bullismo

Un recente sondaggio dell’organizzazione Save The Children evidenzia, per quel che concerne la diffusione del bullismo in ambito scolastico, numeri veramente allarmanti: tre studenti delle scuole superiori su cinque, su un campione di 2000 intervistati, hanno dichiarato di essere stati vittime di episodi di violenza verbale, fisica, di minacce o di comportamenti discriminatori. Si tratta di un dato realistico, laddove si consideri che spesso gli atti classificabili nella fattispecie del bullismo non emergono, perché magari non risultano essere eclatanti. Fatto sta, comunque, che il fenomeno è ben lungi dal suo annichilimento, ma di contro sembra subire un aumento direttamente proporzionale alla spersonalizzazione e all’alienazione che caratterizzano la società attuale. Le fasce di popolazione scolastica più a rischio, notoriamente, sono quelle che vivono la prima adolescenza, dagli 11 ai 13 anni (per quanto anche le scuole primarie non siano immuni da forme di aggressività delle quali sono portatori taluni bambini), ma, come detto, la fenomenologia è molto diffusa anche nelle scuole superiori. L’Istat certifica che uno studente su due è oggetto di bullismo e poiché in Italia il numero degli alunni, nell’anno scolastico in corso, è pari a 7.682.635, giungiamo alla stratosferica cifra di quasi tre milioni e mezzo di studenti che hanno subito prepotenze più o meno gravi, anche se, magari, per quanto riguarda la stragrande maggioranza degli episodi si tratta soltanto di comportamenti occasionali, essendo le “vittime abituali” per fortuna molte di meno. Tale considerazione non scalfisce per nulla, però, la gravità di quanto accade tra le mura scolastiche, perché se pure ci verificasse un solo caso all’anno, sarebbe sempre un episodio di troppo. La scuola è infatti uno dei luoghi nei quali la persona in età verde dovrebbe sentirsi più rassicurato, ove di sicuro non dovrebbe avvertire alcuna tensione derivante dalla percezione di una minaccia per la propria integrità fisica o per l’autostima o, ancora, per la percezione del sé, cosa ancor più grave ad una determinata età.

Chi scrive, anche nelle vesti di delegato regionale di un Ente morale, l’UNLA, che trova nella pedagogia e nella didattica i propri scopi sociali, naturalmente accanto alla educazione permanente e all’inclusione di tutti nei processi di acculturamento, non può che accogliere con grandissimo favore l’ennesima iniziativa contro il bullismo dell’IOS “F. De Sanctis” di Lacedonia (con il plessi di Monteverde e Aquilonia), guidato dall’ottima D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine.

@scuolasenzabulli, prevenzione per combattere bullismo e cyberbullismo: questi il titolo ed il sottotitolo del seminario che si terrà lunedì 13 del corrente mese di maggio, presso il Teatro comunale di Lacedonia, con inizio alle ore 11.00.

Importante: ai convenuti sarà rilasciato attestato di partecipazione!

Questo il programma:

SALUTI ISTITUZIONALI

Avv. Antonio DICONZA, Sindaco del Comune di Lacedonia,

Dott. Francesco RICCIARDI, Sindaco del Comune di Monteverde,

Prof.ssa Silvana Rita SOLIMINE Dirigente Scolastico dell’Istituto Omnicomprenslvo Statale «F.De Sanctis», plessi di Lacedonia, Aquilonia e Monteverde,

Dott. Domenico FALCO, Presidente del Corecom Campania,

Dott. Giovanni CORPORENTE, Dirigente del Corecom[1] Campania.

INTERVENTI

Dott.ssa Ivana NASTI, Direttore Servizio lspettivo, Registro e Corecom dell'Agcom.

Dott.ssa Isabel CARDELLICCHIO, Psicologa e Psicoterapeuta Familiare.

Personale Polizia Postale e delle Comunicazioni.

CONCLUSIONI

Dott.ssa Rosa D'AMELIO, Presidente del Consiglio Regionale della Campania.

 


[1]CORECOM: Comitato regionale per le Comunicazioni

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