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Correva l'ormai lontano 1957, vigilia di un boom economico che di fatto avrebbe portato benessere soltanto in una parte dell'Italia, il Nord, lasciando ancora per qualche lustro le zone meridionali nel disagio economico, ove non nella vera e propria indigenza. Anche a Lacedonia le famiglie erano ricche soltanto d'innumerabile prole: molti figli, nell'ambito della società patriarcale e della cultura contadina, costituivano una garanzia di sopravvivenza familiare. Ma quel tipo di organizzazione sociale era ormai sul punto di esalare i suoi ultimi respiri, soprattutto perché i giovani erano più che mai intenzionati a rompere i ceppi che li tenevano avvinti ad una terra madre abbastanza avara di opportunità esistenziali. Anche la famiglia Pagnotta, per intenderci quella dell'indimenticabile vigile urbano Filippo, contava ben dodici figli. La maggior parte di loro, proprio sessanta anni or sono, decise di fare i bagagli e partire per cercare fortuna in un ignoto altrove. Se ne andarono di casa Giuseppe, Graziella, Rocco, Michele, Umberto, Maria, Lucia e Angela. Ma non scelsero il nord-ovest dell'Italia, soprattutto Torino, e neppure la Svizzera, che all'epoca costituivano le mete più gettonate dai Lacedoniesi, ma si trasferirono in Francia, nella Borgogna celebre per i suoi vini. E proprio nel comparto della viticoltura cominciarono a lavorare, affrontando gli enormi sacrifici e le difficoltà tipiche di ogni emigrante. Tuttavia oggi proprio il vino offre loro prosperità ed il "Vino Pagnotta" è addirittura sbarcato negli Stati Uniti. Ma il sangue, per determinate famiglie, non è acqua e, per quanto possa trascorrere il tempo, i legami familiari e quelli relativi alla terra d'origine restano intatti. E in tal modo, per iniziativa di Anna Marina Pagnotta, nata e vissuta in Francia e titolare del ristorante La Comedie du Vin, parte del ramo italiano e di quello francese della famiglia si sono riuniti in Francia, a Beaune, presso il ristorante di cui sopra. Quasi ottanta persone appartenenti a tre generazioni si sono strette in un metaforico abbraccio trascorrendo una giornata meravigliosa. Alla fine si sono lasciate con una promessa: quella di tornare ad incontrarsi in Italia, nella loro Lacedonia, nel paese in cui tutti trovano le loro origini.

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CARABINIERI

Servizi a largo raggio finalizzati a prevenire reati predatori ed altre attività illecite sono stati predisposti dai Carabinieri in tutta l’Irpinia: è in pratica partito il piano “Pasqua sicura” programmato dal Comando Provinciale di Avellino.

Anche quest’anno è stato organizzato uno specifico piano di sicurezza per cittadini e turisti, con l’impiego di tutto il personale disponibile delle 68 Stazioni disseminate su tutta la provincia, dei Nuclei Radiomobili e del Nucleo Investigativo, oltre ad unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno: una serie di servizi straordinari con controlli a tappeto finalizzati a garantire sicurezza e rispetto della legalità che continueranno senza tregua fino alla notte del lunedì di “pasquetta”.

Centinaia di militari, con decine di Gazzelle e moto, impiegati, soprattutto nelle aree a maggiore criticità della provincia irpina, oltre alla prevenzione dei reati, anche alla sicurezza stradale sia sulle principali arterie che nei centri abitati, ancora troppo spesso teatri di gravi incidenti le cui conseguenze sono rese maggiormente triste dal fatto che il più delle volte risultano corollario del mancato rispetto alle norme del Codice della Strada.

Itinerari turistici, strade principali e secondarie saranno dunque presidiati in modo intensivo da Carabinieri in uniforme ed in abiti civili senza, peraltro, che questo impiego pregiudichi le altre ordinarie attività investigative e preventive.

Una vera e propria task force messa in atto dall’Arma irpina: oltre che alla velocità, rilevata con autovelox, le pattuglie dei Nuclei Radiomobili si concentreranno particolarmente sul tasso alcolemico degli automobilisti e dei centauri con l’ausilio di precursori ed etilometri, così da prevenire sinistri stradali.

Maggiori controlli e serrati monitoraggi saranno disposti verso le mete di maggiore attrazione.

Sotto la lente di ingrandimento dei Carabinieri ci saranno anche condomini ed abitazioni rimaste incustodite per gite fuori porta o vacanze fuori provincia.

