Fischetti, Benedetto Perrina, Luca Falcucci, Giuseppe Ciani, Luca Montema, Saverio Pepe, Giuseppe Racca, Viviana Pepe e Antonello Ianniciello.

Da notare che molte realtà del karate, in Irpinia, nate nel corso dei decenni, si sono impaludate e perdute nell'oblio, a fronte invece dell'IKA che cresce in maniera costante, grazie alla serietà con cui è diretta e a un'autentica passione che travalica abbondamentemente ogni altra considerazione, a cominciare da quelle più prosaiche che hanno portato al fallimento di molti tentativi posti in essere da altri che, evidentemente, non sono mai riusciti a comprendere lo spirito vero delle arti marziali.

COMPLIMENTI, DUNQUE, DA LUPUS IN FABULA

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Il 21 marzo del 2013 ci lasciava Pietro Mennea. Un tumore, che egli ha affrontato con un coraggio ineguagliabile non facendo sapere nulla a nessuno, se non alla moglie, non gli lasciò scampo. Tuttavia non ha perso la sua battaglia contro la malattia, perché, come mi ha raccontato la moglie Emanuela, in nessun momento le ha dato soddisfazione. I dolori lancinanti non gli hanno impedito di vivere la vita fino al momento estremo. Era abituato in questo modo. Non era una persona che cedeva. Ed avrebbe fatto di tutto, lo credo fermamente, anche per concretizzare un progetto che avevamo in comune: la creazione, a Lacedonia, di un gruppo sportivo sotto la sua egida. Ne avevamo parlato in diverse occasioni, ma la signora in nero, che se ne frega bellamente dei progetti umani, è intervenuta prima. A Lacedonia ci passava molto spesso, soprattutto per sottoporre alla mia attenzione i suoi testi prima che fossero pubblicati, ormai sempre dalla Delta 3 Edizioni.

Ci eravamo sentiti telefonicamente un mese prima della sua morte: aveva la voce flebile. Glie ne chiesi il motivo, ma egli mi rispose che si trattava soltanto di un po' di mal di stomaco e mi disse che mi avrebbe mandato via e-mail un manoscritto, aggiungendo che avrei dovuto fare in fretta a leggerlo. Ma diceva sempre così perché era un impaziente, per cui lasciai trascorrere il mese senza accontentarlo. Me ne rammarico molto e rimpiango la mia mancanza di tempestività. Dovunque tu sia, Pietro, sappi che sei sempre negli ululati del LUPO alla luna, quella stessa che spesso assisteva a tuoi allenamenti notturni. Ciao amico mio e del mio amato paese, Lacedonia.

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pietro mennea

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