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LUPUS IN FABULA augura tutto il bene possibile ad Antonio Vece, che oggi varca la soglia dei quaranta anni di età, peraltro portati benissimo. Con encomiabile spirito volontaristico, Antonio si è assunto l’onere di presiedere la U. S. Lacedonia, accanto alle persone che ne compongono il direttivo, ai tecnici che la seguono e ai giovani che ci giocano con passione, onde scongiurare l’evenienza infausta che la tradizione calcistica lacedoniese, che trova i suoi antecedenti illustri nella mitica Folgore, giunga alla sua foce definitiva. Egli stesso è stato appassionato calciatore nelle compagini locali. Un lacedoniese d.o.c., insomma, che si adopera, nel settore sportivo, per la ripresa di Lacedonia. Ultima delle sue iniziative la partita amichevole, giocata sabato scorso, con la Paganese, squadra di Lega Pro (ex serie C), sul campo Tonino Arminio di Lacedonia. Molto benvoluto dalla popolazione, per la sua indole estremamente gioviale, pensiamo che l’intera cittadinanza si unirà a noi nel porgere ad Antonio i migliori auguri.

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FOTO 1 - ANTONIO CON MICHELE, MICHELE E LUCIANO, GLI AMICI DI SEMPRE

FOTO 2 - A TAVOLA CON LO STAFF DIRIGENTE DELLA PAGANESE PRESSO IL RISTORANTE LA CICOGNA

FOTO 3 - CON LA U. S. LACEDONIA

 

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Oggi Lino Sollazzo compie quaranta anni di età e Lupus In Fabula gli esterna i suoi migliori auguri. La sua è la storia di un ragazzo che si è realizzato fidando sulle sole sue forze, lavorando sodo e senza mai cedere, fino a tentare la strada dell’imprenditoria commerciale, con eccezionali risultati. Sin da ragazzino ha lavorato col padre e col fratello come imbianchino, finché nel 1996 non intraprende l'avventura che gli ha segnato la vita in positivo: ha dato vita ad una delle ferramenta più fornite e attive dell'Alta Irpinia. La sua vita  si è basata su tre pilastri quali famiglia, amici e lavoro, sacrificando anche le sue passioni come la batteria che amava suonare nella "stanza della musica" che il papà Tonino, grande suonatore d’organetto, ha attrezzato in casa. Anche oggi che varca la soglia degli "anta", lo possiamo trovare nella sua ferramenta a dispensare consigli pratici e battute dettate dal suo spirito da eterno fanciullo. I sacrifici fatti nel periodo in cui ogni ragazzo pensa a divertirsi e vestirsi alla moda oggi gli stanno regalando grosse soddisfazioni, ma lui non dimentica certo le chiacchiere sincere ed infinite con gli amici per chiudere le serate, serate magari arrangiate con pochi spiccioli (i nostalgici della lira sanno che era possibile) per avere la possibilità di investire nella sua attività senza pesare sulla famiglia.

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Non era un barbiere qual si voglia Mastro Peppe, egli era IL BARBIERE, il nemico giurato di tutti i peletti del viso, cui dava la caccia, armato del suo rasoio che affilava continuamente alla striscia di cuoio della poltroncina. Sembrava che avesse un microscopio al posto degli occhi e non era pago fin quando la pelle dell'avventore non fosse diventata liscia come le delicate terga di un neonato. E ci metteva anche oltre mezz'ora per fare una barba, tempo che egli riempiva raccontando le storie dei suoi viaggi, evidentemente arricchite dalla fantasia, ma estremamente simpatiche. E quando aveva finito, chiudeva con la consueta frase: "Il signore è servito!". Aveva bottega vicino alla chiesa di San Rocco ed abitava in una casa particolare, praticamente tonda, proprio nella cosiddetta curva di Michele Scola (altro personaggio che ricorderemo). Sono molti anni che Mastro Peppe è stato assunto in altre dimensioni, forse per tagliare i capelli degli angeli, ma Lupus In Fabula lo ricorda con grande affetto, essendo stato un caro personaggio che ha connotato fortemente la comunità di Lacedonia.

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«Mi chiamo Dario D’Arena, nome d’Arte riconosciuto dalla S.I.A.E., Società Italiana Autori Editori, ma il mio vero nome è Dario Cafazzo. Sono nato a Bisaccia, un paese dell’estremo lembo dell’Alta Irpinia, là dove gli ultimi contrafforti dell’Appennino campano digradano stancamente verso il Tavoliere delle Puglie. Cominciai a coltivare la mia passione per la canzone napoletana fin da ragazzino, quando la radio mi portava in casa le voci ammalianti di Sergio Bruni e di Franco Ricci, di Nunzio Gallo e di Roberto Murolo, che per me avevano l’effetto di un balsamo sopra una ferita, relegato com’ero nel mio monotono e sonnolento paesino di montagna». Usava presentarsi sempre in questo modo, nel corso dei suoi numerosissimi concerti, Dario D’Arena, cantante e musicista, noto soprattutto per le sue composizioni, canzoni quali “Ingenuamente”, “Preghiera”, “La notte bruna”, “Pe n’ora ‘e freva”, che peraltro sono state interpretate anche da personaggi del calibro di Mario Merola. E proprio nella sua amatissima Bisaccia, per quanto abitualmente risiedesse a Napoli, in grazia soprattutto del suo lavoro artistico, volle concludere i suoi giorni, nella piena consapevolezza d’essere ormai giunto all’epilogo inevitabile della sua esistenza. Per diversi mesi, infatti, trascinò lungo i pendii del suo Golgota personale la croce di un male innominabile che non perdona, contro il quale aveva però combattuto con la tenacia ch’era suo tratto distintivo, accompagnato da una forza d’animo e da connotazioni caratteriali sempre e comunque predisposti all’ottimismo e al sorriso, che non mancava mai di regalare a tutti, quando le sofferenze prodotte dalla sua patologia decidevano di lasciarlo in pace. Nel corso della sua carriera di artista, iniziata nell’isola di Ischia, aveva ottenuto molti riconoscimenti, ma soprattutto era molto amato dalle popolazioni dell’Irpinia orientale, perché sapeva stringere rapporti amicali solidi e duraturi, specialmente nell’ambito della sua comunità di origine, quella di Bisaccia, ove non mancava mai di trascorrere lunghi periodi nel corso dell’anno.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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