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ANGELO

Si dice che il tempo riesca, in qualche maniera, ad attenuare alquanto le conseguenze della perdita e ciò, naturalmente, è vero, anche perchè altrimenti la progenie umana non avrebbe goduto di alcuna evoluzione. Tuttavia il tempo nulla può a fronte dei ricordi, che non riesce a cancellare: essi, magari, vestono il volto di un mesto sorriso nostalgico, a fronte dei moti di incredulità e di rabbia dei primi momenti, ma di sicuro non scompaiono. Come permangono i sentimenti di amicizia, di affetto e di stima che ci hanno legato alle persone. Per questo avverto la necessità di commemorare, nel giorno del suo compleanno - avrebbe compiuto oggi 60 anni di età - una persona che ha davvero lasciato un segno nella comunità di Lacedonia. Era un creativo, Angelo Megliola, ed era riuscito nell'impresa di trasformare le sue passioni artistiche in fonte di reddito. È stato un architetto dal gusto finissimo, ma anche un musicista, bassista, per la precisione. Ha composto canzoni e dato vita a spettacoli teatrali e mai ha fatto mancare il suo apporto in tantissime iniziative sociali e ludiche. Sono davvero convinto che i tanti che lo hanno apprezzato in vita non mancheranno di ricordarlo in futuro. In questa giornata, amico mio, ti dedico queste poche parole nella speranza che ti giungano nell'ignoto altrove ove attualmente ti trovi.

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Un paio di anni or sono ebbi a scrivere un libro dal titolo «Sangue e Sabbia», il cui fulcro erano le memorie di guerra di Vitantonio Solazzo, al quale toccò la ventura di combattere in Africa nel grado di sergente, uscendone miracolosamente vivo e indenne. Aveva già superato la pandemia della "spagnola" e il terremoto del trenta ed il suo sguardo ha potuto spaziare lungo l'arco di un intero secolo, avendo egli oggi compiuto cento anni di età, rendendolo scrigno di una sapienza antica che ormai si va disfacendo. Naturalmente è stato festeggiato dalla famiglia al completo, riunita presso il ristorante Zì Nicolina, ma anche la società civile non è mancata all'appuntamento, rappresentata per l'occassione dalle persone del sindaco Marcello Arminio, che ha tenuto un breve discorso e consegnato a "Zio" Vito, come viene chiamato da tutti, una splendida targa ricordo, e di Valentina Aloisi, assessore alla cultura. Il parroco, Don Antonio Di Savino, ha recitato una preghiera di ringraziamento e benedetto tutti i presenti, pronunciando parole veramente toccanti, ma il momento più commovente è stato quello nel quale Vitantonio Solazzo, con il suo bagaglio secolare sulle spalle, ha preso la parola per ringraziare di cuore tutti i presenti. Dalle sue labbra è fiorita una frase suonata al contempo come un monito ed un auspicio: «Dobbiamo volerci bene!».

E la speranza è proprio quella, caro sergente Vitantonio Solazzo, in una società in cui più che mai è vera l'aspressione latina, di plautina memoria, homo homini lupus!

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MEMORIAL

Un dovere morale è stato assolto ieri dalla Comunità di Lacedonia. Presso il campo sportivo è stato reso meritatissimo onore alla memoria di tre persone che hanno offerto tantissimo al calcio locale, inteso non soltanto nella sua accezione di sport, ma anche e soprattutto in quella di promozione di valori, parte dei quali ormai desueti, che soli possono porre un argine alla degenerazione dei costumi che va investendo il mondo intero. Rosetta Di Geronimo e Gianni Caggiano hanno insegnato tanto ad intere generazioni di bambini e di adolescenti. Domenico Di Ninno, detto Mingucciello, invece, parlava con il suo esempio di vita.

A ricevere le targhe alla memoria Pinuccio Patanella, marito di Rosetta, dalle mani del sindaco, che ha pronunciato intense parole di ricordo dei tre amici scomparsi. Il Consigliere delegato allo sport ed attuale Mister della U.S. Lacedonia, Antonio Vece, ha consegnato la targa a Concetta Zichella, moglie di Gianni, mentre Michele Rizzi, Presidente della US Lacedonia, l’ha consegnata a Linda, moglie di Domenico, che era accompagnata dal figlio Nicola.

I bambini, in tenuta da calcio, hanno infine fatto volare i palloncini, metafora dei pensieri di gratitudine e di affetto che tutto il folto pubblico avrà certamente indirizzato al cielo.

Quindi il decano dei calciatori lacedoniesi, Ciro Autorino, classe 1935, ha dato il calcio d’inizio alle partite disputate in memoria. Molta la commozione …

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Cinque anni or sono Vincenzo Saponiero, il Presidentissimo, lasciava la gabbia d'argilla per librarsi verso l'infinito. Già due anni or sono, per il triennale, ne feci una rievocazione che è oggi più che mai valida. La si può leggere su LUPUS IN FABULA cliccando su questo link: http://www.latuairpinia.it/personaggi/99-lacedonia-in-memoria-del-presidentissimo-vincenzo-saponiero.html

Intanto voglio ricordarlo fotograficamente con scatti entrati nella storia. LUPUS IN FABULA non dimentica.

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