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Domani saranno trascorsi tre anni da quando Vincenzo Saponiero ha intrapreso la via per ben più luminosi lidi e la sua assenza è avvertita più che mai dall’intelletto collettivo lacedoniese. Egli ricopriva, infatti, un ruolo fondamentale ed insostituibile nei diversi ambiti della vita civile, da quello culturale a quello sportivo, che il nostro Presidente ha curato per molti decenni e fino al termine dei suoi giorni, con una passione forte, sempreverde, che non ha mai subito il logorio degli anni incalzanti, restando giovane e nutrendosi di un giovanile entusiasmo.

Nei fatti questa è stata la cifra forse più connotante la sua vicenda esistenziale: quell’entusiasmo giovanile per ogni nuova attività venisse intrapresa, quel sostegno non solo morale, ma molto spesso anche economico, alle iniziative che in ogni settore si sono prodotte nel nostro paese. Perché Vincenzo amava alla follia Lacedonia, che costituiva il suo universo personale, soprattutto perché egli, portatore di una cultura eccezionale e sicuramente fuori dal comune, conosceva bene il mondo, pur senza aver avuto bisogno di allontanarsi troppo da casa. E conoscendo il mondo e le sue brutture, egli rilevava e poneva in luce gli aspetti migliori della nostra comunità con un ottimismo direttamente proporzionale alla sua incontenibile voglia di vivere e di essere parte attiva nel farsi della coscienza civica del nostro comune.

Vincenzo è stato per decenni la “voce” di Lacedonia, con i suoi giornalieri articoli sugli eventi che potessero dar lustro ulteriore a Lacedonia ed ai suoi abitanti: fin dall’epoca lontana in cui scriveva sul Giornale di Napoli.

Era sempre e comunque disponibile, Vincenzo. Basti pensare all’ultradecennale volontariato che ha prestato presso il Museo Diocesano, fino a quando un ictus non gli ha impedito di continuare ad occuparsene. Vincenzo sicuramente entrerà nella storia del nostro Comune, quella stessa storia che egli ha coltivato e ha cercato di tramandare ai posteri con innumerevoli pubblicazioni.

Ma il Presidentissimo sarà ricordato soprattutto per essere stato sempre e comunque in prima linea nell’ambito calcistico di Lacedonia. Non esiste foto, a partire dagli anni quaranta, nel quale egli non fosse presente. Egli è stato testimone diretto e coautore della costruzione progressiva dello stadio. Non c’è annualità calcistica, da quell’epoca, che non lo ha visto in prima linea, asse portante di tutta la struttura amministrativa del calcio lacedoniese, dai tempi della mitica Folgore ed ancor prima.

Soprattutto nei momenti di crisi, quando tutti sembravano voler abbandonare una nave in procinto di affondare, egli è stato lì, in plancia di comando, a reggere il timone nella tempesta, perché almeno la passione calcistica non morisse a Lacedonia, ricorrendo anche ad ingenti esborsi economici, frutto dei suoi risparmi di pensionato statale.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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