Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

928A

Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo

che solo la scuola può compiere
(Piero Calamandrei)

Si narra che Giambattista Vico, tra la gente comune del quartiere in cui viveva nella sua Napoli, fosse conosciuto quasi per nulla, se non come un “omm ‘e scol” (uomo di scuola).

All’epoca, nell’intelletto latente collettivo, la cultura, anche quella che raggiungeva vette elevatissime, era strettamente connessa all’immagine della scuola: lo era in tempi nei quali l’analfabetismo puro raggiungeva livelli altissimi, riguardando oltre il novantacinque per cento della popolazione coeva e mi sorprende grandemente che, purtroppo, non lo sia ai nostri giorni, nei quali l’analfabetismo funzionale interessa oltre il settantacinque per cento degli italiani, i quali riescono a decodificare i fonemi e quindi a leggere, ma non a capire in pieno ciò che leggono e, soprattutto, difficilmente si dimostrano capaci di mettere nero su bianco i loro pensieri in maniera sintatticamente ordinata o almeno comprensibile, se pure non ineccepibile.

Infatti l’immagine della scuola, nella nostra Italia attuale, sembra aver perso lo smalto di un tempo ed anzi la sua rappresentazione mentale pare proprio appannata, a cominciare da quella dei suoi componenti fondamentali, i docenti.

Ricordo che quand’ero bambino e fino alla mia entrata nell’adolescenza, intorno ai primi degli anni Settanta dello scorso secolo, l’appellativo “professore”, rivolto a una persona qual si voglia, ne evocava l’importanza sociale, la considerazione nella quale era tenuta ed il rispetto che le veniva tributato. Coloro i quali trasmettevano cultura e formavano le nuove generazioni, ad un livello qual che fosse, erano giustamente circondati dalla deferenza che dovrebbe essere dovuta a quanti distribuiscono una conoscenza acquisita a prezzo di grandi fatiche.

Oggi, purtroppo, ben altra è l’opinione comune, frutto di una banalizzazione derivante dall’avvento della cosiddetta “mediocrazia”, un vocabolo che avrebbe dovuto connotare il predominio sociale e culturale della classe media, come è possibile leggere nei vocabolari più prestigiosi, ma che nei fatti indica, nell’epoca nostra, soltanto il trionfo di una mediocrità non più nascosta, ma spavaldamente ostentata, quasi si trattasse di una medaglia al merito da appuntarsi sul petto.

In tanta tamque misera civitate, dunque, l’ignoranza è diventata quasi un ornamento, uno strumento, anzi, per raggiungere il successo, come dimostrano i tanti programmi televisivi che aprono la strada del successo a persone portatrici soltanto della loro cieca supponenza, i cosiddetti “tuttologi”, contenitori di etereo fumo venduto a prezzo neppure tanto scarno.

Nell’ambito di tale temperie, coloro i quali sono deputati ad elargire il sapere sono confinati ai margini di un mondo che non ne ascolta le giuste istanze, che ignora completamente le difficili condizioni nelle quali si trovano ad operare e che li depriva delle risorse essenziali all’efficacia della loro azione, sommergendoli, per converso, di un impegno burocratico del tutto superfluo, il quale non produce altro risultato che quello di sottrarre tempo ed energie alle sole attività veramente necessarie, quella pedagogica e quella didattica.

Nel giorno in cui sono cominciati gli esami di maturità negli Istituti superiori auspico vivamente che non gli alunni, ma la società degli adulti cominci a dimostrare la propria “maturità”, riconoscendo alla scuola il suo ruolo fondamentale nelle dinamiche evolutive, ma non a chiacchiere e gettando la croce soltanto sulle spalle di docenti e dirigenti, ma con investimenti finalizzati alla motivazione di tutti gli operatori scolastici, tanto in senso economico quanto e soprattutto in senso morale!

Condividi su:

logo miscia

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia