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BARONE

Che il caro amico Gerardo Bianco sia un autentico "Barone" è fuori di discussione: il suo feudo sono i boschi, le grotte, i tesori della Valle dell'Osento, che egli conosce pianta per pianta, anfratto per anfratto, pietra per pietra. Un patrimonio di conoscenze naturalistiche di zona, il suo, senza uguali, essendo egli motivato da una passione senza pari per la natura ed i suoi misteri. Già cofondatore del gruppo "Osento Lo Sento", è sempre disponibile a sostenere le azioni intraprese da organizzazioni come il Club Alpino Italiano, nella specie il gruppo Terre Alte, che da alcun tempo ha segnato i sentieri percorribili dai gruppi praticanti il trekking con i sistemi GPS. E non di meno si è messo a disposizione del CCEP UNLA di Lacedonia, che ha intenzione di censire puntualmente flora e fauna ancora presente nel territorio, onde documentarla e contribuire alla sua salvaguardia. Grazie infinite per questo, caro Barone.

Sotto il profilo umano Gerardo è di un'affabilità e di una umanità che lo rendono simpatico a tutti, essendo peraltro di ottima compagnia. E non gli manca quella sana vena autoironica che rende le persone più umane. Ama scherzare, quando è il caso, e non si sottrae nemmeno allo sfottò benevolo: ma quando occorre percorrere la strada della serietà è sempre in prima linea.

Riguardo alla sua goliardia mi piace raccontare un breve aneddoto che la dice lunga e che si fonda su un gioco degli equivoci che nasce dalla sua omonimia con un notissimo politico democristiano.

Alcuni decenni or sono l'Irpinia ospitava due Gerardo Bianco (in verità li ospita ancora), l'uno dei quali era il nostro Barone, poco più che ventenne, mentre l'altro era ed è un professore di chiarissima fama ed un politico democristiano all'epoca molto ma molto potente. E accadde che il nostro Gerardo, il Barone intendo, telefonò presso un rinomato ristorante che serviva pesce prenotando con il suo nome e cognome per sè e per l'allegra e, diciamoci la verità, un po' scapestrata combriccola che egli all'epoca frequentava. Quando giunse con i suoi amici presso il locale, si sentì negare l'accesso: non era certamente quello il Gerardo Bianco che i gestori attendevano, e fu costretto a mostrare i suoi documenti perché gli credessero. Avevano apparecchiato con servizio e candelabri in argento ed avevano preparato ogni sorta di prelibatezze ittiche per l'onorevole. Ma tant'è! Furono fatti dunque accomodare ed alle quattro di mattina erano ancora là a degustare e a divertirsi, stavolta in compagnia dei proprietari, che si erano lasciati conquistare dalla simpatia dei ragazzi.

Questo è il nostro Barone, portatore di quella nobiltà d'animo che non dipende affatto dal censo, perché: SIGNORI SI NASCE!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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