Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

roccuccio1 modificato 1

IL MAESTRO CHICONE CON UNA DELLE SUE SCOLARESCHE

Vi fu un tempo nel quale la Scuola, specialmente quella elementare, era "buona" a prescindere dalle artificiose "buone scuole" dei tempi nostri, in grazia delle qualità dei maestri, da un canto estremamente preparati e professionali, ma in taluni casi "umani", cosa ben più importante. Quella dell'insegnante unico, che seguiva i suoi alunni per cinque anni, è stata una figura quasi genitoriale per molte generazioni di bambini che s'avviavano all'adolescenza e pertanto il ricordo dei loro mentori infantili è spesso impresso a fuoco nella loro memoria, ivi compresa la mia. In verità v'erano due categorie di maestri sotto il profilo metodologico: quelli che facevano affidamento sul "terrore" prodotto dalla "bacchetta" che s'imprimeva sui palmi delle mani, dai "ceci" sui quali si era costretti ad inginocchiarsi o dal fruscio che preceveda sonori ceffoni in volto, e quelli, come Roccuccio Chicone, che di contro stabilivano un rapporto empatico con gli alunni, al cui bene futuro tenevano grandemente, perchè consideravano l'azione didattica non un mero lavoro, ma un'autentica missione alla quale si erano votati e con la quale si identificavano in pieno, non solo a parole, ma soprattutto con i fatti. Peraltro Roccuccio, come tutti quelli della sua generazione, aveva vissuto un'infanzia non troppo agiata, in tempi attraversati dai venti di guerra, ma certamente forieri, tanto in famiglia quanto in società, di solidissimi valori etici cui avrebbero conformato il loro comportamento futuro. Parlo con cognizione di causa, essendo anch'io figlio di due maestri.

Non mi sono pertanto sorpreso punto quando stamattina, parlando con un amico ch'era stato suo alunno, egli ne tesseva le lodi: «Tu sai - mi ha detto - che io vengo da una famiglia povera e quindi sai anche quanto discriminassero alcuni maestri i bambini come me. Ebbene io ti devo confessare che il "mio maestro", Roccuccio Chicone, non era così. Anzi mi voleva un gran bene e quando seppe che avevo intenzione di lasciare gli studi, alla fine delle scuole elementari, mi chiamò a casa sua e si offrì di aiutarmi gratuitamente per prepararmi ad affrontare la nuova esperienza scolastica. Mi riempì di buoni consigli, che io ho immancabilmente disatteso, pagandone poi le conseguenze». Quel che mi ha colpito è stato il tono perentorio e marcato con il quale egli ha pronunziato le parole "il mio maestro" e ciò mi ha riportato alla memoria due figure di insegnanti a me molto care, che usavano agire in questa maniera. Il "mio maestro" Michele Caggiano e mio padre Angelo. E ciò mi ha provocato un'ondata di commozione interiore che, caro Roccuccio, mi ha fatto sentire vicino a te come non mai, persona magnanima e pacata, come ti ricordo da sempre. Una grande anima la tua e pertanto ho sentito il bisogno di dirti "arrivederci" a quando Dio vorrà. Ma tu, intanto, per favore salutami mio padre. Sono convinto che vi sarete già ritrovati perché non esiste altra chiave che la "bontà" vera e spontanea per aprire le porte del Paradiso.

roccuccio

IL MAESTRO CHICONE TRA TANTI VOLTI A ME NOTI E CARI, ALCUNI DEI QUALI GIÀ TRANSITATI AD ALTRA DIMENSIONE

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia