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FRANCHINO2

Oggi cade il quarto anniversario della tragica scomparsa del professore e maestro di scherma Francesco Russo, che è stato, e sono certo che nessuno mi possa smentire, il più grande schermidore che la nostra provincia abbia mai avuto. Alle capacità sportive, peraltro, Franchino, come tutti affettuosamente lo chiamavano, coniugava una serietà ed una sobrietà nei modi e negli atteggiamenti che costituiscono qualità tipiche delle persone autenticamente grandi. Se a questo si unisce la sua attitudine a coltivare e ad insegnare i veri valori dello sport, e non si tratta in questo caso di mere frasi di circostanza, ben si comprende come per Lacedonia e per tutta l’Irpinia la sua dipartita abbia costituito una perdita incolmabile. Nato a Lacedonia ed ivi vissuto per l’intera esistenza, nondimeno Francesco Russo, di allori ne ha raccolti veramente molti, in giro per il mondo, proiettandosi ai livelli più alti, al punto da aver vinto un campionato europeo di sciabola e da essere stato più volte inserito nella nazionale di scherma, fino agli ultimi anni della sua non lunga vita, nella categoria seniores, avendo partecipato più volte ai mondiali, ultimi tra i quali quelli disputati in Russia. Ma ciò che lo ha connotato è stato l’impegno nell’insegnamento della scherma in qualità di maestro di moltissime generazioni di schermidori d’Irpinia, avendo egli fondato, decenni or sono, il primo club di scherma nella provincia di Avellino. Fatto è che non agiva per interesse, poiché i suoi allievi non pagavano alcuna retta e spesso era egli stesso a pagare l’iscrizione ai vari campionati. Campione, dunque, non solo sotto il profilo atletico, ma anche e soprattutto sotto quello umano, in una epifania esistenziale che ha trovato un epilogo alquanto tragico nella sofferta battaglia, combattuta con un coraggio e una dignità ineguagliabili, contro il più innominabile dei mali. Vogliamo ricordarlo, perché la sua memoria costituisca esempio per tutti.

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di conza

Una partita al cardiopalma quella odierna: in ballo c'era la salvezza. Alla fine, nei tempi supplementari, i play out hanno dato ragione alla U. S. Lacedonia che ha vinto e che resta in prima categoria. Ultima partita in carriera per due calciatori ormai storici a Lacedonia, Domenico Bonaventura e Ivan Di Conza, che hanno chiuso con una grande soddisfazione la loro stagione calcistica. Da segnalare naturalmente la gioia espressa dalla "Brigata Pitbull" di zio Sergio, gli ultras sempre pronti a supportare la squadra. Complimenti al mister Libertazzi al presidente Rizzi e a tutto lo staff.

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DINAM

Hegel disse: «Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione!» 

A quel che pare il segreto dei successi della Dinamo di Monteverde è proprio quello: una grandissima passione che si traduce in azione concreta, sia fuori dal campo, da parte di dirigenti e tifosi e sia nello spazio di gioco, ad opera di giovani calciatori che riescono a ribaltare, in un rigurgito di orgoglio, un risultato negativo. Nella partita contro il Bisaccia, infatti, la Dinamo era andata al di sotto di una rete, perché al quindicesimo Roberto Cianci aveva portato in vantaggio gli ospiti. La reazione non si è fatta attendere: è infatti Cirasella a sancire il pari dietro suggerimento di Rabbito. Subito dopo tocca all'atleta che il Presidente e al contempo calciatore Alberto Vella definisce "il mio caro Melillo": gonfia la rete raccogliendo brillantemente un assist del bomber Albenzio, il quale, poi, partendo da centrocampo, si prende gioco di tre difensori avversari con un goal magnifico. Infine è Rabbito a chiudere di fatto la partita sul 4 a 1. Nella sua qualità di Presidente, Vella ha tenuto ad elogiare il nuovo Mister Sansone, che per l'occasione ha esordito sulla panchina monteverdese, e tutti i calciatori della squadra che hanno dimostrato grande affetto per la maglia. Domenica prossima il derby con la compagine del Monte Irpino

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cian

Giuseppe Ciani e Ylenia Marino

Non credo proprio ve ne fosse bisogno, ma una graditissima conferma del grandissimo Karate espresso dall'IKA (Italia Karate Associazione) del M° Tommaso Falcucci  e dalla FIKK (Federazione Italiana Karate e Kick Boxing) del M° Rosario Marino, si è avuta oggi a Londra: Giuseppe Ciani e Ylenia Marino hanno conquistato entrambi la medaglia d'oro, essendosi classificati primi, l'uno nella specialità kata della categoria senior, l'altra nei kata della categoria under 21, agli Open Championships "Seiwakai".

La competizione si è tenuta presso il Redbridge Sports Centre di Londra e, mentre ne offro notizia, è ancora in corso.

È da riferire che IKA e FIKK sono strettamente connesse, al punto da mandare i propri atleti insieme a rappresentare l'Italia all'estero. Se Giuseppe Ciani è il Maestro di una propria scuola appartenente all'IKA, che egli gestisce nella nativa BisacciaYlenia Marino insegna nella scuola di famiglia a Roma, essendo anch'ella Maestra di karate di eccezionale abilità ed esperienza. Peraltro, oltre all'oro negli under 21, la giovanissima e già grande atleta ha conquistato anche il bronzo, sempre nella specialità kata, nella categoria senior.

Come suo solito, il LUPO non può che raccomandare la pratica delle arti marziali in generale (visti i suoi precedenti in ambito marziale "cinese"), ma soprattutto non può esimersi dall'esortazione a frequentare le scuole dell'IKA e della FIKK, perché portatrici dei veri Valori delle pratiche orientali, quali la disciplina, il sacrificio, il senso del dovere, la lealtà, oltre all'indubbia perizia tecnico-sportiva.

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Premiazione di Ylenia Marino

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Premiazione di Giuseppe Ciani

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

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