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Compass017

 

Un anno fa ci lasciava Filippo Pagnotta, conosciuto a Lacedonia con l’appellativo di “Filippo la guardia”, tanto che agli autoctoni viene spontaneo vestire dei suoi caratteri somatici l’idea stessa di “vigile urbano”. Una persona addivenuta al rango di “personaggio” simbolico, insomma, come per quel che concerne l’Arma dei Carabinieri è avvenuto con il mai dimenticato appuntato Ungolo. Pertanto ancora vivo è il ricordo dell’intera comunità. Una ricchissima aneddotica è associata alla figura di Filippo Pagnotta, che rivive nel ricordo vestito di sorridente mestizia che diluisce la nostalgia per i tempi che furono e rende più vivo il ricordo di una persona veramente per bene e sostanzialmente benvoluta da tutti. Ciò accade perché, quando scompare una persona così saldamente legata alla memoria del passato, sembra dileguarsi una parte stessa di quel passato, la qual cosa lascia, sia pure in maniera impercettibile, una sorta di senso di vuoto. E dunque si rammenta di quando, chiamato ad occuparsi dell’ordine pubblico in occasione delle partite disputate della mitica e fortissima “Folgore Lacedonia”, egli si trasformava nel primo e più acceso dei tifosi, pur tenendo sempre un saldo contegno, a stento represso quando suo figlio Rocco, granitico mediano di quella compagine sportiva, si produceva in qualche giocata che stimolava il suo orgoglio paterno. O si racconta delle volte in cui egli è stato costretto, in virtù del suo ruolo e suo malgrado, a difendere dall’ira dei tifosi taluni arbitri che egli per primo avrebbe fatto segno quanto meno di accesi improperi. Era fermamente ligio al suo dovere, infatti, e talvolta alquanto severo, per quanto la sua apparente severità fosse in realtà temperata da una grande umanità. Intere generazioni di bambini che giocavano in strada non preoccupandosi minimamente di fracassare finestre, infatti, ne temevano l’arrivo improvviso, perché egli fingeva di sequestrare loro il pallone, che poi immancabilmente restituiva ai genitori.
Caro Filippo, vivrai per sempre nel nostro ricordo!
Parola di Lupo Irpino!

 

Compass018

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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