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Il Leghiste e il suo avvicato Zuzù

A seguito di accuratissime indagini, finalmente è stato risolto il giallo del galletto scomparso da Lacedonia circa dieci giorni or sono. L’epilogo, purtroppo, presenta decise connotazioni noir. Questi i fatti. Un galletto, capo del pollaio di proprietà di Rocco Pagnotta - sì, proprio quel Rocco!, per intenderci quello che quando tirava il calcio ad un pallone presso il campo sportivo lo mandava talmente in alto che finiva per scendere dopo un quarto d’ora e per giunta ricoperto di neve e ghiaccio – era diventato l’incubo notturno, ma anche diurno, dei domiciliati nelle vie Galilei e De Sanctis. Infatti rompeva i … scassava le …, insomma incrinava i timpani con il suo canto acuto in orari nei quali di solito si dorme. Nel corso delle indagini, svolte in maniera congiunta da una task force internazionale formata dallo special agent americano della CIA (Agricultural Intervention Commission) Gerry McCallon e dal suo collega francese, l’ispettore della Gendarmerie agricole Gerard Tumeòn, sono emerse eterogenee piste, tutte molto verosimili. In prima istanza i sospetti si sono concentrati su Antonio Pagnotta, detto Il Leghista, fratello del proprietario, il quale più volte aveva salvato i suoi galletti dalle mire del congiunto.

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McCallon

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Tumeon

Ma questi, senza colpo ferire, ha dato mandato al principe del foro, l’avvocato Mario Megliola detto Zuzù e per antonomasia impossibile da fregare, di difenderlo da ogni tipo di accusa. Nei fatti la difesa si è fondata su una sostanziale assenza di prove schiaccianti dimostrata ampiamente, stante però la presenza di innumerevoli indizi che tuttavia non hanno potuto condurre ad una incriminazione ufficiale per gallicidio. A questo puto un primo colpo di scena. È spuntato fuori dal nulla un testimone, Ciro D’Agostino detto Yanez de Gomera, che ha dichiarato di aver raccolto per caso una esternazione di un ignoto poi identificato in Mimmo Quatrale, che quando viene a lacedonia abita in via De Sanctis, il quale avrebbe minacciato di torcere il collo al pennuto che con il suo insistente canto non lo lasciava dormire. Ma anche la “pista bergamasca”, visto che Mimmo vive usualmente a Bergamo, ma quella Alta però, si è rivelata essere un vicolo cieco, anche se è stato possibile accertare che in gran segreto i residenti delle sue strade si erano riuniti più volte pronunciando una fatwa, ovvero una condanna, nei confronti del gallo scassamarroni. 

A questo punto è subentrato un nuovo testimone, Mimmo Patanella detto Scolett, che ha aperto di fatto la «pista agricola». Insieme al figlio avrebbe visto di spalle una persona che «dalla conformazione del cozzetto sembrava essere una cozza agricola». Anche tale indicazione è però caduta nel vuoto.

Arenatesi le indagini, nuovo colpo di scena posto in essere dalla difesa del Leghista, che aveva annunciato l’intenzione di inserire nel team l’avvocato Fierro, altrimenti detto «nega tutto, anche l’evidenza!». Mail re dei negatori non ha accettato, ragion per la quale l’avvocato Zuzù ha fatto in modo di aprire un nuovo fronte di indagini puntando l’indice su Mario Pandiscia detto Sandokan e Antonio Mercadante detto Vasco, quindi da non confondersi con Cumbandonio che non c’entra nulla perché di galletti ne ha a volontà nella sua masseria. La «pista ligure» si era presentata promettente perché i due avevano divorato un gallo al forno pochi giorni prima, il quale, secondo fonti molto attendibili, era bello duro e ruspante, oltre che sostanzioso, Incalzato dalle domande dell’avv. Zuzù, che gli chiedeva se il gallo fosse canterino, Sandokan ha smontato le teorie accusatorie con una semplice esternazione: «Saccj sti cazz’ s’ candav!».

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La pista ligure: Mario Pandiscia detto Sandokan (a destra) e Antonio Mercadante detto Vasco

Le indagini finiscono di nuovo nel pantano fino a quando non si vede che è giunto a Lacedonia Antonello Cocozzello detto Lupin.

