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Regalo di compleanno migliore non poteva farselo, ed al contempo farlo ai suoi potenziali lettori, il Dirigente Scolastico dell'IIS "A. M. Maffucci" di calitri, prof. Gerardo Vespucci, il cui genetliaco cade proprio oggi, in singolare coincidenza con l'uscita del suo primo libro. IL BUON GOVERNO DELLA SCUOLA PUBBLICA (Studio di casi per Dirigenti a venire): questo il titolo del volume che ha visto la luce per i tipi della Delta 3 Edizioni.

Già l'epigrafe scelta ad aprire il testo la dice lunga sui contenuti, trattandosi di alcuni versi di William Shakespeare: «A noi spetta gravarci del peso di questi anni tristi, dire quel che si deve, non quel che conviene». Ben si comprende come l'autore, dunque, consideri quello scolastico non un mero impegno lavorativo, ma, a tutti i livelli, una vera e propria missione esistenziale. E, a parere del LUPO, non a torto, in considerazione del fatto che dal buon funzionamento della scuola, alla fin fine, dipende il futuro di ogni nazione, essendo essa la fucina entro la quale vengono forgiate non soltanto le competenze degli adulti di domani, ma anche il loro carattere e la loro visione dell'esistenza, caratteristiche che influenzeranno in maniera rilevante il domani individuale e di conseguenza collettivo.

Sarebbe in errore, però, colui il quale pensasse che si tratta di una sorta di manuale delle "Giovani Marmotte", ovvero una mera esposizione di normative aprioristiche spesso fondate su erronee convinzioni di burocrati che non hanno nessuna esprienza di scuola viva. Nei fatti, invece, il saggio si fonda su asserzioni empiricamente fondate, ovvero tratte dall'esperienza diretta dell'Autore, la qual cosa rende il volume anche piacevole alla lettura e non affatto gravato da inutile pedanteria. Alla base delle convinzioni del Vespucci aleggia una visione democratica della scuola, gramsciana, nella quale ogni elemento del delicato ingranaggio umano riveste grandissima importanza ed è portatore di una dignità inalienabile. Si comprende infatti fin dalle prime battute quanto egli sia contrario alla ventilata figura del "Preside Sceriffo", spauracchio della riforma in essere, e quanto invece tenga ad un effettivo coinvolgimento di ogni parte in causa, comprese quelle extrascolastiche. Tra i convincimenti più innovativi c'è quello della necessità di collegare la scuola alla società civile, in un rapporto non soltanto occasionale, ma costante e interattivo, come avviene, peraltro, nelle società più avanzate. Per quel che concerne i modi dell'espressione, a noi risulta evidente che l'Autore, pur di formazione scientifica e matematica, è un profondo conoscitore e cultore dell'ambito umanistico, così com'era in uso in tempi eroici, nei quali la formazione non era mai settoriale, ma olistica, in nome di una interdisciplinarità che si estrofletteva nelle Arti del Trivio e del Quadrivio.

Da LUPUS IN FABULA duplici auguri al prof. Vespucci, infine, per i suoi 61 anni e per il primo libro, il primo figlio cartaceo.

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