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LACEDONIA

LACEDONIA

 

L'epoca nostra è segnata dal notevole depauperamento antropico di tutti i paesi, sprattutto quelli appenninici, e l'Alta Irpinia non costituisce di sicuro eccezione alla regola generale. A causare tale stato di cose in prima istanza il gap incolmabile tra nuova natalità e mortalità (i funerali superano di gran lunga i battesimi) e l'endemica carenza lavorativa che costringe intere generazioni all'esodo. Non di rado vanno via anche interi nuclei familiari per carenza di servizi e di stimoli esistenziali.

La situazione sembra essere senza via di uscita, ma così non è!

Chiunque possieda una qualche competenza in ordine a discipline quali la sociologia o, meglio, la geografia sociale, potrebbe agevolmente allargare il suo orizzonte di vedute ben al di là dello status quo, proiettando la sua mente in un futuro non molto lontano, analizzando comparativamente le dinamiche evolutive dei paesi e quelle delle nostre metropoli (ivi comprese le città non densissimamente popolate).

Ed ecco che d'improvviso il quadro delle possibilità si amplia a dismisura sovvertendo le previsioni a vantaggio dei piccoli paesi.

MI SPIEGO IN POCHE BATTUTE.

Osservando le città italiane, il primo dato che immediatamente si palesa è la rapida degenerazione delle condizioni ambientali, a cominciare dalla qualità dell'aria: l'inquinamento non soltanto non calerà, ma con l'inurbamento costante ancora in atto è destinato ad aggravarsi. Non trascorrerà molto tempo che si comincerà, dapprima nelle metropoli, a boccheggiare come pesci in acque carenti di ossigeno. Il dilagare di criminalità, spicciola ed organizzata, già è oggi motivo di grande tensione nelle città, a fronte dei paesi nei quali essa si palesa soltanto in rare occasioni. La richiesta di unità abitative si farà sempre più pressante, per la qual cosa i prezzi, già altissimi, schizzeranno ulteriormente alle stelle: non basterà una vita intera di lavoro per acquistare una casa. Gli alti costi connessi alla sopravvivenza, accanto all'alienazione vissuta dalle fasce di popolazione più disagiata, renderanno la situazione ancora, se possibile, più esplosiva. Le città, in definitiva, sono già caotici formicai di persone che vivono magari in periferie degradate e che non godono di una qualità di vita a misura d'uomo.

Se così sarà, ed è verosimile che quanto detto accada, ecco che il rifugio naturale di molta gente saranno proprio i paesi, i quali, con tutte le loro problematiche attuali, presentano più vantaggi che svantaggi. Con l'afflusso di nuove persone le potenzialità lavorative, in ordine soprattutto al commercio ed ai servizi, dovrebbero amplificarsi; l'artigianato, che oggi non garantisce un reddito sufficiente, potrebbe anche riprendersi; l'agricoltura a chilometro zero e di alta qualità potrebbe diventare fonte di reddito rilevante e, laddove si conducano accorte politiche di sviluppo, ovviamente nel rispetto dell'ambiente, anche le zone PIP e le Aree Industriali locali potrebbero riprendersi. Tutto questo è subordinato ad un miglioramento della viabilità complessiva e ad altri fattori che dipendono esclusivamente dalla volontà costruttiva di quanti risiedono nelle nostre zone. In sostanza dipende da quanto saremo in grado di fare direttamente, approfittando di misure per lo sviluppo in ragione non solo dell'interesse dei singoli ma soprattutto dell'intera collettività. Per dirla con un bel verso di una canzone sicula: «Tu ti lamenti, ma che ti lamenti! Pigghia lu bastuni e tira fori li denti!». Naturalmente si tratta del metaforico "bastone" dell'impegno personale al quale nessuno deve sottrarsi, ognuno nel proprio ambito e per le proprie competenze. Quanto a dire che la rassegnazione è un lusso che nessuno di noi, impegnato o non che sia in politica, può più permettersi. Peraltro segnali in tal senso già ci sono: laddove, ad esempio, vada in porto il progetto di Alta Capacità Ferroviaria è probabilissimo che le aree industriali diventino molto più attrattive per la nascita di nuove attività.

Di più non aggiungiamo, per ora, anche perché, laddove esponessimo tutte le nostre idee, il messaggio, in piena campagna elettorale in taluni paesi dell'Alta Irpinia, potrebbe essere frainteso. Ma da quella scadenza in poi torneremo su tale argomento presentando studi e progetti, che porremo a disposizione di tutti on line.

Lo scenario sopra descritto è probabile, più che possibile, pertanto LUPUS IN FABULA, la cui vocazione è la promozione umana e territoriale, di ogni persona abitante nella nostra terra e di ogni territorio compreso nell'Irpinia, non mancherà mai di fornire supporto e sostegno a quanti profondono il loro impegno, al di là di collocazioni partitiche o amministrative, per il bene complessivo delle nostre comunità!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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