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Ci sono tragedie che più delle altre lasciano l'amaro in bocca, soprattutto quando colpiscono persone che si affacciano alla vita. Confesso che non ho molta voglia di scrivere, anche perché ogni parola, pronunciata in questa circostanza, è pleonastica, ogni espressione è vana, ogni nota promanante dall'animo è stonata. La sola voce accettabile è quella del silenzio. Leo era un tesserato della Dinamo Monteverde, come mio nipote Angelo e questo è per me motivo ulteriore di attonita catatonia. Tuttavia è bene che la comunità di Monteverde si esprima ed è ancor meglio che lo faccia con la voce del rappresentante istituzionale, il primo cittadino Franco Ricciardi. Io lascio la parola alla lettera che ha voluto indirizzare a Leo, unendo al dolore degli amici monteverdesi il mio e quello di moltissimi conterranei.

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