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VINCENZO CON I NIPOTI DANA (ORMAI RISTABILUTASI) E OLIVER

 

Domenica scorsa gli amici e i nipoti italiani di Vincenzo Zichella si sono ritrovati nella Chiesa Concattedrale di Lacedonia per partecipare ad una messa in suffragio celebrata da don Roberto Di Chiara e ad un ricordo del nostro compianto conterraneo. Presenti il Sindaco Antonio Di Conza e l'assessore al lavoro Michele Ruberti, è stata letta dallo scrivente una lettera di ringraziamento alla popolazione di Lacedonia pervenuta da parte della figlia Serafina Johnston Zichella ed una dei nipoti che abitano in Italia, a Reggio Calabria. Il sindaco a breve invierà una missiva alla famiglia di Vincenzo ribadendo che possono trascorrere anche decenni, ma il legame che lega chi è nato a lacedonia alla sua terra e alla sua comunità è impossibile da recidere. I funerali di Vincenzo si terranno domani in Inghilterra alle ore 10.00 orario di Greenwich e sarà possibile seguirli il diretta su internet cliccando sul seguente link:

http://vincenzozichellalive.com/content/view.php

Ci è inoltre stato proposto un video, girato nello scorso maggio, che raffigura Vincenzo intento a ritirare un uleteriore premio dalla Federazione Nazionale dei Maestri del lavoro d'Italia prima che le sue condizioni si aggravassero e il cancro contro il quale combatteva con grande forza se lo portasse via. Sappiamo di fare cosa gradita proponendolo nella nostra pagina.

 

Stamattina è squillato il telefono. All'altro capo era Pinuccio Bianco, meglio conosciuto come Carletto, mitico portierone della grande Folgore degli anni '70. «Vincenzo se ne è andato, Michè! Vieni che dobbiamo scrivere un manifesto». In tal modo ho appreso della dipartita di un carissimo amico, mio e di moltissimi lacedoniesi. Vincenzo Zichella, conosciuto in gioventù  a Lacedonia come "Vincenzo La Roma", essendo il solo tifoso romanista del paese, ha concluso la sua esistenza terrena a causa di un male incurabile che lo ha bruciato in un anno di sofferenze atroci. Stando a quanto racconta chi è andato a trovarlo, però, egli ha sopportato il dolore con il sorriso sulle labbra, essendone peraltro abituato. Da decenni risiedeva in Inghilterra, ove era stato costretto ad emigrare, come tanti, a causa della miseria, ed ivi aveva consumato la sua intera esistenza nella cura degli ammalati, in qualità di infermiere, guadagnandosi l'affetto e la stima soprattutto dei degenti, specialmente dei bambini ricoverati nei reparti oncologici, e la gratitudine dei loro familiari, perché egli li accudiva come se fossero tutti figli suoi. E tali meriti gli sono stati riconosciuti ufficialmente con l'attribuzione, in età avanzata, del Cavalierato al Merito della Repubblica Italiana e con la nomina a Maestro del Lavoro d'Italia, organizzazione nel cui ambito da un paio di anni rivestiva il ruolo di Viceconsole in Gran Bretagna.

Ma l'autentico "capolavoro" della sua vita è consistito nel ruolo che ha avuto nella salvezza della sua nipotina, sulla cui storia è stato scritto un libro da un autore londinese, poiché certi tipi di narrazioni colpiscono molto nel mondo anglosassone.

Infatti una delle grandi felicità della sua vita, la nascita della sua nipotina Dana, coincise con il massimo dei dispiaceri. In grazia di un errore medico, la neonata rischiò il soffocamento all’atto del parto: il suo cervello restò per lunghi attimi senza il necessario apporto di ossigeno, ragion per la quale, per circa dodici anni, pur non essendone state lese le facoltà mentali, la bimba subì la paralisi totale degli arti inferiori, costretta su una sedia a rotelle. Ma Vincenzo, forgiato nella fucina del sacrificio, portatore di sentimenti forti, trasmessi alla prole, non si è affatto perso d’animo. Accanto alla figlia e alla nipote ha girato prima l’Europa, per poi approdare negli USA, nel solo luogo e dal solo medico in grado di effettuare un’operazione chirurgica difficilissima, un primario di origine cinese, il dr. Palk. Circa ottantamila euro il costo del solo intervento, senza considerare quelli sostenuti per la permanenza e per i precedenti “viaggi della speranza, molta parte dei quali coperti proprio dai risparmi di una vita di Vincenzo, senza chiedere nulla a nessuno. L’amore di un nonno questi miracoli li compie: da un paio di anni circa sua nipote Dana ha cominciato a tenersi in piedi e quindi, pur con fatica, a deambulare autonomamente.

Da amici, abituati a vederlo ogni agosto seduto in Piazza De Sanctis, nel posto consueto dal quale salutava tutti, avremmo desiderato che fosse seppellito nella sua Lacedonia, ma forse è giusto che le sue spoglie permangano vicino alla sua Dana, in Inghilterra.

Addio Vincenzo, vero LUPO d’Alta Irpinia, indomito di fronte alle disgrazie e sempre pronto a lanciarsi nella mischia delle difficoltà proprie ed altrui!

VINCE2

VINCENZO "LA ROMA" ALL'EPOCA DELLA SUA EMIGRAZIONE IN INGHILTERRA

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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