Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

sanfilippo

GLI SPLENDIDI AFFRESCHI CHE ADORNANO LA VOLTA DELLA CHIESA DI SAN FILIPPO

 

Pochi anni or sono la Chiesa di San Filippo Neri, in Piazza De Sanctis, fu oggetto di un corposo e costoso restauro che restituì agli affreschi e ai marmi il loro originario splendore. In occasione della festa dell'anno in corso, che si terrà il 25 e il 26 del corrente mese, la statua del nostro Protettore tornerà al suo posto, laddove è stata fin dalla fondazione del citato tempio. Una encomiabile decisione, quella presa dalla parrocchia, a cui va il nostro assoluto plauso.

Intanto un gruppo di volontari, che fanno parte del gruppo parrocchiale, è impegnato a ripulire la chiesa da cima a fondo, chiusa da molto tempo e quindi bisognosa di pulizie impegnative e molto faticose. Onore al merito. Questi, dunque, il loro nomi: Angelo, Anna e Donato Santagata, Mariangela Cordisco, Maria Zizzari, Rosanna Accetturro, Donato Zichella, Giuseppe Imbriani, Tonino Palmisano e consorte, Elena Palmisano.

Il gruppo parrocchiale, ispirato dai sacerdoti don Sabino e don Roberto, agisce in stretta connessione con il Comitato per i festeggiamenti, occupandosi della parte religiosa delle celebrazioni.

Martedì prossimo, 24 maggio, la statua del Santo sarà condotta in solenne processione dalla Cattedrale alla Chiesa a Lui dedicata ed ivi sarà celebrata una Santa Messa. A seguire ci sarà la proiezione di un film che racconta la vita di San Filippo, operazione posta in essere grazie all'impegno del gruppo sopra citato e del comitato giovanile del quale vogliamo qui ricordare i nomi: Francesco Pasciuti, Miriam Giammarino, Miriam Solazzo, Natalia Solazzo, Martina Pasciuti, Giusy Pasciuti, Raffaele Zichella, Sarah Gallicchio, Roberto Toto, Caren Imbriani, Gerardo Bozzone, Ilaria Palladino, Rocco Caggiano. Accanto a loro, per dare una mano, due figure storiche delle feste dedicate a San Filippo,  Nicola Ferrante (Guest Star) e Tonino Perla (Also Starring).

sanfilippo1

IL BELLISSIMO ORGANO A CANNE

sanfilippo2

L'INTERNO DELLA CHIESA

sanfilippo3WORK IN PROGRESS

sanfilippo4

WORK IN PROGRESS

sanfilippo5

WORK IN PROGRESS

Condividi su:

visita

Sarà un caso se questo articolo del LUPO vede la luce nell'incipit di una campagna elettorale per le amministrative? Forse la risposta è affermativa, perché sono cose che andiamo ripetendo da anni, ma d'altra parte Carl Jung, uno dei padri della psicologia, affermava, sconfinando nella filosofia e forse nella fisica quantistica all'epoca agli esordi, che nulla accade mai per caso!

Fatto è che tutti i paesi dell'Alta Irpinia, compresa Lacedonia, sono alle prese con un processo di depauperamento antropico, dovuto ad una rinvigorita emigrazione giovanile, che li condurrà al completo annichilimento nel giro di qualche lustro, sempre che non si intervenga ad hoc per invertire tale infausto trend.

Ma, per tornare all'assunto contenuto nel titolo ed a quello espresso nelle prime righe, non pensiamo affatto che un'amministrazione qual che sia possa compiere miracoli, con tutta la buona volontà e gli sforzi profusi, laddove la popolazione non si renda finalmente conto che non deve essere soltanto soggetto passivo di uno sviluppo che non calerà mai e poi mai dall'alto, ma potrebbe germogliare qualora la comunità stessa si rimbocchi le maniche per dissodare il terreno sociale affinché questo accada. A condizione, evidentemente, che si capisca che occorre cambiare la mentalità, in altri termini la cultura, comprendendo che dovunque si abiti o si vada, laddove non ci sia inventiva, non esiste risultato.

