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Povera Alta Irpinia, che negli anni è stata defraudata di tutti i servizi essenziali, da quelli giudiziari a quelli sanitari, con grande nocumento per la popolazione e, nel caso della sanità, soprattutto di quella più fragile e indifesa, ovverossia gli anziani, che spesso vivono da soli e nell'impossibilità di viaggiare in autonomia (ma solo perché anche i trasporti pubblici sono ormai ridotti al lumicino). Ma qualcosa, pur lentamente, pare stia cambiando in meglio. A dire il vero ci ricordiamo perfettamente delle battaglie poste in essere per la salvaguardia dell'ex Ospedale Di Guglielmo di Bisaccia, ormai ridotto a struttura dell'ASL, pur se ha conservato alcuni importanti servizi. Ma l'obiettivo di Marcello Arminio, che nel corso del suo precedente mandato a sindaco giunse fino a porre in essere forme estreme di protesta, salendo addirittura sui tetti del nosocomio, è sempre stato quello di riportare la struttura al suo originario ruolo di luogo di cura e non soltanto di accompagnamento "dolce" dei malati terminali, pur importante in verità, verso l'ultimo viaggio. Intanto, come egli stesso afferma, «un altro mattone nel muro della ricostituzione dell'Ospedale siamo riusciti a piazzarlo». Egli si riferisce alla recentissima deliberazione consiliare dell'Ente provinciale nella quale si propone che, come si legge nel documento, vengano aumentati «i posti letto di lungodegenza presso la struttura ospedaliera di Bisaccia, anche attraverso la revisione di quanto stabilito dal decreto n. 49 del 27/09/2010 del Commissario Ad Acta per la prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario, in considerazione della particolare orografia delle territorio e della difficoltà di collegamento con gli altri presidi sanitari», ovverossia quanto noi andiamo sostenendo da anni sulla conformazione territoriale che, isolandoci alquanto dal contesto provinciale su entrambi i versanti, ci pone in condizione di "morire sui marciapiedi" laddove dovessimo essere colpiti da improvvisi accidenti infausti. Ed è quello che ha sempre sostenuto anche Marcello Arminio, perchè la malattia intender non la può chi non la prova. La salute del corpo è un bene primario, il sommo bene in questa dimensione umana e pertanto quella per il ripristino almeno delle precedenti condizioni del servizio sanitario è una battaglia che LUPUS IN FABULA condivide ed appoggia in pieno e senza alcuna remora!

«Abbiamo chiesto, ed anzi, se è lecito utilizzare questo vocabolo, preteso - sostiene il sindaco di Bisaccia - che il Progetto Pilota contenesse, nero su bianco, le nostre richieste in materia di sanità pubblica in relazione a quello che vorremmo tornare a chiamare Ospedale "Di Guglielmo"! Questa delibera provinciale, frutto di un lavoro portato avanti incessantemente dalla nostra amministrazione, è un ulteriore passo in avanti dopo quelli già compiuti. Tra i nostri intenti prioritari c'è quello di riportare alla riapertura alcuni reparti ospedalieri, almeno quelli più importanti, stante il fatto che il primo intervento, pur garantito con grande professionalità dagli operatori, rischia di essere inficiato dall'assenza di macchinari adeguati alla terapia». Insomma, per dirla con una celebre frase dei Pink Floyd, oggi è stato piantato «Another Brick in the Wall».

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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