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SCARLATELLA

Quando ho ascoltato la sua storia dalla sua viva voce, presso il Castello Ducale di Bisaccia, nel corso della giornata dedicata all'imprenditorialità irpina al femminile, organizzata dall'ottimo assessore Valentina Aloisi, confesso che ho stentato a credere alle mie orecchie. Il suo nome è Gerardina Scarlatella, laureanda in economia aziendale, ma vocata alla coltivazione biologica dell'aspra zolla dell'Osso appenninico d'Irpinia, attività estremamente faticosa, che ella conduce in solitaria, rompendosi la schiena ricurva sulle sue piante. Ciò che mi ha colpito è venire a conoscenza che da un decennio ella ha fondato la sua azienda, chiamata "La Donzelletta", forse in omaggio alla ben nota poesia di Giacomo Leopardi, quel Sabato del Villaggio nel cui corso, la donzellatta vien dalla campagna in sul calar del sole, col suo fascio dell'erba; e reca in mano un mazzolin di rose e viole, onde, siccome suole, ormare ella s'appresta dimane, al dì di festa, il petto e il crine. Immediatamente mi è tornata alla memoria l'epoca, non lontanissima, dell'abbandono delle campagne da parte dei giovani, che reputavano fosse molto più redditizio ungersi d'olio e respirare fumi presso altiforni o alle catene di montaggio di grandi industrie del nord e confesso che ho compreso come un futuro legato alla campagna non solo sia possibile, a condizione, però, di amarla profondamente e di essere disposti a sacrifici cui solo in pochi riescono a sottoporsi. Ho trovato estremamente "etica" soprattutto l'idea di praticare un tipo di coltivazione assolutamente biologica, ovvero del tutto aliena dall'uso di fitofarmaci e fertilizzanti industriali. Sorrido se penso che molti sedicenti ambientalisti praticano l'agricoltura estensiva, inondando il terreno di sostanze chimiche che li inquinano, andando verosimilmente a finire nei cibi che noi ingeriamo e che probabilmente costituiscono causa non irrilevante di molte delle malattie moderne. Ma Gerardina Scarlatella ha scientemente rifiutato la chimica, affidandosi completamente alla natura: la sua priorità è la genuinità e la sostenibilità ambientale e umana della produzione, spesso a scapito della quantità del raccolto, che a lei sembra interessare veramente poco. La sua azienda, della quale ella è l'unico dipendente tuttofare, produce di tutto: ogni tipo di ortaggio, frutta di stagione, olio e vino, nel segno di una qualità ineccepibile. Oltretuttto anche la distribuzione è a chilometro zero, la qual cosa costituisce, certamente, un notevole plusvalore. Ricercando ho appurato che "La Donzellatta" era già balzata agli onori delle cronache, ma non ho trovato indirizzi, per cui non voglio commettere tale errore. LUPUS IN FABULA promuove persone e territorio e perciò non ha nessun problema a consigliare a tutti di visitare tale azienda, la prima che ha intrapreso, in Irpinia, la strada del rispetto dell'uomo e della natura.

L'azienda è situata ad Atripalda ma si giunge per il comune di Cesinali. "Villa San Nicola", in Via Moravia. Appena possibile non dubito che io stesso ci andrò.

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zecchino doro 78

A te, carissimo Padre Franco, vada in questo giorno un pensiero di profonda gratitudine per quanto hai fatto, in tanti decenni di permanenza e di apostolato, per la nostra comunità. Aminatore impareggiabile, hai saputo motivare intere generazioni di giovani, conducendoli alla Fede anche per strade ludiche. Nessuno dimentica, te lo assicuro, le tue Vie Crucis viventi ed i Presepi, le performance teatrali che mettevi in piedi, i cineforum dalle suore, gli spettacoli canori, le gite. La memoria conserva nitidi i tratti della tua umanità e le porte sempre aperte ai consigli. Sono certo di interpretare il sentire di tutta la popolazione raccomandandoti a Dio perché Egli ti conservi in ottima salute. Nelle foto i luoghi del tuo apostolato, sia pure ritratti in eterogenee epoche. (PS. Qualche volta vienici a trovare).

Tuoi fedeli amici per sempre

anni 10

S. Maria della Cancellata con Asilo

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Carissimo Tonino,

siamo nati nello stesso giorno, anche se in anni diversi, e voglio tu sappia che ho sempre nutrito nei tuoi confronti grande stima e grande affetto. Ti riconosco una coerenza estrema, che mai è scesa a compromessi di alcun tipo. Ti riconosco una umanità e una sostanziale bontà d'animo che ti hanno reso punto di riferimento soprattutto per le persone ai margini.

Tu "comunista irriducibile" io no: semmai un cristiano "anarchico", come mi ha definito l'amico Francesco Di Lascia.

Tu sempre impegnato politicamente, io no.

Tu sempre in prima fila nelle manifestazioni, io ai margini per documentarle.

Ma ciò che ci accomuna è la volontà di contribuire, nel nostro piccolo, alla creazione di un mondo più giusto anche se partendo da idee diverse.

Oggi LUPUS IN FABULA vuole riconoscerti tutto questo ed augurarti, così semplicemente e senza retorica, di riacquistare la tua salute. Spero che ciò avvenga: non a caso sono un "cristiano anarchico", perciò mando per te un pensiero là dove si puote quel che si vuole.

E più non dico, fraterno amico: amici e fratelli per sempre!

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caggiano

Erano tempi eroici quelli nei quali Antonio Caggiano era il direttore di Telenostra e Giornale di Avellino e sono trascorsi ormai oltre tre lustri. Mi chiamò a lavorare e mi affidò la redazione cultura. Entrambi eravamo stati corrispondenti del Il Mattino, per non dire delle mille altre esprienze. Pochi soldi in tasca, è vero, ma un lavoro eccelso, motivato soprattutto da una inossidabile amicizia. E questa la devo raccontare. Come non di rado accade nella nostra Provincia, il coltello che lo avrebbe colpito alla schiena era in agguato, ragion per la quale Antonio, ed io con lui, perdemmo il lavoro. Non sapevano, i furbacchioni, che già egli era in trattativa con la RAI, perciò ci facemmo grasse risate all'indirizzo dei "cospiratori", i quali fallirono peraltro nel giro di pochissimi mesi. Da allora in poi, la professionalità di Antonio Caggiano, unita ad una umanità che lo rende persona effettivamente speciale, ha avuto la meglio su ogni difficoltà incontrata nel ben più infido mare dell'informazione nazionale. No! Non ha avuto vita facile, ma alla fine l'ha spuntata e di recente è stato nominato dirigente della comunicazione di RAI 1, con le sue sole forze, senza nulla chiedere a nessuno e sulla scorta di un principio meritocratico che finalmente, almeno in casi eccezionali, comincia a palesarsi. Un ruolo di grandissimo prestigio quello che oggi svolge Antonio, che peraltro non si sente per questo più alto, essendo egli comunque anche fisicamente già alto di suo.

Il Lupo non può che gioire per le fortune di un autentico amico, non soltanto mio, ma dell'intera madre Irpinia, che in verità non lo ha valorizzato come meritava.

Ma questo è un po' quello che tocca a quanti decidono di continuare a vivere tra questi monti.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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