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SAPONIERO

Cinque anni or sono Vincenzo Saponiero, il Presidentissimo, lasciava la gabbia d'argilla per librarsi verso l'infinito. Già due anni or sono, per il triennale, ne feci una rievocazione che è oggi più che mai valida. La si può leggere su LUPUS IN FABULA cliccando su questo link: http://www.latuairpinia.it/personaggi/99-lacedonia-in-memoria-del-presidentissimo-vincenzo-saponiero.html

Intanto voglio ricordarlo fotograficamente con scatti entrati nella storia. LUPUS IN FABULA non dimentica.

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BENIGNO BLASI

Muor giovane colui ch'al cielo è caro!, scrisse Menandro tre secoli prima che nascesse il Salvatore. E credo fermamente che tale massima conservi tutta la sua valenza catartica rispetto alle tante tragedie umane che costellano le nostre quotidianità. Quanti amici coetanei se ne vanno prematuramente, come è accaduto al carissimo Benigno Blasi, con il quale ho avuto il piacere di lavorare gomito a gomito in una televisione e in una redazione giornalistica di Avellino. Un tumore furibondo, impietoso e repentino ne ha stroncato l'esistenza in pochi mesi. Egli che praticamente non aveva altro vizio che quello di lavorare. L'ho appreso stamattina da Massimo Ieppariello, che all'epoca faceva squadra con noi sullo sport. Ne ho chiesto conferma telefonica al carissimo Antonio Caggiano, che dirigeva Telenostra e Giornale di Avellino all'epoca nella quale era punta di diamante della cronaca televisiva Ottavio Giordano: Antonio era affranto, come me e come tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscere Benigno e di interagire con lui. Grande giornalista professionista, ha resistito nell'esercizio della professione in una terra che tiene in assoluto non cale la categoria, perché ci credeva, perché la amava: io, molto più insofferente, l'ho abbandonata. Ma ammiro la sua estrema tenacia, sempre vestita di un sorriso. Non era uno sciacallo, nè un cercatore di scoop a tutti i costi: era una persona che leggeva con equità la realtà e la riportava fedelmente, senza acredine, con l'occhio del testimone. Una professionalità indiscutibile accompagnata da una inossidabile umanità: ingrediente necessario per l'esercizio corretto del giornalismo. Buon viaggio, Benigno!

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TIZIANA

Una ricorrenza triste per tutti coloro i quali l'hanno conosciuta quella in cui cade il compleanno di Tiziana Scarano, valentissimo avvocato ed amministratrice molto attenta ai bisogni della popolazione, soprattutto di quella più fragile. Per quanto vivesse ed operasse a Venticano, ella è stata sempre legatissima a Lacedonia e non di rado ha accompagnato comitive presso l'Episcopio, onde visitare e promuovere il Pozzo di San Gerardo. Anche per questo le rinnovo i ringraziamenti, nella certezza che il nostro Santo l'abbia accolta tra i suoi intimi.

Proprio in virtù di tale attaccamento alla sua terra madre, il Centro Culturale per l'Educazione Permanente di Lacedonia, riunito con il direttivo regionale dell'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo), ha statuito di intitolare proprio a lei la Scuola Permanente (gratuita) di Italiano e Cultura Giuridica di Base per Stranieri, attiva da oltre un anno e convenzionata con l'Università per Stranieri di Siena, accanto al creando Centro Gratuito per il Sostegno agli Studenti in Debito Formativo.

Era il minimo che si potesse fare onde perpetuarne la memoria.

Ancora da stabilire la data della cerimonia ufficiale di intitolazione (comunque nel mese di novembre), della quale sarà data tempestiva notizia.

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ragionato

Quante volte avremo pronunciato la fatidica frase: «Attenzione, altrimenti ti faccio le scarpe?» E qualora lo avessimo fatto, avremmo mentito spudoratamente, perché ormai coloro i quali sono in grado realmente di "fare le scarpe" appartengono ad una categoria artigiana quasi del tutto estinta, con pochissime eccezioni, come quella costituita da Romeo Ragionato, uno degli ultimi "calzolai" dell'Irpinia orientale, il quale, con il suo lavoro che attinge humus ad una tradizione plurisecolare, è stato in grado di "scalzare" la definitiva scomparsa di una attività tra le più importanti nell'ambito della "cultura contadina". Da oltre tre decenni egli coltiva l'abilità calzaturiera antica, pur attento a tutte le innovazioni tecnologiche, nella sua bottega di Aquilonia, essendo peraltro figlio d'arte. Suo padre Michele, meglio conosciuto con il nomignolo di Oriente, nel lontano 1968, dopo un lungo apprendistato, aveva fondato una attività, accanto ad altri quattro compagni di ventura, definita la Compagnia. Di essa facevano parte "Funzin" Pascarella, "Ciabbattin", Zi Ciccillo e Zi Mariuccio (detto Lu Sant'Angiulese). Ebbene fu proprio Oriente a porre in essere ciò che che in Lombardia già andava sotto il nome di design, progettando con schizzi fatti a mano scarpe e stivali personalizzati e realizzandoli. E questo è il paradosso che ancora oggi divide in due la nostra beneamata penisola. A Milano li definivano stilisti, mentre qui da noi li consideravano "scarpari", spesso attribuendo una connotazione poco lusinghiera all'appellativo. In realtà se Oriente e la sua Compagnia avessero operato in altre realtà, magari avrebbero goduto delle fortune economiche e degli onori sociali oggi tributati a produttori di scarpe di chiara fama (gente che può permettersi il lusso di restaurare il Colosseo e di dirigere squadre di calcio di serie A).

Con encomiabile coraggio, ancorché egli pure, in gioventù, si fosse lasciato attrarre dalle luci fatue ed effimere delle metropoli, al principio degli anni novanta del secolo ormai scorso, decise di offrire continuità alla sapienza paterna e da allora tiene duro nella sua bottega, avendo peraltro concepito, in onore del padre, la personalissima Linea Oriente.

Amiamo raccontare storie di tal fatta, perché servono ad infondere coraggio ai tanti giovani che lo hanno perduto, a quelli che trascorrono il tempo a costruire castelli in aria, ad inseguire irrealizzabili sogni di gloria, perdendo di vista, spesso, l'incontrovertibile verità che ogni lavoro, se fatto con passione e maestria, è foriero di grandi soddisfazioni!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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