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Vito Pagnotta, Franco Ricciardi, Tonino Vella

Non si può certamente affermare che Franco Ricciardi e Tonino Vella, appena riconfermati alla guida dell'Amministrazione comunale di Monteverde, il primo nella sua veste di Sindaco, si siano presi una pausa o un periodo sabbatico dopo le elezioni. Di contro, hanno immediatamente rimesso mano ai molti problemi che affliggono il territorio dell'Alta Irpinia, come quello della proliferazione incontrollata dei conghiali che provocano innumerevoli danni, per lo più irreparabili, ad una gran quantità di agricoltori, ponendo le loro aziende a serio richio di fallimento. Stamattina si è tenuta l'annunciata conferenza stampa, presso la Provincia, nella Sala Grasso. Presente, e più che mai presente, tra le altre organizzazioni, quella che è più direttamente interessata alla tutela del mondo agricolo, ovvero Coldiretti, nella persona del dirigente provinciale Gerardo Palladino. «Non potevamo che accogliere con grande favore - ha dichiarato Palladino - l'iniziativa di sensibilizzazione sociale, finalizzata a trovare soluzioni al problema dei cinghiali, nata nell'ambito del consesso amministrativo di Monteverde. Sono infatti alcuni anni che sotto la nostra lente d'ingrandimento è finita la fenomenologia di una moltiplicazione smisurata degli ungulati, della quale abbiamo anche trovato le cause primarie. Ignoti, ed incoscienti, hanno introdotto nell'ecosistema razze romene ed albanesi, molto più prolifiche di quelle nostrane, forse per incentivare la caccia, per cui oggi non è difficile imbattersi in branchi che superano, cosa veramente inusuale, i cinquanta individui. E questo spalanca le porte a tutta una serie di problematiche. Innanzitutto occorre sapere che, se si dovessero paragonare i cinghiali ad un personaggio storico, la scelta ricadrebbe certamente su Attila, perché dove passano loro letteralmente non cresce più erba, avendo essi l'abitudine di far piazza pulita dei raccolti. Sono le fatiche di un anno che vanno a farsi benedire e che gettano gli operatori agricoli, già alle prese con enormi difficoltà, nello sconforto più totale. Ma questo è ancor poco. Molti non considerano che tutti gli ungulati sono animali selvatici veramente aggressivi: non sono rari i casi, come dimostrano le cronache, di persone caricate ed uccise dai cinghiali, che peraltro costituiscono anche un rischio per la circolazione stradale. Senza considerare - continua il dirigente della Coldiretti - che essi sono anche prede privilegiate dei lupi e pertanto da qui a qualche tempo si avrà una proliferazione, nei nostri territori, anche del predatore più temuto dagli allevatori». Beh, LUPUS IN FABULA su questo punto non può che concordare, a dispetto del nome scelto: è bene che gli amici lupi, per la loro stessa sicurezza, si mantengano in un numero adeguato all'ecosistema (ci dispiace, perché vi vogliamo bene, ma le cose stanno in questo modo). Ma Palladino non indica nell'abbattimento tout court, magari incentivando la caccia, il solo rimedio. «Occorre tenere presente - continua - che la carne di cinghiale va cucinata con molta attenzione, perché le carni delle razze selvatiche possono trasmettere all'uomo la trichinellosi, una zoonosi causata dai nematodi, parassiti in grado di colpire il sistema muscolare umano, ivi compreso quello cardiaco, rivelandosi talvolta letali. Occorre dunque intervenire al più presto. Coldiretti sta sperimentando soluzioni in Cilento, altra zona ad alto richio, che vorremmo  importare anche in Alta Irpinia. Ci vuole, però, volontà politica e congrui investimenti che non gravino sulle già disastrate casse degli agricoltori». 

LUPUS IN FABULA condivide il problema poiché incide negativamente sull'intera economia di una zona già in se stessa economicamente penalizzata. Impressionanti i filmati proiettati da Vito Pagnotta, il produttore della famosa birra artigianale di Monteverde, la Serro Croce, prodotta a filiera corta, perché il bravissimo imprenditore coltiva direttamente gli ingredienti necessari alla sua preparazione. Una eccellenza tutta irpina che, insieme ad altre, come lo zafferano di Lacedonia, corre rischi molto seri, anche se nei fatti tutti i tipi di coltivazione costituiscono gustoso spuntino per l'ingorda insaziabilità dei cingiali.

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Un campo appena visitato dai cinghiali

CINGHIALI

Un cinghiale tra la vegetazione sul greto dell'Osento

PALLADINO modificato 1

Dott. Gerardo Palladino, dirigente provinciale Coldiretti

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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