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TIZIANA

Una ricorrenza triste per tutti coloro i quali l'hanno conosciuta quella in cui cade il compleanno di Tiziana Scarano, valentissimo avvocato ed amministratrice molto attenta ai bisogni della popolazione, soprattutto di quella più fragile. Per quanto vivesse ed operasse a Venticano, ella è stata sempre legatissima a Lacedonia e non di rado ha accompagnato comitive presso l'Episcopio, onde visitare e promuovere il Pozzo di San Gerardo. Anche per questo le rinnovo i ringraziamenti, nella certezza che il nostro Santo l'abbia accolta tra i suoi intimi.

Proprio in virtù di tale attaccamento alla sua terra madre, il Centro Culturale per l'Educazione Permanente di Lacedonia, riunito con il direttivo regionale dell'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo), ha statuito di intitolare proprio a lei la Scuola Permanente (gratuita) di Italiano e Cultura Giuridica di Base per Stranieri, attiva da oltre un anno e convenzionata con l'Università per Stranieri di Siena, accanto al creando Centro Gratuito per il Sostegno agli Studenti in Debito Formativo.

Era il minimo che si potesse fare onde perpetuarne la memoria.

Ancora da stabilire la data della cerimonia ufficiale di intitolazione (comunque nel mese di novembre), della quale sarà data tempestiva notizia.

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ragionato

Quante volte avremo pronunciato la fatidica frase: «Attenzione, altrimenti ti faccio le scarpe?» E qualora lo avessimo fatto, avremmo mentito spudoratamente, perché ormai coloro i quali sono in grado realmente di "fare le scarpe" appartengono ad una categoria artigiana quasi del tutto estinta, con pochissime eccezioni, come quella costituita da Romeo Ragionato, uno degli ultimi "calzolai" dell'Irpinia orientale, il quale, con il suo lavoro che attinge humus ad una tradizione plurisecolare, è stato in grado di "scalzare" la definitiva scomparsa di una attività tra le più importanti nell'ambito della "cultura contadina". Da oltre tre decenni egli coltiva l'abilità calzaturiera antica, pur attento a tutte le innovazioni tecnologiche, nella sua bottega di Aquilonia, essendo peraltro figlio d'arte. Suo padre Michele, meglio conosciuto con il nomignolo di Oriente, nel lontano 1968, dopo un lungo apprendistato, aveva fondato una attività, accanto ad altri quattro compagni di ventura, definita la Compagnia. Di essa facevano parte "Funzin" Pascarella, "Ciabbattin", Zi Ciccillo e Zi Mariuccio (detto Lu Sant'Angiulese). Ebbene fu proprio Oriente a porre in essere ciò che che in Lombardia già andava sotto il nome di design, progettando con schizzi fatti a mano scarpe e stivali personalizzati e realizzandoli. E questo è il paradosso che ancora oggi divide in due la nostra beneamata penisola. A Milano li definivano stilisti, mentre qui da noi li consideravano "scarpari", spesso attribuendo una connotazione poco lusinghiera all'appellativo. In realtà se Oriente e la sua Compagnia avessero operato in altre realtà, magari avrebbero goduto delle fortune economiche e degli onori sociali oggi tributati a produttori di scarpe di chiara fama (gente che può permettersi il lusso di restaurare il Colosseo e di dirigere squadre di calcio di serie A).

Con encomiabile coraggio, ancorché egli pure, in gioventù, si fosse lasciato attrarre dalle luci fatue ed effimere delle metropoli, al principio degli anni novanta del secolo ormai scorso, decise di offrire continuità alla sapienza paterna e da allora tiene duro nella sua bottega, avendo peraltro concepito, in onore del padre, la personalissima Linea Oriente.

Amiamo raccontare storie di tal fatta, perché servono ad infondere coraggio ai tanti giovani che lo hanno perduto, a quelli che trascorrono il tempo a costruire castelli in aria, ad inseguire irrealizzabili sogni di gloria, perdendo di vista, spesso, l'incontrovertibile verità che ogni lavoro, se fatto con passione e maestria, è foriero di grandi soddisfazioni!

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Elisabetta

Cara Lucia, la sorte non è stata affatto benevola con te, avendo caricato le tue spalle di tragedie, eppure non hai mai ceduto, fin quando il destino non ha deciso che tu dovessi sperimentare il dolore sulla tua stessa pelle, inchiodandoti per anni su una sedia a rotelle.

