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Il detective della CIA Gerardo caponigro, alias Gerry McCallon

È ancora immersa nel più fitto mistero la scomparsa del galletto e del “mezzo agnello vivo”, che sembrano essere svaniti nel nulla. Ormai si dubita che possano essere ancora in vita, perché sono già trascorse le classiche 72 ore dalla scomparsa. Qualcuno pensa che criminali ancora ignoti li abbiano fatti sparire con modalità tipicamente mafiose: sarebbero stati uccisi e poi disciolti negli acidi … dello stomaco. Ma gli affranti “familiari” degli animali, Antonio Pagnotta “il Leghista”, Peppino Liberatazzi “Sabbatuccio” e Gerardo Innarella “Chicchietto”, nutrono ancora qualche vaga speranza di ritrovarli in buona salute, al punto che hanno raddoppiato la taglia da erogare a chi fornisca notizie utili.

Intanto il fiuto affinato del detective della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori, non i servizi segreti americani) Gerry McCallon, segue una pista promettente, quella della vendetta contro il galletto che pare avesse moltissimi nemici, mentre il “mezzo agnello vivo” sarebbe soltanto un danno collaterale: secondo tale ipotesi il “mezzo agnello vivo” si trovava a passare nei paraggi per caso ed avrebbe assistito al rapimento o all’uccisione del galletto diventando un testimone molto scomodo per l’autore o gli autori del gesto criminale. Le sue ipotesi sono state comunicate nel corso di una conferenza stampa convocata per porre un argine allo scalpore prodotto dalla vicenda.

«Il galletto non era uno stinco di santo – ha affermato McCallon – ma un autentico “rompipalle”. Tutte le mattine scassava i gioielli di famiglia dei residenti cantando prima che sorgesse il sole, ma non soltanto le classiche tre volte: era un vero e proprio concerto che si protraeva per almeno un’ora. Pensiamo – ha aggiunto l’investigatore – che la sua sparizione sia stata determinata da sentimenti di vendetta, ma all’atto non abbiamo ancora le prove. Tuttavia si è fatto avanti un testimone che sostiene di aver veduto da lontano un losco figuro che portava in mano una busta di plastica tenendola per il collo».

Questo ha sostenuto il detective, il quale, dopo averci lungamente pensato, è giunto alla conclusione che non poteva trattarsi di una busta, perché le buste non hanno il collo. L’eccezionale acume di McCallon lo ha quindi indotto a pensare che potesse trattarsi o del galletto o del “mezzo agnello vivo”. Egli ha chiesto al testimone, del quale non si riporta il nome al fine di evitare ritorsioni, di descrivere il probabile assassino e costui ha fornito un identikit che è stato consegnato a tutte le pattuglie di C. G. (i formidabili appartenenti al corpo di polizia delle Cozze Gloriose) impegnate nella ricerca del pennuto e dell’ovino volatilizzati e scomparsi nel nulla assoluto.

La nostra redazione si tiene in costante contatto con gli inquirenti e quindi vi fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Ecco l’identikit del possibile killer.

identikit

L'identikit del sospettato di McCallon

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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