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Era un po' di tempo che il LUPO si riproponeva di narrare la storia di Gerardo Santoli, soprattutto per il suo valore esemplare, poiché, senza aiuto alcuno e senza santi in paradiso, ma fidando soltanto su indiscutibili qualità alimentate dagli studi e dall'apprendimento in situazione pratica, sottoponendosi ad un gavetta estenuante, ha visto premiato il proprio impegno ascendendo ai vertici di Confimprenditori, organizzazione della quale è diventato Vicepresidente Nazionale. L'occasione mi è offerta dal fatto che oggi ricorre il compleanno di questo figlio d'Irpinia, rigorosamento a denominazione d'origine controllata ed estremamente amante della sua terra, in considerazione del fatto che, pur vivendo a Roma, opera in maniera costante sul nostro territorio a beneficio dello stesso.

Ebbene sono ormai lontani i tempi in cui in maniera molto precaria e mal retribuita si lavorava fianco a fianco presso Telenostra - Giornale di Avellino, egli sulla cronaca ed io a dirigere la redazione cultura, essendo all'epoca direttore del network Antonio Caggiano, altro grande amico che attualmente dirige il settore comunicazione di RAI 1. Amici, entrambi, che ce l'hanno fatta trascinati dal loro merito e dai sacrifici personali, compagni di strada di un tempo dei quali vado veramente molto fiero. Ricordo, di Gerardo, l'estrema umanità, l'affabilità, una prudenza nel raccontare vicende e soprattutto persone, per tema di danneggiarle, nei suoi articoli di cronaca, in nome di un'etica che ormai sembra essersi perduta in grazia dello sciacallaggio giornalistico, della vollontà egocentrica che ispira molti a ricercare lo scoop a tutti i costi, magari creando, nelle prime pagine, incolpevoli "mostri". Ciò non era nel nostro modus operandi e Gerardo costituiva un esempio di ricerca della verità da fonti certe. Parlava soltanto quando era sicuro di essere nel giusto e condiva i suoi articoli di quella dose di tolleranza umana, nella consapevolezza dei limiti della nostra specie, necessaria al giornalismo d'autore.

Come terminò questa esperienza? Nel modo tipico imposto dalla categoria degli editori, vere "iene" del mondo dell'informazione: con un licenziamento. Fummo fatti fuori in diversi, evidentemente quelli più scomodi, e in diversi momenti, ivi compreso Antonio Caggiano.

Per me non è stata l'ultima volta, perché ho perseverato - errore grossolano - in un lavoro fatto di sfruttamento e di scarne soddisfazioni economiche e spirituali. Ma tant'è: homo faber fortunae suae!

A Gerardo non è toccata la stessa sorte, perché, scottato dal mondo del lavoro, si è dedicato allo stesso, dapprima conseguendo una laurea in Sicurezza sul Lavoro, a testimonianza di quanto egli tenga a tali tematiche, e quindi intraprendendo la carriera in questo mondo molto più appagante.

Ebbene, amico mio, ti auguro veramente tutto il bene possibile, ma soltanto perché è nel tuo pieno diritto ambirvi.

LUPUS IN FABULA è orgolgioso di questo irpino che si è fatto da sè!

