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raccoltabisaccia

Sono trascorsi un paio di anni da quando il Consigliere comunale Giuseppe Ciani, nel corso di una nostra intervista pubblicata il 18.07.2014, dichiarò in merito alla raccolta differenziata, essendo stato investito dal nuovo sindaco Marcello Arminio della spinosa questione della gestione dei rifiuti solidi urbani: «Ci stiamo fermamente impegnando perché la raccolta differenziata diventi un nostro punto di forza, migliorandola qualitativamente e quantitativamente». Un paio di anni or sono si stavano muovendo ancora i primi passi, ma evidentemente quelli fondamentali, perché già nel 2015 Bisaccia ha ricevuto il riconoscimento di Legambiente per l’alta percentuale differenziata conferita, migliorando addirittura nell’anno in corso tale trend e portandosi al quarto posto nella Provincia di Avellino. A quel che appare evidente, le parole di Ciani non sono state scritte sull’acqua e conservate nel vento, ma impresse nell’impegno quotidiano tanto degli operatori ecologici quanto soprattutto della popolazione di Bisaccia, a cui è stata di nuovo conferita l’attestazione di merito di Legambiente. Per la qual cosa l’intera Amministrazione guidata da Marcello Arminio ha inteso affidare ad un manifesto pubblico il ringraziamento a tutti i cittadini bisaccesi. Il sindaco si è detto orgoglioso dei suoi concittadini, che hanno dimostrato con i fatti un altissimo grado di civiltà e di sensibilità ambientale.

cianitavolo

GIUSEPPE CIANI

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CAGNOLINI

Sarà perché, essendo noialtri LUPUS IN FABULA, abbiamo una particolare predilezione per i nostri piccoli affini, ma, a vederli in foto, ci chiediamo come si possa evitare di innamorarsene. Si offrono all'obiettivo l'uno con sospetto, l'altro con sconcerto, due con distinta indifferenza: ma ciò che li accomuna è una fragilità che fa veramente tenerezza. Non hanno ancora un nome, ma siamo convinti che presto troveranno il loro amico del cuore che glie ne darà uno. Si trovano a Bisaccia e cercano una famiglia della quale esser parte integrante. Ci auguriamo siano adottati alla svelta da persone che li amino.

Per informazioni mandare un messaggio sul profilo facebook dell'amica Paola Spatola. Questo il link.

www.facebook.com/paola.spatola.5?fref=ts

Altrimenti si può contattare LUPUS IN FABULA alla nostra e-mail. Faremo volentieri da tramite.

cagnolini1

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VENGELO

E disse loro: «Perché dormite?» (Luca 22,46). 

Molto spesso mi accade di interloquire con amici preda della disillusione, della demotivazione e dell'assenza di stimoli esistenziali tipici dell'epoca nostra. Cadono in una sorta di sonno psichico, di catatonia spirituale, e spesso anche materiale, che, di fatto, li depriva della partecipazione attiva al divenire della loro stessa vita, abbandonata alla corrente della casualità. Depressione: questo è il termine scientifico di una patologia generata dal modo di percepire la realtà e non da agenti patogeni (tranne che in qualche caso di squilibri ormonali o epatici etc.). Forse è vero che nulla è per caso e che la vicenda dei singoli sia una storia già scritta sul libro del destino: ma ciò che ci rende diversi, talvolta anche grandi, è la volontà di lottare contro l'ineluttabilità degli eventi.

Ben lo si comprende più che dalla domanda che Gesù rivolse agli Apostoli, «Perché dormite?», dal contesto particolare nel quale esse parole furono pronunciate, ovvero nell'Orto del Getsemani, a pochi minuti dalla cattura ed immediatamente prima che il Cristo subisse le sofferenze atroci alle quali fu sottoposto. Sapeva a cosa andava incontro e nonostante questo non cadde nel sonno catatonico indotto dalla disperazione, ma restò sveglio, ammonendo anche i suoi seguaci, per estensione, a non cedere al sonno.

La lezione che ho appreso da queste due semplici parole è la seguente: quanto tutto sembra remare contro di noi, quando non sopportiamo nulla e men che meno noi stessi, quando l'odio cieco si rivolge contro la nostra persona, non bisogna dormire, ma reagire psicologicamente fino all'ultimo istante della nostra esistenza.

Svegliarsi alla realtà guardandola negli occhi costituisce di per sè il primo passo per la "guarigione"!

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VENGELO

E disse loro: «Perché dormite?» (Luca 22,46). 

Molto spesso mi accade di interloquire con amici preda della disillusione, della demotivazione e dell'assenza di stimoli esistenziali tipici dell'epoca nostra. Cadono in una sorta di sonno psichico, di catatonia spirituale, e spesso anche materiale, che, di fatto, li depriva della partecipazione attiva al divenire della loro stessa vita, abbandonata alla corrente della casualità. Depressione: questo è il termine scientico di una patologia generata dal modo di percepire la realtà e non da agenti patogeni (tranne che in quale caso di squilibri ormonali e epatici etc.). Forse è vero che nulla è per caso e che la vicenda dei singoli sia una storia già scritta sul libro del destino: ma ciò che ci rende diversi, talvolta anche grandi, è la volontà di lottare contro l'ineluttabilità degli eventi.

Ben lo si comprende più che dalla domanda che Gesù rivolse agli Apostoli, «Perché dormite?», dal contesto particolare nel quale esse parole furono pronunciate, ovvero nell'Orto del Getsemani, a pochi minuti dalla cattura ed immediatamente prima che il Cristo subisse le sofferenze atroci alle quali fu sottoposto. Sapeva a cosa andava incontro e nonostante questo non cadde nel sonno catatonico indotto dalla disperazione, ma restò sveglio, ammonendo anche i suoi seguaci, per estensione, a non cedere al sonno.

La lezione che ho appreso da queste due semplici parole è la seguente: quanto tutto sembra remare contro di noi, quando non sopportiamo nulla e men che meno noi stessi, quando l'odio cieco si rivolge contro la nostra persona, non bisogna dormire, ma reagire psicologicamente fino all'ultimo istante della nostra esistenza.

Svegliarsi alla realtà guardandola negli occhi costituisce di per sè il primo passo per la "guarigione"!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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