Al riguardo, si sensibilizzano i cittadini a segnalare tempestivamente al “112”, Numero Unico Europeo per le Emergenze, situazioni inconsuete che provengano da appartamenti vicini al proprio, soprattutto quando si è a conoscenza che gli occupanti si trovano in vacanza.

In sintesi, a dimostrazione che l’attività di vigilanza e prevenzione non conosce soste e che proprio in concomitanza di determinate ricorrenze viene intensificata e potenziata, i militari dell’Arma dell’intera provincia vigileranno sulla sicurezza di tutti per assicurare che le festività pasquali possano essere godute serenamente.

È dall’inizio dell’anno che l’Arma ha intensificato i servizi in Irpinia con un considerevole aumento di controlli rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche con l’ausilio di unità speciali, come quelle cinofile. Infatti ben 33.709 sono stati i controlli effettuati (+15,5 %) durante i quali si è proceduto al controllo di 41.002 persone e 32.348 veicoli.

Stanchezza, distrazione e mancato rispetto delle regole si traducono in comportamenti che mettono in pericolo la vita di molti automobilisti e dei loro familiari. Basta poco per evitare pericoli, incidenti e disgrazie: prudenza, guidare solo si è nelle idonee condizioni psico-fisiche, rispettare il Codice della Strada.

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Da sinistra l'Ispettore Capo Antonio ABBONDANDOLO, l'Ispettore Capo Gerardo LEONE, l'Assistente Capo Salvatore PAVESE, i premiati, con l'Assistente Capo Maria GRECO, che è stata la speaker della cerimonia di premiazione

Non è certamente da tutti sfidare consapevolmente la morte, porre a rischio la propria vita in ottemperanza ad un potente senso del dovere che somiglia molto ad un imperativo categorico kantiano, o ancora sacrificare se stessi per quel senso di giustizia e di umana solidarietà che spinge la miglior parte degli appartenenti alle forze dell'ordine ad indossare una uniforme, cosa non affatto agevole o facile. No! Non è da tutti! Ma senza dubbio è da uomini veri, vieppiù se in divisa (e con la parola "uomini" intendo tutti gli agenti, senza distinzione di genere). Penso che la definizione di essere umano che percorre il suo sentiero esistenziale nell'onestà, nell'abnegazione, in definitiva nell'impegno per la costante tutela delle leggi e dell'incolumità pubblica e privata, costituisca il miglior complimento che io possa rivolgere a qualcuno. E volentieri oggi lo indirizzo innanzitutto ad un amico d'infanzia, l'Ispettore Capo Gerardo LEONE, e ai suoi colleghi che non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente, ovvero l'Ispettore Capo Antonio ABBONDANDOLO e l'Assistente Capo Salvatore PAVESE, i quali si sono resi protagonisti di un atto, a mio giudizio, di autentico eroismo, al punto da meritare in premio un Encomio, conferitorgli nella giornata di ieri, Festa della Polizia di Stato. I tre poliziotti hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento dalle mani del Prefetto di Avellino, dott. Carlo Sessa, alla presenza del Questore, dott. Luigi Botte, oltre che di tutti i dirigenti degli eterogenei commissariati localizzati nella nostra Provincia. Onore al merito, dunque, in considerazione soprattutto della delicatezza dell'intervento effettuato, consistito nell'affrontare un uomo armato ed estremamente pericoloso, perché affetto da problemi psichici, riuscendo a disarmarlo e a renderlo inoffensivo senza per questo nuocergli. Nei fatti hanno salvato le persone che costui minacciava e contemporaneamente lo hanno salvato da se stesso. E non mi pare cosa di poco conto. Per quel che concerne la Festa della Polizia, nell'anno in corso ad Avellino è stata particolarmente suggestiva, considerata la presenza di innumerevoli illustri ospiti, tra i quali occorre menzionare l'attore Cesare Bocci, particolarmente conosciuto per il ruolo di primaria importanza sostenuto negli episodi della serie televisiva Il Commissario Montalbano. Peraltro mi sono trovato ad assistere all'invito rivoltogli, presso il Teatro Comunale di Lacedonia, per voce del Vicequestore dott. Rafaniello, comandante presso il Commissariato di S. Angelo Dei Lombardi, e con somma soddisfazione ho appreso che egli lo ha accettato da vero galantuomo quale è. Quindi si sono esibiti la soprano Eleonora Arpaise, e gli attori Maria Basile ed Edoardo Scarpetta. La presentazione è stata affidata ad Ermelinda Sarno.