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SCARLATELLA

Quando ho ascoltato la sua storia dalla sua viva voce, presso il Castello Ducale di Bisaccia, nel corso della giornata dedicata all'imprenditorialità irpina al femminile, organizzata dall'ottimo assessore Valentina Aloisi, confesso che ho stentato a credere alle mie orecchie. Il suo nome è Gerardina Scarlatella, laureanda in economia aziendale, ma vocata alla coltivazione biologica dell'aspra zolla dell'Osso appenninico d'Irpinia, attività estremamente faticosa, che ella conduce in solitaria, rompendosi la schiena ricurva sulle sue piante. Ciò che mi ha colpito è venire a conoscenza che da un decennio ella ha fondato la sua azienda, chiamata "La Donzelletta", forse in omaggio alla ben nota poesia di Giacomo Leopardi, quel Sabato del Villaggio nel cui corso, la donzellatta vien dalla campagna in sul calar del sole, col suo fascio dell'erba; e reca in mano un mazzolin di rose e viole, onde, siccome suole, ormare ella s'appresta dimane, al dì di festa, il petto e il crine. Immediatamente mi è tornata alla memoria l'epoca, non lontanissima, dell'abbandono delle campagne da parte dei giovani, che reputavano fosse molto più redditizio ungersi d'olio e respirare fumi presso altiforni o alle catene di montaggio di grandi industrie del nord e confesso che ho compreso come un futuro legato alla campagna non solo sia possibile, a condizione, però, di amarla profondamente e di essere disposti a sacrifici cui solo in pochi riescono a sottoporsi. Ho trovato estremamente "etica" soprattutto l'idea di praticare un tipo di coltivazione assolutamente biologica, ovvero del tutto aliena dall'uso di fitofarmaci e fertilizzanti industriali. Sorrido se penso che molti sedicenti ambientalisti praticano l'agricoltura estensiva, inondando il terreno di sostanze chimiche che li inquinano, andando verosimilmente a finire nei cibi che noi ingeriamo e che probabilmente costituiscono causa non irrilevante di molte delle malattie moderne. Ma Gerardina Scarlatella ha scientemente rifiutato la chimica, affidandosi completamente alla natura: la sua priorità è la genuinità e la sostenibilità ambientale e umana della produzione, spesso a scapito della quantità del raccolto, che a lei sembra interessare veramente poco. La sua azienda, della quale ella è l'unico dipendente tuttofare, produce di tutto: ogni tipo di ortaggio, frutta di stagione, olio e vino, nel segno di una qualità ineccepibile. Oltretuttto anche la distribuzione è a chilometro zero, la qual cosa costituisce, certamente, un notevole plusvalore. Ricercando ho appurato che "La Donzellatta" era già balzata agli onori delle cronache, ma non ho trovato indirizzi, per cui non voglio commettere tale errore. LUPUS IN FABULA promuove persone e territorio e perciò non ha nessun problema a consigliare a tutti di visitare tale azienda, la prima che ha intrapreso, in Irpinia, la strada del rispetto dell'uomo e della natura.

L'azienda è situata ad Atripalda ma si giunge per il comune di Cesinali. "Villa San Nicola", in Via Moravia. Appena possibile non dubito che io stesso ci andrò.

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zecchino doro 78

A te, carissimo Padre Franco, vada in questo giorno un pensiero di profonda gratitudine per quanto hai fatto, in tanti decenni di permanenza e di apostolato, per la nostra comunità. Aminatore impareggiabile, hai saputo motivare intere generazioni di giovani, conducendoli alla Fede anche per strade ludiche. Nessuno dimentica, te lo assicuro, le tue Vie Crucis viventi ed i Presepi, le performance teatrali che mettevi in piedi, i cineforum dalle suore, gli spettacoli canori, le gite. La memoria conserva nitidi i tratti della tua umanità e le porte sempre aperte ai consigli. Sono certo di interpretare il sentire di tutta la popolazione raccomandandoti a Dio perché Egli ti conservi in ottima salute. Nelle foto i luoghi del tuo apostolato, sia pure ritratti in eterogenee epoche. (PS. Qualche volta vienici a trovare).

Tuoi fedeli amici per sempre

anni 10

S. Maria della Cancellata con Asilo

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Carissimo Tonino,

siamo nati nello stesso giorno, anche se in anni diversi, e voglio tu sappia che ho sempre nutrito nei tuoi confronti grande stima e grande affetto. Ti riconosco una coerenza estrema, che mai è scesa a compromessi di alcun tipo. Ti riconosco una umanità e una sostanziale bontà d'animo che ti hanno reso punto di riferimento soprattutto per le persone ai margini.

Tu "comunista irriducibile" io no: semmai un cristiano "anarchico", come mi ha definito l'amico Francesco Di Lascia.

Tu sempre impegnato politicamente, io no.

Tu sempre in prima fila nelle manifestazioni, io ai margini per documentarle.

Ma ciò che ci accomuna è la volontà di contribuire, nel nostro piccolo, alla creazione di un mondo più giusto anche se partendo da idee diverse.

Oggi LUPUS IN FABULA vuole riconoscerti tutto questo ed augurarti, così semplicemente e senza retorica, di riacquistare la tua salute. Spero che ciò avvenga: non a caso sono un "cristiano anarchico", perciò mando per te un pensiero là dove si puote quel che si vuole.

E più non dico, fraterno amico: amici e fratelli per sempre!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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