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NARDIELLO

Ci chiamiamo Lupus In Fabula perché ci piace raccontare storie di persone comuni, quelle che popolano la nostra Irpinia, viepiù se sono portatrici di originalità e simpatia, connotando fortemente le comunità entro le quali vivono. Raramente ci si accorge di loro, ma essi costituiscono il “genius loci” del territorio, pertanto meritano tutta l’attenzione possibile. È questo il caso di “Nardiello”, irpino a denominazione d’origine controllata, che con felicissima autoironia si è proclamato Dottore in Zappologia Tearapeutica, il primo in Italia, per un corso di laurea al quale dovrebbero accedere molti palloni gonfiati che occupano posti di grande prestigio. E naturalmente Nardiello, al secolo Salvatore Verderame, si è messo a disposizione per insegnare l’arte di “zappare” a potenti di ogni sorta e risma, i quali, veramente, non sono buoni neppure a cesellare le zolle. Sprizza simpatia immediata da tutti i pori del suo essere Nardiello, che riceverà i suoi “allievi” dalle cinque alle otto di mattina, muniti di attrezzature idonee (zappa innanzitutto), presso il bosco “O Volpe” tra le cime del Terminio.

Lupus In fabula dixit: sono le persone dotate di tanta intelligenza autoironica a rendere migliore la nostra società.

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COCOZZELLO

Lupus In Fabula augura un felice compleanno a Maria Caggiano, l’unica donna di Lacedonia ad essere stata insignita del titolo di Cavaliere del Lavoro. Una intera esistenza spesa nel lavoro e nella cura della numerosissima famiglia quella della signora Maria Caggiano, che è stata insignita di tale meritatissimo titolo in tempi recenti, come già avvenne per il compianto marito, Donato Cocozzello, al quale era stata assegnata anche l’onorificenza di “Grande Ufficiale”. Nei fatti, con un sorriso perenne stampato sul volto, Maria Caggiano ha dovuto faticare non poco per accudire in maniera ineccepibile, educare e seguire nel loro percorso formativo i suoi otto figli, i quali l’hanno ripagata offrendole innumerevoli soddisfazioni sia sotto il profilo umano e sia sotto quello professionale, essendosi ognuno di essi guadagnato il proprio posto al sole nella vita. Impiegata per decenni presso Poste Italiane, lavoro che esercitava con grande e riconosciuta abnegazione e coscienza, come se ciò non bastasse la signora Caggiano per lungo tempo ha anche esercitato, nello scarsissimo tempo libero che le rimaneva, la professione di sarta, forte di un’abilità acquisita fin dagli anni dell’infanzia. Presente alla cerimonia di consegna dell’onorificenza presso la Prefettura di Avellino, in rappresentanza del Comune di Lacedonia e con la fascia tricolore indossata, il vicesindaco Antonio Caradonna, che in quella sede non mancò di esprimere la sua soddisfazione personale e quella di tutta la cittadinanza.    

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PADRE FRANCO

Come dimenticarlo? Per decenni Padre Franco è stato il motore di ogni attività di Lacedonia, soprattutto quelle a pro dei giovani, per quanto non abbia trascurato mai anche le generazioni più adulte ed anziane. Ma soprattutto i giovani sono stati il fulcrodei suoi paterni pensieri. Come dimenticare le tante gite, le commedie teatrali, le Vie Crucis ed i Presepi Viventi, l'opera educativa che egli ha instancabilmente posto in essere. E' stato un vulcano, a Lacedonia, ed intere generazioni sono cresciute con lui. Sarebbe troppo lungo e persino pleonastico elencare tutti i suoi meriti, anche perché siamo convinti che tutta la popolazione ne serbi ricordo nitido. Nel giorno del suo compleanno, quindi, la redazione di Lupus In Fabula si rende interprete della volontà della comunità intera augurandogli tutto il bene possibile.

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saponiero

Domani saranno trascorsi tre anni da quando Vincenzo Saponiero ha intrapreso la via per ben più luminosi lidi e la sua assenza è avvertita più che mai dall’intelletto collettivo lacedoniese. Egli ricopriva, infatti, un ruolo fondamentale ed insostituibile nei diversi ambiti della vita civile, da quello culturale a quello sportivo, che il nostro Presidente ha curato per molti decenni e fino al termine dei suoi giorni, con una passione forte, sempreverde, che non ha mai subito il logorio degli anni incalzanti, restando giovane e nutrendosi di un giovanile entusiasmo.

Nei fatti questa è stata la cifra forse più connotante la sua vicenda esistenziale: quell’entusiasmo giovanile per ogni nuova attività venisse intrapresa, quel sostegno non solo morale, ma molto spesso anche economico, alle iniziative che in ogni settore si sono prodotte nel nostro paese. Perché Vincenzo amava alla follia Lacedonia, che costituiva il suo universo personale, soprattutto perché egli, portatore di una cultura eccezionale e sicuramente fuori dal comune, conosceva bene il mondo, pur senza aver avuto bisogno di allontanarsi troppo da casa. E conoscendo il mondo e le sue brutture, egli rilevava e poneva in luce gli aspetti migliori della nostra comunità con un ottimismo direttamente proporzionale alla sua incontenibile voglia di vivere e di essere parte attiva nel farsi della coscienza civica del nostro comune.

Vincenzo è stato per decenni la “voce” di Lacedonia, con i suoi giornalieri articoli sugli eventi che potessero dar lustro ulteriore a Lacedonia ed ai suoi abitanti: fin dall’epoca lontana in cui scriveva sul Giornale di Napoli.

Era sempre e comunque disponibile, Vincenzo. Basti pensare all’ultradecennale volontariato che ha prestato presso il Museo Diocesano, fino a quando un ictus non gli ha impedito di continuare ad occuparsene. Vincenzo sicuramente entrerà nella storia del nostro Comune, quella stessa storia che egli ha coltivato e ha cercato di tramandare ai posteri con innumerevoli pubblicazioni.

Ma il Presidentissimo sarà ricordato soprattutto per essere stato sempre e comunque in prima linea nell’ambito calcistico di Lacedonia. Non esiste foto, a partire dagli anni quaranta, nel quale egli non fosse presente. Egli è stato testimone diretto e coautore della costruzione progressiva dello stadio. Non c’è annualità calcistica, da quell’epoca, che non lo ha visto in prima linea, asse portante di tutta la struttura amministrativa del calcio lacedoniese, dai tempi della mitica Folgore ed ancor prima.

Soprattutto nei momenti di crisi, quando tutti sembravano voler abbandonare una nave in procinto di affondare, egli è stato lì, in plancia di comando, a reggere il timone nella tempesta, perché almeno la passione calcistica non morisse a Lacedonia, ricorrendo anche ad ingenti esborsi economici, frutto dei suoi risparmi di pensionato statale.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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