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«Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur», anche se, nella fattispecie, la Caput Mundi della quale discutiamo e nella quale fin qui si fanno solo vuote chiacchiere è Bruxelles, la sede della cosiddetta Unione Europea, ove si parla a vanvera mentre le tragedie si consumano, ove le parole e le buone intenzioni, espresse solo verbalmente, se le porta via il vento impetuoso dei rinascenti nazionalismi egoistici, quella stessa Unione Europea che si viene trasformando sempre di più in un sordido comitato di affari del tutto incurante delle persone e dei loro destini.

Eppure non trascorre un solo giorno senza che decine o centinaia di persone finiscano per essere ingoiate dall'ingordo ventre del Mare Nostrum, che un tempo era via di scambi e di incontro tra civiltà ed oggi è considerato solo alla stregua di una frontiera da tutelare dalla maggioranza dei Paesi europei. E l'involontaria crudeltà del mare non tiene in alcun conto la verdissima età dei bambini che pretende siano sacrificati all'altare di Nettuno, nè lo stato interessante di povere donne che recano un bimbo in grembo, e neppure la fragilità estrema di queste povere persone. Una volta tanto l'Italia, che tenta di intervenire con tutte le forze nei salvataggi, non merita le critiche che riceve dai partner del continente interno, i quali sostengono una linea dura sulla ripartizione dei profughi nelle diverse nazioni. Secondo loro sbarcano da noi, ammesso che riescano a raggiungere vivi le nostre coste, o nella già disastrata Grecia, e quindi è solo affar nostro e degli amici ellenici. Ma bene! Benissimo! Alla faccia della solidarietà e della condivisione tra i popoli, alla faccia degli ideali fondanti di una Entità sopranazionale come l'U. E., la quale, così com'è, serve soltanto a tutelare le ricchezze di chi già è ricco di suo e ad impoverire ulteriormente quelli che stentano persino a vivere. «Così non va, Veronica! Io non ci sto più...», come recitava una vecchia canzone (vecchia insomma proprio no: risale ai miei anni verdi). E quando poi ci si avvede che i Paesi più duri sono proprio quelli di nuova entrata nell'U.E., dai quali, fino a pochi lustri or sono, prendevano il mare per la rotta adriatica intere flottiglie stracolme di persone che tentavano di entrare in Europa occidentale da clandestini, spinte dal bisogno di costruirsi un futuro, allora ti incazzi proprio. Come abbiamo volentieri accolto loro, la maggioranza dei quali sono persone in verità degnissime, che oggi si sono stabilite in Italia, tenendo un comportamento ineccepibile, così bisogna ricambiare ed offrire ai nuovi disperati le stesse opportunità anche nei Paesi che hanno finalmente raggiunto il benessere. E lo dice un italiano che ha quasi tutta la sua famiglia in terra americana.

Che lo condividiate o no, nel cuore di un vero LUPO non saranno mai elevati muri, trincee vestite di filo spinato, reticolati e cavalli di frisia.

È giunta l'ora, una volta per tutte, di dire, convintamente, BASTA ALLE STRAGI DEI MIGRANTI!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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