E dunque la domanda da porre a se stessi è la seguente.

Esistono nel territorio potenzialità tali da produrre economia e quindi lo sviluppo indispesabile ad inibire la fuga dei giovani e talora di intere famiglie?

Ebbene pensiamo proprio di dover rispondere affermativamente alla luce di conoscenze empiriche acquisite nel confronto con tali problematiche in situazione.

Il TURISMO potrebbe effettivamente contribuire a far rinascere l'araba fenice dalle sue ceneri. Ne costituiscono prova le centinaia di comitive, più o meno numericamente nutrite, che hanno visitato uno solo dei nostri innumerevoli attrattori, ovvero il Museo San Gerardo Maiella, con il "Pozzo del Miracolo" etc. Ad accompagnarle sempre il LUPO. Ora ci chiediamo: se si fosse costituita una cooperativa di servizi culturali e turistici formata da giovani, ovviamente adeguatamente preparati, quanta ricchezza economica si sarebbe potuta produrre a loro vantaggio? Certamente molta. Tali servizi sono stati offerti gratuitamente per anni dallo scrivente: non avrei potuto accettare denaro per motivi connessi al mio ruolo di dirigente di un'associazione volontaristica e in buona sostanza perché, essendo ormai gran parte del mio futuro dietro le spalle, non nutro l'esigenza di accumulare un bagaglio economico che non potrò portarmi dietro nell'ultimo viaggio.

Ma per qualche giovane tale attività, se posta in essere nelle forme giuste, potrebbe certamente costituire una importante fonte di reddito. Senza contare poi la creazione di un notevole indotto connesso: ristorazione, accoglienza, vendita di prodotti tipici locali  e così via.

Di idee per valorizzare gli attrattori culturali, artistici, architettonici, materiali ed immateriali, ambientali etc., creandone anche di nuovi, di mezzi per dare vita ad un flusso turistico che non riguardi solo agosto, ma tutto l'anno solare, ne abbiamo molte e tutte traducibili in realtà senza grandissimi investimenti di natura economica, con poca spesa preliminare. Ma ciò sarà possibile soltanto se la popolazione ci crederà seriamente, perché in tale maniera chiunque sarà chiamato dagli elettori al governo del nostro paese potrà porre in essere le azioni preliminari senza correre il rischio che esse cadano nel vuoto. Non germoglia nulla da una semina se il terreno non è fertile.

Non esiste cambiamento che non parta dal basso, perché sono le fondamenta a sostenere gli edifici.

Le foto proposte si riferiscono soltanto a pochissime delle moltissime comitive che hanno visitato Lacedonia da un paio di anni a questa parte. Chi non crede alle parole, creda almeno ai propri occhi osservando le foto che seguono!

visita1

visita2

visita3

visita4

visita5

visita6

visita7

visita8

visita9

visita10

visita11

 

 

Condividi su:

marco manna

L'arch. Marco manna in compagnia di due colleghi degli Emirati Arabi

 

Marco Manna, giovane e talentuoso architetto di Lacedonia, figlio d'arte di Tonigino, ci ha inviato la relazione tecnica relativa al recupero di tre strade del nostro centro storico che attualmente versano in stato di profondo degrado. Vi sono accluse le foto dello stato attuale dei luoghi e di come, invece, saranno migliorate. LUPUS IN FABULA pubblica integralmente quanto pervenuto.

 

RELAZIONE TECNICA

L’intervento comprende tre diverse aree del CENTRO STORICO :

A – VIA SAN NICOLA ,

B - VIA SPIRITO SANTO ,

C – VICO S.ELENA E SCALINATA VIA STELLA

A Lacedonia sono già stati svolti interventi significativi che hanno modificato la conformazione urbana in maniera sostanziale, con interventi di trasformazione sia nella piazza principale che nelle numerose vie del centro storico. Questo ulteriore intervento va ad integrare quanto già è in corso di realizzazione. Il principio ispiratore degli interventi è quello di offrire al cittadino degli spazi pubblici più decorosi e accoglienti e che offrano la possibilità di una maggiore socializzazione e maggiori possibilità di crescita anche economica e culturale.

