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TEAT

Un personaggio che di teatro se ne intende per davvero, tal Gigi Proietti da Roma, ebbe a dire, in una occasione: «Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso». E come non concordare con tanto genio dei palcoscenici? Nei fatti i vocaboli finzione e falsità sono soltanto in apparenza sinonimi perché essi richiamano ad atteggiamenti dello spirito umano del tutto contrastanti: se la prima presuppone talento ed arte del dire e dell'essere, la seconda è una piaga purulenta che appesta le bocche di chi vi ricorre. E, dunque, la scuola, che è luogo di "verità" per eccellenza, non può esimersi dal tenere in debito conto, nel curriculum formativo extracurriculare, tale importante branca dell'espressione umana. Laddove si consideri, ad esempio, che il teatro abitua i giovani ad esprimersi in pubblico, attenuando notevolmente il senso di insicurezza che, oltre a creare complessi negli intelletti in formazione, talora va anche a detrimento del rendimento scolastico, ben si comprende quale importanza esso possa rivestire nel divenire di chi lo pratica. Un luogo comune alquanto abusato, ma che in nuce contiene un solido nucleo di veridicità, vuole che la vita stessa dei singoli e delle comunità non sia altro che una colossale e continua "recita a soggetto". Senza scomodare gli ermeneuti di Pirandello è rilevabilissimo, da parte di tutti, che in ogni contesto nel quale ci troviamo in qualche maniera vestiamo i panni di eterogenei personaggi. Ergo la teatralità è congenita all'essere umano ed occorre soltanto sottoporla ad un fine Labor Limae perché essa si manifesti con efficacia. Nel caso di specie quello teatrale, presso il "Maffucci", è un corso sempre oltremodo affollato, a testimonianza del fatto che suscita grande interesse. Consente ai giovani di sentirsi non semplici spettatori ma, almeno una tantum, protagonisti di una performance "finta" ma non "falsa", riuscendo peraltro a sfuggire, almeno per qualche ora, alla loro quotidianità. Come ogni forma d'arte, anche il teatro, insomma, è uno dei casseti nei quali la gioventù ripone i propri sogni. Tali concetti sono emersi in maniera lampante, accanto alle valenze educative e didattiche delle quali il teatro è foriero, dalle nostre interviste alle tutor interne del progetto de quo, la prof.ssa Di Cecca e la prof.ssa Galgano, entrambe protatrici di una solidissima cultura umanistica. Eccezionale l'esperto esterno, come per l'anno scorso: il noto attore Salvatore Mazza, grande professionista dotato di una versaltilità e di uno spirito istrionico senza pari. Capocomico della Compagnia "Clan H", è dotato di una esperienza pluridecennale, in una esistenza spesa tutta nell'arte che fu di Plauto, di Terenzio, dei grandi drammaturghi di Grecia, da Eschilo, a Sofocle, ad Euripide, fino a quelli più attuali. Teatro d'impegno da un canto, ma anche leggero, essendo l'artista de quo estremamente poliedrico.

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A CURA DELLA REDAZIONE DI ScuolAperta, organo di informazione dell'IIS "A. M. Maffucci" di Calitri.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

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