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Il suo nome è Antonio Tortorella, ma a Lacedonia tutti lo conoscono con l'affettuoso nomignolo di "Zaccarelli", essendo egli stato negli anni settanta ottimo calciatore della Nazional di "Ciro Il Grande" detto "Scatozza", ma anche della prestigiosa Folgore. Da molti anni una delle sue grandi passioni è il ciclismo. Non c'è altura, a cominciare dalla Dolomiti, che egli non abbia scalato in Italia. Lo si vede spesso inerpicarsi lungo i ripidi pendii appenninici della nostra Irpinia a bordo della sua due ruote, spesso da solo ma a volte anche in gruppo, coprendo centinaia di chilometri. Si racconta che una volta partirono da Lacedonia, giunsero a Lioni e quindi risalirono per Calitri, ove si fermarono a dissetarsi presso una fonte. Vi era seduto un vecchio il quale chiese loro: "Rand'ù n' vnit wuagliù?" (Da dove venite ragazzi?). E Tonino pronto illustrò tutto il giro che avevano fatto. Al che il vecchio scosse la testa e gli sussurrò: "Wagliù, r' coss r' tnit' bon, ma la cap v' fac' propj mal!" (Ragazzi, avete buone gambe, ma la testa vi fà proprio male!), a dire, con ciò, che non comprendeva per quale motivo avessero fatto tanta fatica. Una fatica che Tonino, instancabile, si sobbarca molte volte a settimana e con qualsiasi tempo: del resto, la passione è passione!

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LUPUS IN FABULA augura tutto il bene possibile ad Antonio Vece, che oggi varca la soglia dei quaranta anni di età, peraltro portati benissimo. Con encomiabile spirito volontaristico, Antonio si è assunto l’onere di presiedere la U. S. Lacedonia, accanto alle persone che ne compongono il direttivo, ai tecnici che la seguono e ai giovani che ci giocano con passione, onde scongiurare l’evenienza infausta che la tradizione calcistica lacedoniese, che trova i suoi antecedenti illustri nella mitica Folgore, giunga alla sua foce definitiva. Egli stesso è stato appassionato calciatore nelle compagini locali. Un lacedoniese d.o.c., insomma, che si adopera, nel settore sportivo, per la ripresa di Lacedonia. Ultima delle sue iniziative la partita amichevole, giocata sabato scorso, con la Paganese, squadra di Lega Pro (ex serie C), sul campo Tonino Arminio di Lacedonia. Molto benvoluto dalla popolazione, per la sua indole estremamente gioviale, pensiamo che l’intera cittadinanza si unirà a noi nel porgere ad Antonio i migliori auguri.

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FOTO 1 - ANTONIO CON MICHELE, MICHELE E LUCIANO, GLI AMICI DI SEMPRE

FOTO 2 - A TAVOLA CON LO STAFF DIRIGENTE DELLA PAGANESE PRESSO IL RISTORANTE LA CICOGNA

FOTO 3 - CON LA U. S. LACEDONIA

 

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Oggi Lino Sollazzo compie quaranta anni di età e Lupus In Fabula gli esterna i suoi migliori auguri. La sua è la storia di un ragazzo che si è realizzato fidando sulle sole sue forze, lavorando sodo e senza mai cedere, fino a tentare la strada dell’imprenditoria commerciale, con eccezionali risultati. Sin da ragazzino ha lavorato col padre e col fratello come imbianchino, finché nel 1996 non intraprende l'avventura che gli ha segnato la vita in positivo: ha dato vita ad una delle ferramenta più fornite e attive dell'Alta Irpinia. La sua vita  si è basata su tre pilastri quali famiglia, amici e lavoro, sacrificando anche le sue passioni come la batteria che amava suonare nella "stanza della musica" che il papà Tonino, grande suonatore d’organetto, ha attrezzato in casa. Anche oggi che varca la soglia degli "anta", lo possiamo trovare nella sua ferramenta a dispensare consigli pratici e battute dettate dal suo spirito da eterno fanciullo. I sacrifici fatti nel periodo in cui ogni ragazzo pensa a divertirsi e vestirsi alla moda oggi gli stanno regalando grosse soddisfazioni, ma lui non dimentica certo le chiacchiere sincere ed infinite con gli amici per chiudere le serate, serate magari arrangiate con pochi spiccioli (i nostalgici della lira sanno che era possibile) per avere la possibilità di investire nella sua attività senza pesare sulla famiglia.

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Non era un barbiere qual si voglia Mastro Peppe, egli era IL BARBIERE, il nemico giurato di tutti i peletti del viso, cui dava la caccia, armato del suo rasoio che affilava continuamente alla striscia di cuoio della poltroncina. Sembrava che avesse un microscopio al posto degli occhi e non era pago fin quando la pelle dell'avventore non fosse diventata liscia come le delicate terga di un neonato. E ci metteva anche oltre mezz'ora per fare una barba, tempo che egli riempiva raccontando le storie dei suoi viaggi, evidentemente arricchite dalla fantasia, ma estremamente simpatiche. E quando aveva finito, chiudeva con la consueta frase: "Il signore è servito!". Aveva bottega vicino alla chiesa di San Rocco ed abitava in una casa particolare, praticamente tonda, proprio nella cosiddetta curva di Michele Scola (altro personaggio che ricorderemo). Sono molti anni che Mastro Peppe è stato assunto in altre dimensioni, forse per tagliare i capelli degli angeli, ma Lupus In Fabula lo ricorda con grande affetto, essendo stato un caro personaggio che ha connotato fortemente la comunità di Lacedonia.

casa mastro

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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