Il progetto prevede l’utilizzo di tre tipologie di pietra locale in “brecciato Irpino” . Le dimensioni avranno pezzatura variabile con spessore di massimo 6 cm., nella parte centrale di ogni via, saranno utilizzate lastre squadrate di dimensioni cm 30 a correre .

Questa pietra è particolarmente indicata in quanto resistente al gelo e agli improvvisi sbalzi termici invernali. Inoltre si mostra molto resistente agli urti e alla compressione, non si altera nella sua colorazione, nonostante cadute di acidi corrosivi. Infine mostra delle caratteristiche particolarmente interessanti per la sua inalterabilità nel tempo sia come colorazione, molto ben conservata, che come forma e dimensione. A intervalli regolari la pavimentazione è intervallata con delle pietre rettangolari a correre, in senso perpendicolare all’asse centrale della strada, per una duplice funzione: Primo, di tipo estetico e secondo di tipo strutturale. Questi elementi in pietra locale hanno larghezza di 30cm a correre. A dare un maggiore impatto di carattere estetico, sarà l’inserimento nel disegno della pavimentazione di forme curvilinee realizzate dalla posa in opera di un acciottolato di piccola pezzatura (max 3/4 cm) che creano un movimento

curvilineo armonico a fasce variabili lungo tutto il percorso. L’utilizzo della pietra locale, garantisce la durabilità alle basse temperature che in questo territorio influiscono significativamente sui materiali esposti all’esterno.

Caratteristiche formali e tecniche della pavimentazione

Il disegno della pavimentazione è stato concepito secondo criteri che rispettano sia la preesistenza di quello già realizzato nelle strade limitrofe, che la memoria storica delle vecchie pavimentazioni.

Al centro di ogni stradina si è optato per l’utilizzo di una fascia di pietre squadrate “brecciato Irpino” per ottenere un percorso essenzialmente pedonale onde consentire un più facile camminamento ai cittadini, mentre lateralmente a questa fascia centrale e continua per l’intero percorso. Intorno a questa fascia continua, si sviluppa un disegno movimentato da una “serpentina” dalla forma modulata e variabile in larghezza e prosegue per l’intero percorso stradale. Questa fascia così articolata in modo armonico, pensata e progettata per iterare la bellezza del paesaggio delle colline circostanti, è costituita da Ciottolato di fiume le cui dimensioni sono di piccola pezzatura. Il restante spazio della pavimentazione che sarà di completamento è costituito da elementi di pietre di dimensioni variabili (opus incertum) e cubettoni di brecciato irpino.. Ad irrobustire l’intera pavimentazione saranno inserite delle strisce di pietra a correre in senso trasversale ma sempre o quasi perpendicolari alle fasce centrali. Queste strisce, oltre che ad una funzione di consolidamento strutturale, determinano anche un valido effetto estetico dando ritmo all’intera composizione del “tappeto” stradale.

La mimesi cromatica così concepita con l’uso di questi materiali di provenienza locale vien in tal modo ad essere perfettamente raggiunta dal momento che, sia le facciate delle abitazioni che molti elementi architettonici delle stesse (portali, scalinate esterne ecc) sono realizzate nello stesso materiale della pavimentazione e quindi con il conseguente raggiungimento di un perfetto equilibrio di accordo cromatico.

Ne deriva, infine, una fruibilità percettiva di grande effetto emotivo ed una coerente applicazione di concetti progettuali che consentono il raggiungimento di una ideale e perfetta mimesi armonica dell’insieme compositivo.

Infine, utilizzando lo stesso materiale in pietra del passato, si avrà motivo di dare risalto e rispetto agli antichi artigiani, in particolare scalpellini, lavoratori umili ed instancabili, che hanno contribuito in modo considerevole alle prime realizzazioni delle vecchie pavimentazioni stradali e che hanno utilizzato, appunto, la loro amata pietra locale: il “brecciato irpino”.