L’alibi che presenta è però inattaccabile, perché nei giorni della sparizione si trovava in Salento e poi ormai è andato in pensione da un pezzo.

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Antonello Cocozzello detto Lupin

La sola chance offerta agli investigatori ormai era una confessione di un o degli implicati. Come per miracolo, è proprio il caso di dirlo, essa c’è stata. Travestitosi da prete, Gerry McCallon ha confessato Peppino Libertazzi detto Sabbatuccio, che come è noto si confessa spesso e che quindi costituiva l’anello debole della catena di omertà.

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Sabbatuccio e Chicchietto

Ecco come sono dunque andate effettivamente le cose. Caduto in profondo stato di depressione, afflitto dallo stress di essere al centro di tante attenzioni e ormai stanco di ascoltare per anni le cazzate dei lacedoniesi, e prima di tutto le mie, il galletto non ha retto e si è suicidato lanciandosi sulle punte acuminate di un rastrello. Qui è subentrato il Leghista che, con Sabbatuccio e Chicchietto, ha pensato di assolvere ad un dovere pietoso offrendogli degna sepoltura. Si sono messi a cercare un posto adeguato, ma non avendolo trovato, hanno deciso di seppellirlo nei loro stomaci, mentre le onoranze funebri sono state ufficiate dallo chef Enzo La Stella.

Questa spiegazione, tuttavia, non basta all’accusa, che pure avendo creduto alla storia del suicidio, intende incriminare i tre per «occultamento di cadavere aviario». Sembra che saranno rinviati a giudizio e che il processo, nel quale si costituirà parte civile anche Francesco Amadori, si terrà il prossimo anno, sempre a Lacedonia e sempre in Agosto, quando il sole cocente ci predispone molto di più ad esternare immani fesserie.

Un’ultima precisazione: che diavolo c’entrava con il galletto scomparso il “mezzo agnello vivo”? Proprio un bel niente: ma alla fiera delle tante cazzate sparate ci faceva la sua bella figura!

THE END, MAYBE!

 

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scolertta

Mimmo Patanella detto Scoletta

Il caso si complica. Spunta un nuovo testimone oculare, Mimmo Patanella detto Scoletta (si pronuncia con la sc di sci), il quale sostiene di aver visto, anche se solo di schiena, un individuo inquietante che portava un galletto somigliante a quello scomparso per i piedi. Pur non essendo stato in grado di fornire un identikit preciso, il testimone sostiene che dalla conformazione posteriore del cranio la persona che ha visto potrebbe essere una "cozza agricola", nel qual caso l'occhio del detective McCallon sarebbe facilitato nella scoperta, perché egli di cozze agricole se ne intende, facendo parte della CIA, che è l'organo di intelligence dei "forensi" (non i penalisti che operano nel foro, ma quelli che vivono fuori porta, in campagna appunto).

Ci tocca, per dovere di cronaca, segnalare il ritrovamento di un galletto occultato in un forno, oggetto di un goffo tentativo di occultamento sotto un cumulo di patate. Volevano forse farlo sparire bruciandolo? Forse avevamo ragione parlando di "lupara bianca"? Peraltro era stato spogliato del suo piumaggio perché non venisse riconosciuto da qualcuno e presentava un colorito bruno, come se fosse stato arrostito. Ma McCallon non è caduto nella trappola e ha prima posto sotto sequestro l'animale, stando attento a non sporcarsi di olio, e quindi ha predisposto le analisi del DNA per accertare se si trattasse di quello ricercato. Purtroppo i marcatori genetici non corrispondevano e quindi a McCallon non è rimasto che riporre l'anonimo pollo, con tutte le patate, nell'archivio situato nel suo stomaco.

Presto nuovi aggiornamenti!

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L'ispettore McCallon, agente segreto con licenza di "magnare"!

