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Le foto sono tutte del 2019 e quindi sono precedenti alla pandemia e ai conseguenti divieti

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Processione per il Corpus Domini anno 2019

Il tempo ci trascina nel suo vortice inarrestabile e nessuno di noi ha la possibilità di resistergli. Era il 28 di aprile del 1999 e il nuovo millennio bussava ormai alle porte della storia. Si apriva una nuova epoca per l'umanità ed anche per don Giuseppe, al secolo Jaison Jose, nato in India, nello stato meridionale del Kerala, e giunto in Italia in qualità di missionario con un confratello, quindi passato in forza alla diocesi di Ariano - Lacedonia: in quella data egli abbracciava totalmente la vita ecclesiastica donandosi completamente al servizio di Dio e del prossimo. Dopo un lungo periodo trascorso come parroco nella comunità di Zungoli, che ha maldigerito la sua partenza, essendo egli estremamente benvoluto, eccolo di ritorno a Lacedonia, ove era già stato un paio di anni a guidare, con il confratello di cui sopra, la parrocchia di Santa Maria.

Personalmente in lui ho trovato un amico e un sicuro riferimento spirituale, essendo la sua fede solida come una corazza, come è nella cultura della progenie che abita l'estrema propaggine indiana: non conoscono vie di mezzo e quindi non scendono a compromessi. Se sono cristiani lo sono davvero e si tengono lontani da quel tepore, che non pare voler giungere al calore, che caratterizza il cattolicesimo da salotto di molti dei noidicenti cattolici (ferme restando le ovvie e numerose eccezioni).

21 anni di servizio prestato, per don Giuseppe, molto interessato anche alle opere di carità. Del resto nel suo Paese d'origine la povertà è molto diffusa, pertanto il Vangelo è vissuto nella sua accezione più piena.

Dal 2019 don Giuseppe è ufficialmente cittadino italiano ed oggi coniuga alla perfezione le migliori caratteristiche indiane e nostrane.

AUGURI A TE, DON GIUSEPPE, CARO AMICO MIO!

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Processione Madonna del Carmelo anno 2019.

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Pellegrinaggio a Colel Valenza ed Assisi anno 2019.

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Consegna di attestazione di benvenuto da parte del sindaco Antonio Di Conza, anno 2018

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umberto

Voglio esternare le mie felicitazioni a Umberto Cardellicchio, che ha realizzato il sogno di laurearsi in economia con la discussione della tesi di  laurea ieri, pur tenutasi in videoconferenza per le nuove disposizioni governative in materia di prevenzione del contagio da coronavirus. Nonostante sia stato costretto a parlare attraverso un monitor, Umberto è stato estremamente brillante, al punto da meritare i complimenti della commissione. Gli stessi, amplificati, che gli rivolgo io, tenuto conto della tenacia con la quale una persona sposata, impegnatissima nella cura della famiglia, della moglie e dei figli, oltre che nel lavoro, ha perseguito i suoi obiettivi raggiungendoli. Credo sia un esempio per tante persone che, pur potendo agire, si lasciano invece andare alla corrente dell'apatia. Complimenti, Umberto.

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padre di geronimo

Oltre che predicarlo, aveva scelto di vivere quotidianamente il Vangelo per sessanta anni padre Deodato Di Geronimo, nato a Lacedonia nel 1936. I poveri erano la sua sola preoccupazione ed alleviarne le sofferenze la sua missione. Emulo di san Francesco di Assisi, girava di casa in casa a portare sollievo spirituale e materiale agli indigenti, soprattutto presso famiglie che soffrivano la fame e la cui prole era veramente a rischio di mortalità precoce. In tanti decenni molti bambini debbono proprio alla sua azione caritativa tanto la sopravvivenza quanto l'emancipazione da una vita grama, perché egli, con i suoi confratelli, aveva fondato scuole per offrire ai giovani una istruzione adeguata e quindi un futuro degno della dignità umana. Povero tra i poveri, viveva il francescanesimo alla lettera.

Francamente è questa la Chiesa che ci piace di più: quella che si richiama alle origini e che opera per l'essere umano considerato nella sua totalità, tanto materiale quanto spirituale.

Padre Deodato Di Geronimo si è spento in Bolivia il 2 giugno dell'anno corrente, fortemente compianto dlla popolazione locale, alla quale si era dedicato con tutto il cuore e tutta l'anima.

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dr

Non c'è voluto molto perché don Roberto Di Chiara entrasse nel cuore della cittadinanza di Lacedonia: la sua affabilità, la disponibilità umana ed il carisma che promana dalla sua persona avevano conquistato un po' tutti. Non stupirà, dunque, se la sua destinazione all'incarico di Parroco di Zungoli non è stato preso troppo bene dalla gente e soprattutto dai molti che ormai lo consideravano un punto di riferimento spirituale. Ieri sera il commiato, con l'ultima Santa Messa celebrata nella nostra Concattedrale e un incontro in canonica. Un saluto collettivo che ha avuto a tratti anche accenti di commozione. Prenderà il suo posto, in febbraio, Padre Giuseppe, che rivestirà il ruolo di co-parroco.

A Don Roberto vadano i migliori auguri.

dr1

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