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È ben strano che in un territorio nel quale l'agricoltura costituisce voce economica essenziale per la società, in considerazione del sostanziale fallimento o, almeno, del mancato decollo del sogno industriale post-sismico, non esistano Istituti Tecnici Agrari: nella nostra provincia, alquanto malandata in verità, a me consta che ce ne siano soltanto due: uno ad Avellino (che a me non pare zona particolarmente vocata a pratiche agricole di natura estensiva ed intensiva, stante una orografia alquanto frastagliata, con alte cime che incombono su strette vallate), l'altro a Taurasi. Francamente talvolta stento a comprendere la ratio di determinate scelte come quella di escludere l'Alta Irpinia, almeno fino ad oggi, dal circuito della istruzione superiore ad indirizzo tecnico agrario. Dunque non posso che accogliere con grandissimo favore la notizia che l'Istituto d'Istruzione Superiore "A. M. Maffucci" di Calitri ha finalmente ottenuto la possibilità di ampliare i propri indirizzi con quello dedicato alle "Produzioni e Trasformazioni in Agricoltura". Già dal prossimo anno scolastico l'Agrario sarà attivo e ciò vuol dire che gli studenti delle terze medie dell'anno in corso possono effettuare la loro iscrizione.

Sono certamente finiti i tempi della società patriarcale di carattere contadino, nei quali studiare significava soprattutto liberarsi dai ceppi della gleba, emanciparsi dalla schiavitù di terreni o di greggi ed armenti che rendevano poco o nulla a fronte di un faticosissimo lavoro di braccia. Oggi non esistono più contadini, se non qualcuno che coltiva il proprio orto per hobby, ma imprenditori agricoli chiamati a confrontarsi con un mercato globale in una sfida avvincente che può senza dubbio garantire un futuro dignitosissimo ai giovani. Tanto per cominciare, conseguito il diploma al termine dei canonici cinque anni, si diventa periti agrari, il che vuol dire che già è garantita l'entrata nel mondo del lavoro, ma è possibile comunque accedere ad ogni facoltà universitaria per chi volesse continuare gli studi. Nelle nostre campagne, oggi, non sono pochi i giovani che hanno scelto di lavorare i terreni di famiglia fidando soltanto su una conoscenza empirica delle attività da svolgere, dunque senza possibilità di crescere attraverso uno spirito d'innovazione che soltanto la scuola, dispensatrice di conoscenze, può offrire. Insomma anche l'agricoltura, accanto all'allevamento, per le nostre zone potrebbe costituire una risorsa molto più produttiva laddove accanto ai semi delle piante si gettassero anche quelli del sapere, perché concime migliore di questo non esiste.

I nostri più vivi complimenti a tutti i protagonisti di questa "conquista territoriale", a cominciare dalla dirigenza del "Maffucci", ovverossia il D. S. prof. Gerardo Vespucci e il DGSA dott. Mario Cipriano, a tutta la popolazione di Calitri, che omaggiamo nella persona del sindaco Michele Di Maio, e agli altri attori di una innovazione che gioverà a tutta questa parte d'Irpinia spesso dimenticata.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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