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FOTO DI ANTONELLO PIGNATIELLO - VIETATA LA RIPRODUZIONE

 

Può la gioventù di questa parte dell'Osso appenninico d'Irpinia sperare in un futuro lavorativo in loco fondando le proprie attese su un possibile sviluppo turistico? A parere degli studenti dell'IIS "F. De Sanctis" di Lacedonia la risposta potrebbe essere positiva. La qual convinzione si è estroflessa nella progettazione di una simulazione d'impresa, operante in tale settore strategico e quasi per nulla sperimentato nella pratica nei nostri paesi, nell'ambito dell'alternanza scuola - lavoro. Guidato dalle ottime tutor interne dell'Istituto, le professoresse Coscia e Cericola, un gruppo di studenti dell'indirizzo umanistico ha dato vita ad una società, naturalmente simulata, che si occupi della creazione, ex novo, di percorsi turistici nelle diverse branche, da quello "religioso" a quello "antropologico", da quello "ambientale e naturalistico" a quello "artistico" e così via. E non si tratta soltanto di lezioni teoriche che si dissolvono tra le pareti di un'aula, ma di un vero viaggio di scoperta alla ricerca di attrattori potenzialmente capaci di irretire una utenza che, stando alle statistiche nazionali, è in caccia di luoghi alternativi alle consuete mete turistiche, ovvero di luoghi negletti e fuori dagli itinerari ufficiali, nel nome della riscoperta di una ruralità che nel caotico mondo moderno è oggetto di una rivalutazione costante ed inarrestabile. Ed i paesi di questa parte dell'osso appenninico di certo non difettano di attrattive. Basti pensare, quale esempio, alla presenza dei vestigi di San Gerardo Maiella nell'agglomerato urbano di Lacedonia, con il celeberrimo "Pozzo del Miracolo" a fare da traino. E tanto vale anche per i comuni vicini, dei quali i ragazzi si occuperanno per creare una sorta di rete. Ad affiancare la scuola, diretta dalla pragmatica e lungimirante Dirigente Scolastica Prof.ssa Lucia Ranieri, il Centro Culturale per l'Educazione Permanente dell'UNLA di Lacedonia, in forza di un protocollo d'intesa attualmente allo studio, che avrà il compito, in maniera naturalmente volontaristica, di garantire con uno dei suoi esperti (nella fattispecie lo scrivente), quella continuità tra scuola e territorio che è alla base della didattica moderna.

LUPUS IN FABULA dixit, attingendo alla folosofia d'oriente: anche una srada di ventimila leghe comincia con un passo.

E il primo passo è oggi stato compiuto contro il depauperamento antropico. Sono stati gettati nel terreno molti semi dai quali si spera germoglino reali opportunità occupazionali per i nostri giovani che, altrimenti, non avrebbero altra strada da percorrere se non quella di un "esilio" per motivi di lavoro che nessuno di loro sembra più desiderare.

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Una folta rappresentanza di scacchisti quella espressa dall'IIS "A. M. Maffucci" di Calitri nei CSS, fase provinciale, ancora in corso, mentre scrivo, presso il foyer mediano del Teatro Comunale di Lacedonia. Ben ventisei gli alunni provenienti dalle superiori calitrane, in forza di un corso scolastico extracurricolare che ha avuto grande successo. Ad accompagnarli due tutor interni, i prof. Domenica Fulgeri e Gerardo Pandiscia. In corso d'opera si può affermare che i giovani si stanno comportando benissimo, a testimonianza della preparazione ricevuta, nell'agone con gli Istituti superiori di Lacedonia, Bisaccia, Vallata, Montella e Lioni. Naturalmente l'organizzazione è stata curata da una delle vere anime degli scacchi irpini, il prof. Francesco Sessa, già delegato federale presso il CONI di Avellino.

Taluno può forse nutrire qualche dubbio sull'accostamento tra i vocaboli sport e scacchi, ma in realtà esso è appropriato, perché l'antica arte è sostanzialmente "ginnastica per il cervello", un organo che se non allenato finisce per atrofizzarsi al pari di tutti gli altri. Sui benefici derivanti dalla pratica scacchistica ci sarebbe molto da dire: basti però sapere, in un'ottica prettamente scolastica, che essa comporta un miglioramento visibile nelle capacità di riflessione, concentrazione e, per estensione, nell'abilità di trovare le giuste soluzioni ai problemi, perché è verità neurologicamente accertata che il meccanismo che governa il processo di problem solving (non ho usato l'espressione inglese per far conoscere al mondo le mie competenze linguistiche, ma solo per evitare ripetizioni) non varia con il mutamento delle fattispecie specifiche di problemi.