Naturalmente esprimo la mia personale grandissima soddisfazione per l'amico Gerardo Leone, che conosco da oltre mezzo secolo: siamo infatti nati in case situate a pochi metri di distanza.

Complimenti a tutta la Polizia di Stato della Provincia di Avellino!

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L'Ispettore Capo Gerardo LEONE

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Un momento della premiazione

 

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Rosetta Di Geronimo nel corso di un incontro istituzionale all'epoca dell'Amministrazione presieduta da Gerardo Palladino

Quanti amici, in età non certo avanzata, dovremo ancora salutare prima del tempo? Quanti amici dovranno ancora patire le sofferenze derivanti da patologie innominabili che raramente lasciano scampo?

Anche Rosetta è transitata ad altra dimensione in maniera molto, ma molto prematura. Se n'è andata così come è sempre vissuta: a testa alta, con grandissima dignità! Non aveva voluto che circolasse notizia del suo male, con il quale combatteva coraggiosamente da oltre tre anni, e del quale neppure i suoi parenti più stretti sapevano nulla, ad eccezione del marito Pinuccio e dei figli Rocco e Giancarlo, che l'hanno accompagnata lungo il sofferto percorso del suo personale calvario fatto di operazioni chirurgiche, chemioterapie e, da ultimo, persino la sperimentazione del "metodo Di Bella", per non lasciare nulla di intentato. Non voleva assolutamente che giungesse voce a sua madre, che ella non intendeva far soffrire: sapeva bene che se una sola persona lo avesse saputo all'esterno del suo ristretto nucleo familiare, la brutta nuova si sarebbe immediatamente sparsa a macchia d'olio. E non era nemmeno persona che indulgeva all'autocommiserazione o che cercava l'altrui compassione, dalla quale anzi rifuggiva decisamente, perché era dotata di una combattività e di un coraggio che ha dimostrato con i fatti fino agli ultimi istanti della sua vita.

Di fronte a queste tragedie le parole non servono a nulla, è vero, ma è altrettanto vero che va dato onore al merito. Rosetta Di Geronimo è stata la protagonista di una storia calcistica durata per quasi cinque lustri, un quarto di secolo speso a pro di eterogenee generazioni di calciatori in erba, che ella curava già dalla categoria dei "Primi Calci", guidandoli in un percorso di formazione atletica, ma anche umana, nelle categorie superiori, da quella dei "Pulcini", degli "Esordienti" e dei "Giovanissimi" in poi. Tre anni or sono ha improvvisamente interrotto le attività: soltanto oggi si comprende per quale motivo sia stata costretta a farlo.

È da dire che era dotata di una straordinaria capacità logistica ed organizzativa: era capace di creare eventi calcistici in grado di portare centinaia di bambini sul campo di Lacedonia, provvedendo persino alla ristorazione dei piccoli e degli accompagnatori. Chapeau, cara Rosetta! Una stima, quella che io ho sempre nutrito nei suoi confronti, che moltissime volte le ho manifestato di persona e che è da estendersi a Pinuccio, un marito e padre esemplare che l'ha sempre affiancata ed aiutata, e ai figli, che non mancavano mai di offrirle il proprio apporto.

Dei suoi eventi restano tantissime foto, nelle quali, però, molto raramente Rosetta compare, poiché non amava affatto porsi al centro dell'attenzione o davanti agli obiettivi fotografici.

Ma, se pure ella lascia poche immagini stampate su carta fotografica, una cosa è certa: il ricordo di quanto ha fatto non sbiadirà, soprattutto in quelli che un tempo erano bambini affidati alle sue cure di solerte Presidentessa della scuola calcio più longeva nella storia del nostro paese.

Porgo i sensi del mio personale cordoglio e della mia compartecipazione sentita al dolore innanzitutto alla madre, al consorte e caro amico Pinuccio, ai figli Rocco e Giancarlo, e al fratello e caro amico Tommaso, oltre che a tutti gli altri congiunti ai vari gradi. 

PS Mi è stato confidato che aveva manifestato l'intenzione , se il tumore le avesse dato una qualche tregua o se fosse riuscita a sconfiggerlo, di fondare una squadra di Calcio a Cinque Femminile: sono certo che avrebbe tenuto fede a quanto detto, perché nulla era in grado di frapporsi tra lei e le sue decisioni!

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Rosetta Di Geronimo sullo sfondo nei pressi dello spogliatoio

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Rosetta Di Geronimo a destra nella foto

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Rosetta Di Geronimo sullo sfondo in panchina

 

Le foto sono state fornite da un genitore grato a Rosetta per aver avuto calcisticamente cura dei suoi figli.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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