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janez

Ciro D'Agostino detto Yanez

Nuovo colpo di scena nel misterioso caso della sparizione del galletto e del "mezzo agnello vivo" a Lacedonia. Il detective McCallon, il cui teorema iniziale è stato brillantemente demolito dall'avvocato Zuzù, ha ora a disposizione una nuova pista da seguire: la cosiddetta "pista bergamasca". Si è fatto avanti ieri in serata un nuovo testimone, Ciro D'Agostino detto Yanez, perché sodale di Mario Sandokan nelle cene dei pirati, il quale ha affermato di aver udito una persona, a lui però ignota, profferire minacce all'indirizzo del galletto, reo di rompere i cosiddetti a tutte le ore non lasciando riposare nessuno. Pur non avendo potuto fare nomi, il testimone ha reso una dettagliata descrizione della persona vista e udita in Via De Sanctis, ovvero a pochi passi dal luogo del rapimento, che da McCallon è stata definita Ignoto 45. Si tratterebbe di un uomo tra i 40 e i 45 anni di età, di altezza media, capelli radi, senza peli sulla lingua, che presentava un forte accento lacedoniese, con qualche parola bergamasca (Bergamo Alta, naturalmente). Da tale particolare il nuovo indizio è stato ribattezzato dagli inquirenti Pista Bergamasca.

Si riaffaccia dunque di nuovo l'ipotesi di una vendetta o di un regolamento di conti nei confronti del galletto "scassaombrelli". A tale proposito è venuta fuori una "teoria del complotto", con la quale si sostiene che il pennuto sia stato al centro di un summit tra bande di residenti esasperati delle vie De Sanctis e Galilei, ove il gallo ha il suo pollaio. Non esiste all'atto, però, nessuna prova che tale notizia non costituisca un depistaggio (c'entrano in qualche modo i servizi deviati di lontana memoria?) o che non sia frutto della fantasia dei complottisti che credono agli Ufo, sostengono che l'uomo non è mai stato sulla luna e che un gruppo di potenti della terra voglia creare un nuovo ordine mondiale. Il galletto è forse stato rapito per volontà del Gruppo Bilderberg, della Massoneria o degli Illuminati? Non lo sappiamo, ma la situazione si complica. Intanto il programma Chi l'ha visto ha lanciato un appello per il ritrovamento del pollo fornendone la descrizione, mentre il programma Chi l'ammuo ... ha sottolineato che esistono poche speranze di ritrovarlo vivo. Ancora  niente notizie neppure sulla sorte del "mezzo agnello vivo". Tutto lascia pensare che sia stato coinvolto nella vicenda senza colpa e suo malgrado. Quando ci saranno, forniremo tutti gli aggiornamenti sul caso!

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L'identikit di Ignoto 45

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L'avvocato principe del foro Mario Megliola detto Zuzù

Lo special agent della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) Gerry McCallon sembra puntare l'indice del sospetto proprio contro uno di quelli che avevano denunciato più vigorosamente la scomparsa del galletto e del "mezzo agnello vivo": Anthony Pagnotta detto il Leghista, provocandone le dure reazioni. Pagnotta innanzitutto ha dato del terùn all'investigatore e quindi ha dato mandato di curare i propri interessi al più grande principe del foro (non "r' for") di tutti i tempi, il celeberrimo avvocato Mario Megliola, meglio conosciuto come Zuzù, autore del famosissimo libretto rosso intitolato "I pensieri di Ma(ri)o Zuzùng".

Da noi interpellato mentre giocava a carte, l'avvocato ha dichiarato «Per vincere a scopa ci vogliono i sette, che rappresentano le prove, e soprattutto il sette di denari, che costituisce la prova regina, la pistola fumante. Senza sette non si vince a scopa e senza prove non si vincono i processi. Questo è il punto. Se McCallon vuole infastidire il mio cliente, tiri fuori le prove, che evidentemente non ha! Non sono state trovate piume tra la sua barba, segno che il galletto non l'ha ingoiato vivo e nè lana di agnello tra i suoi denti. Non ha sul corpo DNA aviario o ovino. Il testimone oculare non è in grado di esprimere certezze che si tratti di lui. Perciò fuori le prove o si proceda alla chiusura dell'indagine».

A quanto pare il leghista questa volta ha piazzato un colpo vincente! A Mario Zuzù non lo frega nessuno!

galletto modificato 1

Il galletto scomparso

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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