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Un futuro possibile per i giovani di Lacedonia, e in genere dell'Alta Irpinia, affidato al turismo nelle sue eterogenee estroflessioni: è forse soltanto una bella utopia? Il LUPO non lo crede affatto, come non lo reputa, con lungimirante visione, la D. S. dell'IOS "De Sanctis" di Lacedonia, prof.ssa Lucia Ranieri, con le prof.sse Cericola e Coscia, che stanno seguendo un progetto scuola - lavoro fondato proprio sulla costituzione di un'impresa simulata finalizzata all'utilizzo degli attrattori di zona a fini lavorativi.

Ieri una ulteriore tappa di tale percorso formativo, con conferenza frontale in aula, tenuta da un componente del comitato accademico dell'Università di Castel Sant'Angelo di Roma e formatore dell'UNLA, persona che colui il quale scrive ritiene di conoscere abbastanza.

Sotto i riflettori il patrimonio culturale di Lacedonia, notevolissimo quanto a mole ed importanza, che si declina in eterogenee forme che sarebbero sotto gli occhi di tutti, laddove si possegga un sistema visivo funzionante e una visione che in qualche modo precorra ed anticipi un futuro possibilissimo.

Nei fatti il solo agglomerato urbano è una vera miniera a cielo aperto (o semichiuso) di irresistibili richiami che potrebbero far confluire un ingente numero annuo di turisti. Il "Pozzo di Gerardiello", l'Addolorata di Santa Maria, i vestigi archeologici, quelli antropologici, che concernono il patrimonio immateriale, senza dimeticare l'agro, che potrebbe stimolare la crescita esponenziale di un turismo ambientale, con le grotte abitate fin dalla preistoria ed usate dai briganti. L'elenco, insomma, sarebbe lungo, ma le pietre, da sole, non parlano, e quindi c'è bisogno che qualcuno fornisca loro le corde vocali: i giovani, per l'appunto, i quali, se adeguatamente preparati, potrebbero riuscire a fare quello che noialtri non siamo riusciti a fare per intere generazioni: vincere la sfida contro il depauperamento antropico valorizzando il patrimonio ed attraendo turisti.

Prossime tappe del progetto: Aquilonia e Bisaccia.

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