È da riferire che si tratta di un'arte considerata per antonomasia "nobile", nell'accezione spirituale e culturale dell'aggettivo. Le sue origini si perdono tra le brume della metastoria e nessuno può dire con assoluta certezza dove e quando il gioco fu inventato. Al proposito esistono varie teorie ma l'ipotesi più accreditata pone il luogo d'origine in India. In particolare antichi poemi persiani descrivono, talvolta anche in dettaglio, un antico gioco da tavolo, lo Chatrang, che sembra avere notevoli tratti in comune con il moderno gioco degli scacchi. Questi stessi poemi (risalenti circa al VI-VII secolo d.C.) definiscono il gioco persiano del Chatrang come derivato da un gioco ancor più antico e di provenienza indiana, lo Chaturanga.

E dunque mi è facile affermare che quanto più è antica tanto più una pratica acquista valore, quel valore aggiunto per la formazione degli intelletti dei giovani.

 

ECCO I RISULTATI DELL'IIS MAFFUCCI

Categoria ALLIEVE squadra 1° classificata I.S. "A. M. Maffucci" Calitri.
Categoria ALLIEVI squadra 1° classificata I.S. "A. M. Maffucci" Calitri.
Categoria JUNIORES M. squadra 2° classificata I.S. "A. M. Maffucci" Calitri.
Categoria JUNIORES F. squadra 3° classificata I.S. "A. M. Maffucci" Calitri.

 

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Qualora volessi usare una metafora attinta alla natura per definire l'IIS "A. M. Maffucci" di Calitri il mio pensiero correrebbe in automatico ad un formicaio estremamente operoso, nel quale il rincorrersi di attività curriculari ed extracurriculari, tutte portate avanti a livelli oltremodo alti, non produce caos ma genera un ordine perfetto. Merito di un corpo docente che certamente non si sottrae alla propria missione pedagogica; merito di una dirigenza posta in essere in regime democratico e quanto mai aperta alle istanze promananti dal territorio; merito dei discenti, il cui impegno non manca mai nella estroflessione di attività alle quali aderiscono nel segno del volontariato.

LUPUS IN FABULA già in eterogenee occasioni ha definito il "Maffucci" una scuola d'eccellenza. E, a quel che sembra, l'occhio del Lupo ha inquadrato molto bene la situazione, perché giunge una conferma in tal senso a livelo nazionale. Alla scuola è stato infatti riconosciuto il titolo di "Eccellenza Italiana", a dimostrazione del fatto che il nostro dire non era oggetto di alcuna amplificatio, ma rispondeva alla realtà dei fatti. Non per caso siamo LUPI, del tutto alieni da servo encomio così come da codardo oltraggio. L'Istituto sarà infatti presente presso il Padiglione Eataly a Roma. Una delegazione formata da studenti e docenti, accompagnati dal D. S. Prof. Gerardo Vespucci, si recherà nella capitale tra due settimane per ricevere l'ambito riconoscimento, verosimilmente attribuito, considerato il tenore della manifestazione, per l'estrema apertura propositiva ed attiva verso il territorio, estroflessasi per lunghi anni nel progetto "Adottiamo un Paese".

Altro colpo brillante, che prelude a molti altri, come avremo modo di narrare su queste pagine virtuali.

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Circa novanta alunni dell’istituto Comprensivo Statale “R. Guarini” di Mirabella Eclano, accompagnati dai loro insegnanti, hanno fatto visita questa mattina alla Caserma Carabinieri del locale Comando Compagnia, proseguendo quindi il progetto di avvicinamento dello Stato alla cittadinanza.

Ad accogliere gli studenti, suddivisi in tre gruppi, il Comandante della Compagnia di Mirabella Eclano, Capitano Leonardo Madaro, il Comandante in S.V. della locale Stazione Carabinieri, Maresciallo Capo Marcello Benedetti e il Comandante dell’Aliquota Radiomobile, Maresciallo Capo Paolo Zomparelli.

Dopo il saluto di benvenuto, nel corso della visita i ragazzi hanno potuto vedere la centrale operativa, vero cuore pulsante delle attività dei militari dell'Arma sul territorio, il gabinetto fotografico, all’interno del quale hanno potuto assistere ad una vera e propria simulazione di un sopralluogo con repertamento delle impronte digitali e una mostra statica di automezzi ed equipaggiamenti sul piazzale interno della caserma. Al termine della visita, in sala briefing, gli studenti hanno visionato la proiezione di un filmato sull’Arma dei Carabinieri e si sono intrattenuti a dialogare con i Carabinieri su problematiche varie ed, in particolare, sui rischi derivanti dal cyber crime e dal cyber bullismo.

La visita, durata quasi tre ore, si è conclusa positivamente da entrambe le parti, con un più rafforzato sentimento di vicinanza tra l’Arma dei Carabinieri e i giovani irpini.

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