Esempi in passato provenienti dalla memoria di alcuni cittadini 90enni, hanno descritto come il quotidiano andirivieni di persone e animali domestici da soma o trainanti carri, non abbiano alterato significativamente le condizioni originarie delle pavimentazioni, anche se messe a dura prova per il notevole calpestio e considerando che il centro storico ad inizio ‘900, aveva un numero superiore di abitanti, in particolare contadini, di almeno quattro o cinque volte l’attuale, tuttavia la resistenza e la durevolezza di questo materiale è rimasto inalterato per molti decenni.

Il Brecciato Irpino ha caratteristiche tali da poter essere impiegato tutt’oggi nelle pavimentazioni con un ottima riuscita sia nella funzionalità che nella durevolezza. Resiste bene al passaggio continuo dei pedoni, ma anche al passaggio carrabile, senza indurre continua manutenzione e rifacimento a causa di rare rotture della pietra, per cui il pregio si unisce alla funzione, permettendo di raggiungere una fusione tra i due valori che fanno ritenere l’opera come “elemento architettonico storicamente monumentale”.

Quindi si può ben dire che il brecciato irpino nel corso degli anni o addirittura dei secoli ha retto sempre in modo ottimale alle sue funzioni di durevolezza ma anche e soprattutto di bellezza. A volte si aveva la possibilità di osservare successivamente a delle piogge prolungate e improvvise schiarite, i riflessi dei colori dell’iride sulle pietre ancora bagnate.

Questa pietra (brecciato irpino) sarà utilizzata in modo esaustivo anche e soprattutto nelle pedate delle scalinate. Le lastre longitudinali si lavoreranno sagomandole a “toro”, ed il cui raggio, per maggiore sicurezza sarà inferiore alla dimensione dello sporto, rispetto al filo verticale dell’alzata sottostante. Questo per garantire una maggiore durata nel tempo e una valida prevenzione da eventuali rotture o lesioni da compressione dovuto al camminamento dei pedoni.

A conclusione di tutte le argomentazioni nella descrizione addotte, con l’uso dei materiali idonei e della loro funzione ideale nel rispondere alle esigenze dell’ambiente esaminato, è da sottolineare l’importanza di dare alle sezioni di ognuna delle stradine analizzate, una studiata concavità che abbia la sicurezza di far confluire le acque meteoriche in zona centralmente assiale. In questo modo saranno concepite il posizionamento delle varie caditoie e dei vari pozzetti di raccolta delle acque bianche. Infine si farà maggiore attenzione all’andamento altimetrico della strada e del percorso delle acque in caso di piogge torrenziali. In tal modo si pensa di prevenire qualsiasi problema che possa danneggiare la stessa pavimentazione.

NOTA PARTICOLARE:

Il tratto di strada di Vico S. Elena particolarmente disagiato alla percorrenza pedonale, poiché è in

situazione di estremo degrado, ha meritato un più attento studio progettuale, dal momento che in questo breve spazio urbano, si sono verificati nel tempo improvvisi e elevati salti di quota, dovuti anche ad un ben visibile cedimento stradale che ha evidenziato il notevole decadimento di questa zona a Nord-Est del Centro Antico di Lacedonia, e a ridosso di un dirupo.

Si è pensato di realizzare lungo il suo breve percorso, tre diverse fasce di percorrenza tra loro affiancate e che ruotando quasi a 180°, consentono di risolvere nel migliore dei modi possibili il problema altimetrico.

La zona di spazio più interna e prossima ad un muretto di contenimento è stata progettata una scalinata a gradoni a pedata medio lunga e orizzontale ma dall’alzata normale; lo spazio intermedio, è stato pensato con gradoni dalla pedata più lunga ma inclinata e dall’alzata più bassa, lo spazio esterno, infine, essendo aumentata notevolmente la sua lunghezza di percorrenza, lo si è pensato di utilizzarlo come percorso disabili. Infatti, la sua estensione è sufficiente a permettere l’abbattimento delle barriere architettoniche, poiché rispondente alle normative vigenti. Inoltre la superfice della pavimentazione sarà, allo

scopo, trattata con una finitura antisdrucciolevole, per garantire la sicurezza dell’antiscivolamento delle ruote delle carrozzine dei disabili.