Ricordo con grande commozione i tuoi sorrisi e le attenzioni che riservavi a tutti, quasi tutti fossero tuoi figli e nipoti. Quello stesso sorriso che fino a qualche giorno fa era Elisabetta ad elargire in nome e per tuo conto alla tantissima gente che si avvicinava per salutarti, per carezzarti il volto reso venerando dal tempo e dalle intemperie del'esistenza.

Le parole, scritte sull'acqua e conservate nel vento, sono inefficaci a descrivere ciò che sei stata per la tua famiglia e per quella che era la "tua famiglia allargata", la comunità di Lacedonia. E sicuro di interpretare il sentire comune voglio soltanto dirti, con grande semplicità e senza troppi fronzoli: ciao, carissima Lucia, e che la terra sia lieve al tuo corpo e che il tuo spirito bruchi eterna felicità nei verdi pascoli del Cielo. Credo che tu lo abbia meritato in pieno!

Lucia

LUCIA LIBERTAZZI (NATA CARENZA) ALL'EPOCA DELLA SUA PRIMA COMUNIONE!

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PARORAMALACEDONIA

È pervenuto sulla nostra e-mail un ricordo di Michelangelo Franciosi da parte del suo amico e compagno di classe alle elementari, Rocco Di Stefano. Abbiamo immaginato che fosse implicita la richiesta di pubblicarlo, la qual cosa facciamo con grande piacere, giacché LUPUS IN FABULA è di tutti e non soltanto di pochi. Ecco il testo:

 

«E ancora uno della classe di Michele Caggiano è venuto a mancare. Va da sé, il primissimo della classe, ma che non aveva problemi a passarci i compiti o suggerirci le risposte del maestro che, complice, faceva finta di non accorgersi dei suggerimenti. Erano gli anni dal 62 al 67.Ci siamo divisi alle medie. Tu alla sezione B perché alla A insegnava il tuo illustre genitore. Dopo ci siamo persi di vista. Ma quelle rare volte che in seguito ci siamo incontrati disarmava la tua semplicità pur nel grande genio che tutti ti riconoscevamo. E pure ti piaceva ricordare gli anni di scuola assieme e di quando ti assentavi io ero addetto a portarti i compiti assegnati a scuola dal maestro. Non so come chiudere ne' mi vanno le solite frasi ad effetto. Ti rimprovero solo che la tua genialità avresti dovuto metterla al servizio del nostro paese. Ciao Michelangelo. Rocco Di Stefano».

 

Una partenza improvvisa ed inattesa, quanto prematura, giacché egli non raggiungeva neppure i sessanta anni di età, quella di Michelangelo Franciosi, che a nostro giudizio è stato un grandissimo umanista, studioso instancabile, un vero genio che non si è mai curato di dimostrarlo. La tragedia si è consumata per via di un infarto fulminante che lo ha colpito mentre egli era alla sua scrivania, la testa china sui libri, compagni dell'intera sua esistenza. Confesso che sono particolarmente toccato da questo evento infausto: lo avevo incontrato un paio di giorni or sono al Calaggio, egli proveniente da Napoli, ove insegnava, e ci eravamo dati appuntamento a casa sua per discutere di alcune questioni storiche. Ci sono stato questa mattina, ma soltanto per recitare, di fronte al suo feretro, l'eterno riposo nella grazia di Dio che egli ha certamente meritato in vita.

Era figlio del compianto prof. Carlo ed apparteneva per via diretta alla famiglia più volte citata dal De Sanctis nel suo "Viaggio Elettorale". Quando tornava a Lacedonia, ove trascorreva tutti i fine settimana, egli abitava con la madre, essendo figlio unico, nella casa ove fu ospitato a Lacedonia il grande critico.

«Vegliate dunque, perché non sapete nè il giorno nè l'ora!», scrive Matteo nel suo Vangelo, e nulla di più vero per quel che concerne questa inattesa dipartita. Fatto è che quando giunge il nostro treno è obbligatorio prenderlo e con biglietto di sola andata.

Domani, 11 luglio, alle ore 15.30, nella Chiesa Concattedrale di Lacedonia, le esequie.

LUPUS IN FABULA non può che esprimere profondo cordoglio per questa perdita che coinvolge l'intera comunità e, in via più generale, tutto l'ambiente culturale della Campania.

NASTRO LUTTO 55887744

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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