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CROCE

Ci è stato rivolto un quesito da parte di un nostro lettore, emigrato all'estero da qualche decennio, che ricorda questa Croce come l'ultima cosa vista andandosene da Lacedonia. Vorrebbe sapere che cosa significano le figure, alcune inquietanti, fissate ai due assi. Lo accontentiamo volentieri, nella consapevolezza che, forse, la questione incuriosisce diverse persone. Questa altro non è se non una cosiddetta CROCE PENITENZIALE, ovverossia una Croce che presenta i simboli della Passione di N. S. Gesù Cristo e che racconta quei terribili eventi per immagini simboliche. Ce ne sono moltissime sparse per l'Italia, ma, se pure presentano analogie, non sono uguali ed anzi ognuna è differente dalle altre, sia quanto a collocazione delle immagini e sia per quel che concerne l'iserimento o non di determinati simboli. Esiste però una simbologia comune. Ad esempio, alla base della Croce di Lacedonia troviamo un teschio, che evidentemente vuole rappresentare la morte: lo si trova spesso. Sopra ci sono i dadi, perché, come raccontano i Vangeli, i soldati romani si giocarono proprio ai dadi le sue vesti. Ancora al di sopra vediamo un sacchetto: è quello che conteneva i trenta denari presi da Giuda Iscariota in cambio del tradimento. Quindi c'è l'albero, che rappresenta il legno della Croce. Ancora, troviamo alla destra una scala, con la quale si pensava che Gesù fosse stato issato ed anche deposto dalla Croce, mentre alla sinistra ci sono la lancia che gli trafisse il costato e l'asta con la stoffa imbevuta d'aceto che gli fu offerta da bere, perché, evidentemente, non svenisse o non morisse anzitempo, così da soffrire il più a lungo possibile. Troviamo ancora un cuore trafitto da una spada, che appartiene all'inonografia tipica della Madonna Addolorata, ma anche al Sacro Cuore di Gesù continuamente attraversato dalle punte acuminate dei nostri peccati. Quindi troviamo un orologio che pende dall'immagine del sole. Ebbene, questo è senza dubbio un elemento anomalo, considerato il fatto che nel I secolo orologi di tal fatta non ne esistevano. Quindi tali elementi sono metafora dell'inesorabile scorrere del tempo che rende caduca ogni cosa umana. Accanto al sole c'è la luna, quella stessa che ha assistito agli aventi avvenuti nell'Orto del Getsemani. Ancora sulla destra troviamo i chiodi, un calice, cioè il c.d. Santo Graal dell'Ultima Cena, una tromba, forse quella del giudizio, una mano  e una corda, che probabilmente la legava. A sinistra, invece, troviamo una lanterna, quella portata dai farisei che lo arrestarono, una tenaglia e un martello, attrezzi serviti ad inchiodarlo alla Croce. Quindi, all'estrema sinistra, cè una frusta, emblema della Flagellazione. Troviamo ancora una bandiera ed un vessillo, con una bacinella, quella che conteneva l'aceto. Al di sopra la corona di spine, la legenda INRI e sulla sommità un gallo, che somboleggia il tradimento di San Pietro che lo disconobbe prima che il pennuto avesse cantato tre volte.

E con questo speriamo di avere accontentato il nostro concittadino che vive in America e che porta ancora negli occhi l'immagine di questa Croce, l'ultima cosa che vide lasciando Lacedonia. A lui auguriamo Buona Pasqua.

CROCE1

CROCE2

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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