A separare questi tre spazi di differenti percorsi ci saranno dei muretti bassi tipo cordoletti in c.a. che, avranno una dimensione di 15 cm di larghezza e 40 cm. di altezza media. che accoglieranno una serie di faretti a led da incasso destinati ad illuminare i tre diversi percorsi predisposti per superare il salto di quota.

Le tre percorrenze di questo tratto di strada, vista anche la forma planimetrica urbana particolarmente disarticolata, hanno tuttavia consentito di progettare delle forme inquadrate in un insieme armonico e perfettamente funzionale.

L’illuminazione notturna

Un sistema di illuminazione artificiale sarà adottato in molti tratti di viabilità del centro storico, per dare nel migliore dei modi possibili alla cittadinanza, la sicurezza del loro attraversamento in orari serali e notturni.

In vico S. Elena, in particolare, si migliorerà l’illuminazione del neo progettato percorso che, come descritto precedentemente si sviluppa secondo tre diverse traiettorie. Il tipo di illuminazione proposto, non è soltanto proveniente da lampade poste in alto, con raggiera partente da un unico punto, bensì utilizzando una più studiata metodologia illuminotecnica, atta a valorizzare i vari percorsi con luci a led. Queste luci provenienti da faretti, che sono ubicati in apposite nicchie prestabilite e che camminano lungo le pendenze dei tre percorsi, determinano effetti chiaroscurali suggestivi e fruibili sia per chi tende a salire e sia per chi tende a scendere, senza dare al pedone problemi di abbagliamento.

Per quanto riguarda i due tunnel, il primo di collegamento tra via Stella e corso Giacomo Matteotti ed il secondo tra via S. Nicola e Corso Giacomo Matteotti, antistante la facciata della stessa chiesa, si realizzerà una definitiva illuminazione notturna. Le lampade saranno installate a muro e poste ad una altezza di m. 2.20 circa dalla pavimentazione, aventi raggi luminosi direzionati in alto e verso il basso, senza, cioè, che le luci abbaglino i passanti.

Anche in questo caso l’effetto visivo cosi ottenuto risulta essere particolarmente suggestivo, donando una meritata valorizzazione ai suddetti percorsi.

La stessa tipologia di illuminazione sarà adottata per la scalinata in via Stella, che sarà valorizzata dalla presenza di faretti incassati in modo alternato nelle due fasce contrapposte di cemento. Viene garantito, sicuramente, un risultato suggestivo e dal notevole effetto chiaroscurale, che esalterà e valorizzerà ulteriormente questa parte del centro storico che ora, invece, versa in condizione di estremo degrado.

I faretti a luce led ubicati lungo le varie scalinate permettono sia la sicurezza in orari notturni, ed allo stesso tempo tendono ad evidenziare la preziosità del rivestimento delle pietre nella pavimentazione. Ne risulta un gioco chiaroscurale di luci radenti che esaltano la bellezza della tessitura stradale quasi fossero pregiati bassorilievi artistici.

In via Stella i due lampioni fatiscenti, saranno sostituiti da due nuovi, la cui origine luminosa sarà data, ancora una volta, da lampade che garantiscano una maggiore durata e maggiore luminosità. La loro diversa temperatura a luce calda ma contrastante con quella fredda e bianca dei faretti, determinerà un pregevole effetto scenografico.

