Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

caggiano

Erano tempi eroici quelli nei quali Antonio Caggiano era il direttore di Telenostra e Giornale di Avellino e sono trascorsi ormai oltre tre lustri. Mi chiamò a lavorare e mi affidò la redazione cultura. Entrambi eravamo stati corrispondenti del Il Mattino, per non dire delle mille altre esprienze. Pochi soldi in tasca, è vero, ma un lavoro eccelso, motivato soprattutto da una inossidabile amicizia. E questa la devo raccontare. Come non di rado accade nella nostra Provincia, il coltello che lo avrebbe colpito alla schiena era in agguato, ragion per la quale Antonio, ed io con lui, perdemmo il lavoro. Non sapevano, i furbacchioni, che già egli era in trattativa con la RAI, perciò ci facemmo grasse risate all'indirizzo dei "cospiratori", i quali fallirono peraltro nel giro di pochissimi mesi. Da allora in poi, la professionalità di Antonio Caggiano, unita ad una umanità che lo rende persona effettivamente speciale, ha avuto la meglio su ogni difficoltà incontrata nel ben più infido mare dell'informazione nazionale. No! Non ha avuto vita facile, ma alla fine l'ha spuntata e di recente è stato nominato dirigente della comunicazione di RAI 1, con le sue sole forze, senza nulla chiedere a nessuno e sulla scorta di un principio meritocratico che finalmente, almeno in casi eccezionali, comincia a palesarsi. Un ruolo di grandissimo prestigio quello che oggi svolge Antonio, che peraltro non si sente per questo più alto, essendo egli comunque anche fisicamente già alto di suo.

Il Lupo non può che gioire per le fortune di un autentico amico, non soltanto mio, ma dell'intera madre Irpinia, che in verità non lo ha valorizzato come meritava.

Ma questo è un po' quello che tocca a quanti decidono di continuare a vivere tra questi monti.

caggiano1

caggiano2

caggiano3

caggiano4caggiano5caggiano6caggiano7

Condividi su:

onorato1

Oggi Antonio Onorato, per antonomasia uno dei più grandi chitarristi nel panorama musicale mondiale, compie gli anni. Quanti? E' del tutto irrilevante, perché i veri artisti - ed egli è tale a pieno titolo - sfuggono alle categorie dello spazio e del tempo. Non tutti sanno che egli, pur di Napoli a pieno titolo, avendovi trascorso l'intera sua esistenza, è in realtà un "irpopartenopeo". Le sue radici infatti affondano tra i monti dell'Irpinia orientale. Il padre, Eustachio, è di Lacedonia ed è stato un eccezionale calciatore negli anni cinquanta. La madre, Luciana, è invece di Aquilonia, a pochi chilometri di distanza. Un orgoglio irpino, insomma, oltre che napoletano. Auguroni, dunque, e che l'ispirazione sia sempre con te, carissimo Antonio.

onorato2

onorato3

onorato4

Condividi su:

carletto

Provate a pensare ad una corporatura possente, ad un’agilità felina e al ruggito del leone, mescolate tali ingredienti ed avrete l’immagine del portiere che più di ogni altro è rimasto nell’immaginario collettivo degli sportivi lacedoniesi: Giuseppe Bianco, meglio conosciuto come “Pinuccio Carletto”.

Celebre il suo urlo, quel “LASCIA” che costituiva all’un tempo un ordine perentorio per i difensori e un grido di guerra per gli attaccanti avversari, colpiti nei timpani dalla miriade di decibel promananti dall’ugola possente di Pinuccio.

Celebri sono rimasti i suoi voli acrobatici e le sue uscite: sicuramente è stato uno dei simboli dell’epoca d’oro della folgore.

carletto 1

Condividi su:

zac1

Il suo nome è Antonio Tortorella, ma a Lacedonia tutti lo conoscono con l'affettuoso nomignolo di "Zaccarelli", essendo egli stato negli anni settanta ottimo calciatore della Nazional di "Ciro Il Grande" detto "Scatozza", ma anche della prestigiosa Folgore. Da molti anni una delle sue grandi passioni è il ciclismo. Non c'è altura, a cominciare dalla Dolomiti, che egli non abbia scalato in Italia. Lo si vede spesso inerpicarsi lungo i ripidi pendii appenninici della nostra Irpinia a bordo della sua due ruote, spesso da solo ma a volte anche in gruppo, coprendo centinaia di chilometri. Si racconta che una volta partirono da Lacedonia, giunsero a Lioni e quindi risalirono per Calitri, ove si fermarono a dissetarsi presso una fonte. Vi era seduto un vecchio il quale chiese loro: "Rand'ù n' vnit wuagliù?" (Da dove venite ragazzi?). E Tonino pronto illustrò tutto il giro che avevano fatto. Al che il vecchio scosse la testa e gli sussurrò: "Wagliù, r' coss r' tnit' bon, ma la cap v' fac' propj mal!" (Ragazzi, avete buone gambe, ma la testa vi fà proprio male!), a dire, con ciò, che non comprendeva per quale motivo avessero fatto tanta fatica. Una fatica che Tonino, instancabile, si sobbarca molte volte a settimana e con qualsiasi tempo: del resto, la passione è passione!

zac2

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia