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Sembrerà strano, ma il fumo promanante dagli incendi boschivi del Vesuvio è giunto anche su Lacedonia. Infatti la coltre non ha toccato Napoli, ma in virtù del vento si è riversata sulla provincia di Avellino, giungendo anche con cenere sul capoluogo, per poi espandersi sul resto del territorio provinciale. Sull'Irpinia orientale all'atto c'è soltanto un sentore di bruciato che promana da una sorta di lieve nebbiolina. Intanto la Regione ha promulgato l'allarme incendi. Di seguito il comunicato redatto dal Cap. Michele Caponigro, nella sua duplice veste di Comandante della Polizia Municipale di Lacedonia e di responsabile della Protezione Civile locale. Contiene la normativa alla quale bisogna attenersi, a mio parere soprattutto in nome di un principio di civiltà, ma per quanti sono refrattari a tali concetti, almeno per evitare le sacrosante sanzioni previste dalla legge.

Si informa la cittadinanza che la Regione Campania con Decreto Dirigenziale n. 33 del 4/7/2017 e pubblicato sul BURC n.55 del 10/7/2017 ha dichiarato “lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi sull’intero territorio della Regione Campania dal 4 luglio al 30 settembre 2017” disponendo, per lo stesso periodo, in ragione della legge n. 116 dell’11 agosto 2014, il divieto assoluto di bruciatura di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all’esercizio delle attività nei terreni agricoli, anche se incolti, degli orti, parchi e giardini pubblici e privati, nonché la combustione di residui vegetali forestali.

Sanzioni: La violazione è punita a norma della Legge n. 323/2000 (“Legge-quadro in materia di incendi boschivi”) nel modo seguente: 1. Violazione del divieto di bruciare vegetali e residui, art. 10 comma 6 Legge n. 323/2000: sanzione amministrativa da € 1.032,91 a € 10.329,14. Sanzioni raddoppiate nel caso in cui il responsabile appartenga a una delle categorie descritte all’articolo 7, commi 3 e 6 (pubblici ufficiali o personale stagionale antincendio). 2. In caso di incendio connesso al bruciamento dei residui vegetali: Art. 423 codice penale (Incendio) (“1. Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni. La disposizione precedente si applica anche nel caso d’incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica).

Lacedonia, 10/07/2017

Il Comandante la PM

Cap. Michele Caponigro

 

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gianni

Gianni Caggiano, al centro nella foto

Gianni è transitato stanotte ad altra dimensione. Una feroce malattia non gli ha lasciato purtroppo alcuno scampo, per quanto egli l'abbia combattuta a testa alta fino alla fine. Un'altra bravissima persona se ne va in maniera troppo prematura, poco più che cinquantenne, lasciando nello sconforto innanzitutto i familiari, ma anche una foltissima schiera di amici ed estimatori. Ad accoglierne il feretro, sotto casa sua, una folla di giovani calciatori e di amici sportivi di lunga data, a testimonianza del grande affetto del quale egli era fatto segno: aveva militato nella U.S. Lacedonia e quindi, per moltissimi anni, ne era stato il Mister. E c'erano anche i suoi compagni di battaglie politiche, altra grande passione di Gianni, che per diverse legislature aveva rivestito il ruolo di consigliere comunale e di assessore.

Una vera tragedia che impone un rispettoso e dolente silenzio: poche parole soltanto per farmi interprete del comune cordoglio e della vicinanza di tutta la popolazione alla famiglia colpita da un dramma di così immane portata.

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RAZZISMO

A quanti, come me, ritengono che esista un obbligo etico di offrire il proprio spassionato aiuto a chi ha bisogno, quello connesso all'attribuzione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia, in grazia del principio dello ius soli, è un confronto dialettico che non entusiasma affatto, soprattutto perché sta svelando tendenze xenofobe radicate nella nostra società, cosa che non ci rende affatto onore, specialmente in considerazione dei nostri precedenti storici (leggi razziali e persecuzioni varie, stragi compiute in Abissinia con l'uso di gas letali etc.). Non voglio parlare di razzismo, ma di paura dell'alterità senza dubbio. 

Per quel che mi concerne vorrei evidenziare una indubitabile realtà: i poveri e i bisognosi non hanno nazionalità alcuna in qual si voglia Stato del mondo. A che cosa serve "essere italiani" se il legislatore ti snobba nel caso tu non abbia di che provvedere ai tuoi bisogni quotidiani? In realtà il ricco trova parenti anche tra gli sconosciuti, mentre il povero trova sconosciuti anche tra i parenti. Non credo che qualcuno avrebbe qualcosa da ridire se un miliardario africano o asiatico chiedesse la nostra cittadinanza. Quella tra ricchi e poveri è la sola differenza tra gli esseri umani che abbia un qualche senso. Io sono fiero di essere italiano soprattutto perché sono convinto che la grandissima maggioranza degli italiani abbia un grande cuore, un cuore capace di accogliere, ed uno sguardo molto più affinato a cercare affinità piuttosto che differenze tra persone di eterogenee provenienze geografiche.

Per quanto mi concerne, rispetto, come mio solito, ogni opinione, soprattutto quelle differenti dalla mia, ma credo che nessuno possa avanzare la pretesa di indurmi ad astenermi dal prestare il poco aiuto che posso offrire a chi ha bisogno: lo ripeto, italiano o non che sia. Tutto ciò che non si è disposti a donare non lo possediamo ma ci possiede. Io non ho beni materiali, ma soltanto immateriali: un po' di cultura, la capacità di trasmettere la conoscenza della nostra amata lingua, e questo posso donare, soprattutto perché non uso identificarmi con quello che so, ma soltanto con ciò che realmente sono: homo sum, humani nihil a me alienum puto! L'esperienza della Scuola permanente e gratuita di Italiano e Cultura Giurdica di base per Stranieri continua! Il centro per il sostegno e l'orientamento a studenti italiani è sempre attivo!

AVANTI TUTTA SULLA STRADA DELLA SOLIDARIETÀ UMANA!

RAZZISMO1

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castello

Mercoledì 14 del corrente mese di giugno, con inizio alle ore 18.00, presso il Castello Baronale di Monteverde si terrà un importantissimo incontro pubblico tra i Comuni aderenti al Contratto di Lago "Diga S. Pietro", ovverossia Monteverde, Aquilonia, Bisaccia e Lacedonia, vertente sui contenuti della Delibera Regionale 222/2017, i quali, verosimilmente, saranno illustrati in quella sede alle popolazioni interessate. Intereverranno i Sindaci di tutti e quattro i paesi sopra citati e, a seguire, Padre Angelo Palumbo, Presidente della Fondazione "Insieme per ...", ovverossia l'Ente che organizza "Il Grande Spettacolo dell'Acqua", l'On. Maurizio Petracca, Presidente della Commissione Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse comunitarie e statali per lo sviluppo della Regione Campania, e, dulcis in fundo, la Dott.ssa Serena Angioli, Assessore Regionale ai Fondi europei, alle Politiche Giovanili e alla Cooperazione Europea.

Qui sotto è possibile scaricare la locandina in formato pdf.

SCARICA LA LOCANDINA IN PDF

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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