Ulteriori elementi facenti parte della miglioria proposta dall’Impresa, saranno realizzati con la creazione di elementi di arredo urbano importanti, sia dal punto di vista funzionale che estetico: una ringhiera in vico Sant’Elena il cui affaccio avviene a ridosso della scalinata particolarmente studiata dal punto di vista dei salti di quota su tre direttive, e illuminata con i faretti a led. Una seconda ringhiera più corta sarà montata su di un muretto, da realizzarsi, per contenere parte della rampa per disabili, ma anche e soprattutto per cautelare il pedone dal pericolo di uno strapiombo. Ambedue, le ringhiere, saranno realizzate in ferro battuto e con un disegno che possa ricalcare le forme della tradizione locale. Anche la scalinata in via Stella sarà un corrimano da realizzarsi in ferro battuto trattato con smalto antiruggine. Questo deve essere inteso non soltanto come elementi di semplice arredo urbano, bensì, per permettere la sicurezza nei percorsi aicittadini.

Arch. Marco MANNA

FOTO

VIA S. ELENA PRIMA E DOPO

s el

Pirma dell'intervento

s. el1

Prima dell'intervento

DOPO NOTTURNO FOTO 1

Dopo l'intervento - ricostruzione computerizzata

DOPO NOTTURNO FOTO 2

Dopo l'intervento - ricostruzione computerizzata

FOTO

VIA SCALINATA VIA STELLA

SCALINATA DOPO NOTTURNO

Dopo l'intervento - ricostruzione computerizzata

SCALINATA VIA STELLA DOPO

Dopo l'intervento - ricostruzione computerizzata

FOTO

VIA S. NICOLA

Via San Nicola

iL MANTO STRADALE PRIMA E DOPO L'INTERVENTO

Condividi su:

calendario

Immagini che richiamano alla memoria scene di una Lacedonia estremamente popolosa in quel lontano 1957, anno nel quale lo studente americano di antropologia Frank Cancian, diventato poi antropologo di fama mondiale, fu  mandato nel nostro paese per studiarlo e documentarlo fotograficamente. Una Lacedonia ancora immersa nella cultura contadina, ma che promanava dalle persone e dai suoi caratteristici vicoli, vestiti di pietra nuda, un senso di calore e di solidarietà umana che purtroppo la società, a livello globale, sta gradualmente e inesorabilmente perdendo, ma che andrebbe recuperata. Forse si tratta di una utopia, in considerazione del percorso autodistruttivo che il mondo ha intrapreso nella sua globalità, ma è comunque un ideale da perseguire con tutte le proprie forze.

Quelle foto costituiscono un patrimonio da valorizzare il più possibile e sono il fulcro del calendario 2016 che l'Amministrazione Comunale ha deciso di offrire alla popolazione, di concerto con la Pro Loco "Gino Chicone", che ne cura la distribuzione.

Anch'io, stamattina, ho ricevuto la mia copia ed ho ritenuto opportuno darne notizia a quanti ancora non lo sanno prima che vengano esaurite le mille copie fatte stampare.

In quarta di copertina, ovvero sul retro del calendario, si legge testualmente: «Le foto furono scattate dal celebre antropologo americano prof. Frank Cancian nel 1957. Esse sono di proprietà della Pro Loco "Gino Chicone", che ha formato un comitato per l'allestimento di un MAV (Museo di Antropologia Visiva) nel quale saranno esposte in via permanente».

Effettivamente il MAV costituisce un'idea eccezionale e all'uopo, come si attinge da fonti della Pro Loco, sarà deliberata in Consiglio Comunale l'assegnazione dei locali del Museo della Religiosità Popolare, il cui ultimo piano è già attualmente parzialmente allestito con le foto de quibus. Progetto ambizioso che potrebbe costituire un vero plusvalore per Lacedonia.

Ancora in quarta è possibile leggere gli auguri promananti dall'Amministrazione Comunale cone le seguenti parole: «A nome dell'Amministrazione Comunale di Lacedonia, auguro a tutta la cittadinanza un anno ricco di soddisfazioni e di gioia. Un pensiero particolare va a quanti vivono delle difficoltà. Che il 2016 possa portare serenità e salute. F.to Il Sindaco prof. Mario Rizzi».

Il calendario può essere ritirato gratuitamente presso la sede della Pro Loco in Piazza De Sanctis.

calendario1

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia