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Quindici studenti liceali, in rappresentanza dell’IOS “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, si sono immersi stamane nella splendida cornice muraria del Castrum Ovi, il castello più antico di Napoli, altrimenti e meglio conosciuto come Castel dell’Ovo, nelle cui segrete fu imprigionato ed internato per ben tre anni il fondatore dell’Istituto che essi frequentano. L’occasione è stata offerta dall’odierna presentazione di un’opera storica di Carmine Ziccardi concernente le vicende, ovvero, come meglio è dire nella fattispecie, gli intrighi elettorali nel Collegio di Lacedonia all’indomani dell’Unità d’Italia. Si tratta di un testo che consente di comprendere meglio anche il celebre “Viaggio Elettorale” di Francesco De Sanctis, perché getta luce sulla temperie sociale di quei tempi, così come sulle dinamiche politiche dell’epoca, come ha rilevato l’ottimo Prof. Giuseppe Acocella, Professore ordinario presso l'Università Federico II di Napoli, già Vicepresidente del C.N.E.L. e Magnifico Rettore dell'Università San Pio V di Roma, che ha tenuto una lectio estremamente dotta, ricca di spunti di riflessione e di nuovi spiragli aperti alla indagine e alla ricerca: un vero piacere per la mente ascoltarne le parole, che peraltro sono state indirizzate ai nostri studenti, interlocutori privilegiati e in verità molto attenti nel corso dell’intera manifestazione. Tutti i relatori, dei quali si dirà in seguito, ivi compreso l’autore Carmine Ziccardi, hanno tenuto a ringraziare la scuola lacedoniese nel suo complesso, nella persona della nuova D. S. Dott.ssa Alfonsina Manganiello e della Prof.ssa Antonella Cericola, che materialmente si è prestata a fare da accompagnatrice. A moderare il celebre avvocato partenopeo, con origini lucane ed irpine per parte di madre, Lorenzo Mazzeo, Presidente dell’Associazione Ofantiadi, della Fondazione Mare Nostrum e dell'Associazione Ofanto Express, che ha preceduto al tavolo dei relatori, sia pure per un brevissimo saluto, il D. S. Prof. Vincenzo Di Gironimo, Direttore del Museo di Etnopreistoria di Napoli, il Prof. Simone Merola, Presidente della Sezione del CAI di Napoli e lo scrivente, nella qualità di Delegato regionale dell'UNLA.

Ha concluso l'On. Vito De Filippo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e già Governatore della Regione Basilicata, con dotte e sagaci considerazioni di carattere generale, ma anche concernenti l’argomento de quo: a dire il vero la sua cultura umanistica è veramente notevole.

Erano presenti, tra le altre personalità, il Prof. Pietro Guglielmo, membro del Direttivo Nazionale UNLA, e l’Arch. Aldo Vella, finissimo intellettuale, scrittore e tragediografo, che peraltro, nelle vesti di Sindaco del comune di San Giorgio a Cremano, ebbe a concepire e fondare il celebre Festival Nazionale “Massimo Troisi”.

Carmine Ziccardi ha dichiarato che siffatte manifestazioni acquistano il loro senso in grazia soprattutto della presenza dei giovani, destinatari naturali dei notevoli sforzi che tutti i ricercatori compiono con l’esclusivo fine di offrire alle nuove generazioni maggiore conoscenza e pertanto maggiorate opportunità di apportare migliorie a questa nostra società che, in assenza di cultura, immancabilmente si perde in derive troppo spesso pericolose per gli individui e per i gruppi sociali.

E i giovani a cui egli si è rivolto, nella fattispecie, erano quelli che fanno risuonare con le loro voci le venerande mura dell’Istituto la cui prima pietra fu posata dal grandissimo De Sanctis, una scuola nella quale, ormai molti, forse troppi decenni or sono, si è formato egli stesso.

PS. Tengo a ringraziare l'ottimo filmmaker Michelangelo Miele per le riprese video

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Gli studenti lacedoniesi con l'On. Vito De Filippo, Sottosegretario presso il MIUR

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Gli studenti lacedoniesi con il Prof. Giuseppe Acocella, il Prof. Carmine Ziccardi e la Prof.ssa Cericola

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Il tavolo dei relatori

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Castel dell'Ovo

 

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libriamoci

Umberto Eco ebbe a scrivere: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è una immortalità all’indietro». In questa accezione il libro è una sorta di portale spazio – temporale che consente di compiere viaggi gnoseologici “all’indietro”, ovverossia nel passato, come voleva Eco, ma a mio giudizio anche in avanti, perché molte opere hanno preconizzato, con incredibile precisione, il futuro. Per altro il LIBER è portatore di una sorta di sacralità perché a tutti gli effetti è lo scrigno della sapienza, quasi una perpetuazione dell’ebraica Ārôn habbərît, (Arca dell’alleanza), che custodisce le “mutevoli” tavole della LEX - parlo di quella umana, naturalmente – che è in perenne fieri in grazia della evoluzione della nostra progenie, della quale gli scritti sono e restano la testimonianza più viva e vera. E, ancora, io direi che non soltanto la lettura consente di ripercorrere la linea spazio - temporale terrena nei due sensi di marcia, ma sono fermamente convinto che sia addirittura il solo strumento che ci consente di abbandonarla per proiettarci in alto: molto spesso le pagine si trasformano in ali che ci trasportano in volo sulla mediocrità e la banalità di molte epifanie umane. Credo che sia proprio per questo motivo, oltre che per una indubbia assonanza linguistica, che il MIUR ha voluto intitolare il progetto di lettura de quo “Libriamoci”, stabilendo che esso si tenga nelle scuole d’Italia che aderiscono dal 23 al 28 di ottobre dell’anno corrente. Anche l’IOS “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, attualmente diretto in regime di reggenza dalla D. S. Dott.ssa Alfonsina Manganiello, e credo proprio per la presenza di una “preside umanista”, ha accolto l’invito, nella consapevolezza della utilità potenziale di una simile iniziativa in ordine ad eterogenei aspetti della didattica e della pedagogia, specialmente quelli che concernono la “motivazione alla lettura consapevole e quindi allo studio efficace”.

Stamane è toccato all’IPIA, in particolare alla V classe dell’indirizzo chimico, guidata in questo percorso dal prof. Franco Maglione.

Giusto per notizia (ma non perché la cosa rivesta un’importanza qual che sia), alla manifestazione ho partecipato anch’io. A dire il vero si è registrata una notevole fioritura di idee nel corso dell’incontro, tenutosi presso il Teatro Comunale di Lacedonia: credo di aver capito che si procede verso l’autoproduzione di un “audiolibro” creato dagli studenti, protagonisti assoluti dell’iniziativa, e verso percorsi di lettura, magari accompagnati da strumenti di comunicazione multimediali (immagini, video etc.), di natura tematica, come quello concernente ad esempio la storia della musica rock, il “linguaggio” che ha inciso sul divenire di intere generazioni (e non per caso, forse, lo scorso anno il Premio Nobel per la letteratura è stato attribuito ad un musicista del calibro di Bob Dylan). Gli incontri sono stati predisposti e concordati in prima istanza con la Dott.ssa Manganiello, della quale fa le veci l’ottima prof.ssa Anna Maria Ruggiero, sempre a disposizione dei suoi colleghi e degli studenti.

Questi gli alunni della classe V PIA partecipanti (come da foto), che si sono alternati sul palco, anche per vincere il “timore” di parlare in pubblico del quale è portatrice la miglior parte dei nostri connazionali: Francesco Bortone, Domenico Caponigro, Serena Di Salvo, Kawtar Namiri, Chiara Franciosi, Filippo Quatrale, Luca Quatrale, Martina Zichella, Incoronata Palmesano, Angela Pagliarulo, Giuseppe Luongo, Luana Mitrione, Alessia Solazzo.

Il giorno 27 saranno di scena le classi della scuola primaria e secondaria di primo grado dei plessi di Lacedonia ed Aquilonia, sempre al Teatro Comunale, ed il 28 quelle dei Licei (ma di entrambe le manifestazioni parleremo in articoli a parte).

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Gli studenti presso il Trittico della fine del 1400 di Andrea Sabatini da Salerno.

James Russell Lowell, ottocentesco poeta, critico letterario e politico statunitense, ebbe ad affermare che «un rametto di esperienza vale un’intera foresta di avvertenze». La qual cosa, a ben guardare, è vera soprattutto per quel che concerne la conduzione di una istituzione complessa quale è quella scolastica, sfaccettata e labirintica, poiché al suo interno la materia da trattare è quella “umana”. Non ritengo esista qualcosa, nell’universo, di più complesso dell’essere umano, essendo esso stesso un microcosmo, soprattutto nel periodo di transito dall’infanzia, all’adolescenza, alla giovinezza. Pertanto un’azione realmente efficace, soprattutto dirigenziale, ma anche semplicemente didattica, si produce soltanto quando il timone del veliero scolastico sia retto da mani esperte e qualora gli occhi che scrutano gli orizzonti formativi, al fine di programmare le rotte da seguire, sappiano vedere i pericoli, ma anche la straordinaria bellezza, di questo gigantesco e per alcuni versi incognito mare che è la scuola, in grazia della lunga navigazione. Per dirla completamente, e con la solita franchezza del tutto scevra di servo encomio, affermerò che, nella generalità dei casi, la presenza di un Dirigente di lungo corso offre già di per sé una garanzia di successo scolastico. E chi vuole provi pure a smentirmi.

Nei fatti, come recita un antico proverbio indù, «nessun medico è veramente esperto prima di aver ucciso uno o due pazienti» e, senza per questo attribuire colpe o demeriti a nessuno, negli anni trascorsi qualche “uomo della medicina», ma anche qualche «maga esperta in sortilegi burocratici», ha fatto più di un cadavere nei corridoi dell’IOS “De Sanctis”. Ma, come suole dirsi, intelligenti pauca, per cui lascio binari che potrebbero condurmi su un tratto dialettico “morto”.

Fortuna vuole dunque, come accade spesso, che il buio della mezzanotte prelude sempre ad una nuova alba: e così è stato anche a Lacedonia. Il regime di “reggenza”, che in prima istanza aveva destato qualche timore, si è rivelato, per le scuole lacedoniesi, un immediato toccasana, perché alla loro guida è stata chiamata la dott.ssa Alfonsina Manganiello, Dirigente del rinomato Liceo Classico, con annesso Liceo Scientifico, “Pietro Paolo Parzanese” di Ariano Irpino. Non dico nulla di nuovo o di poco noto affermando che la perizia dirigenziale della dott.ssa Manganiello è amplificata da una profonda e vasta cultura umanistica, la qual cosa costituisce il plusvalore, in termini di innovazione e di efficacia di indirizzo, che a molti Presidi, specialmente di nuova nomina, anche se non a tutti, manca completamente.

E gli effetti del nuovo vento dirigenziale si sono palesati immediatamente nel diradamento subitaneo dei nembi di pessimismo e di demotivazione che aleggiavano sulla storica istituzione scolastica lacedoniese, non risparmiando nessuno, dal corpo docente, a quello discente, al personale A.T.A. Oggi pare proprio che il sole sia tornato a splendere e quindi non poteva aprirsi meglio l’anno scolastico 2017/2018 per gli studenti delle prime classi dei Licei, quello Classico e quello delle Scienze Umane, i quali, per volontà dell’ottima D. S., che da subito ha manifestato l’intenzione di dare concretezza ad una proficua continuità orizzontale tra scuola e territorio, sono stati accompagnati in un tour gnoseologico nel paese, in un vero “viaggio di scoperta” di interessantissimi attrattori culturali, ovverossia quelli del Museo Diocesano “San Gerardo Maiella” e quelli del MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino). Nella prima delle due importanti strutture museali è stato il sindaco Antonio Di Conza a fare gli onori di casa e lo scrivente a fare da guida, mentre nel secondo i ragazzi sono stati accolti dal prof. Rocco Pignatiello. Ad accompagnare le due scolaresche gli ottimi docenti Monica Coscia, Debora Renzulli, Massimo Annunziata e Maurizio Manganiello. Da rilevare l'impegno profuso dalla responsabile di plesso prof.ssa Antonella Cericola.

Sono più che mai convinto che sempre e comunque “poca favilla gran fiamma seconda” e quindi finalmente, da queste prime iniziative, torno a sperare in un rilancio, a mio parere possibilissimo, dell’offerta formativa lacedoniese che non mancherà di tornare ad essere attrattiva per gli studenti di tutti gli indirizzi come era in un passato neppure poi tanto lontano.

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Gli studenti presso il "pozzo del miracolo" di San Gerardo Maiella

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All'entrata del MAVI

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Il Trittico di Andrea Sabatini da Salerno (fine 1400 - Museo San Gerardo Maiella)

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Uno dei 30 tomi della Encyclopédie di Diderot in lingua francese edita nel 1754 (Museo San Gerardo)

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Acquasantiera medievale con effigie  di sirena bicaudata (Museo San Gerardo)

 

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Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur!

Ed è proprio vero: mentre il governo nazionale chiacchiera sul futuro delle piccole comunità, esse muoiono proprio in virtù di una legislazione che sostanzialmente equipara i paesetti montani ed interni alle grandi città. Crudeltà dei numeri: l’Istituto Superiore di Calitri, tra i vari indirizzi, non ha raggiunto la mole di utenza scolastica prevista per pochissimo e pertanto gli viene sottratta la presidenza. A mio giudizio è profondamente ingiusto penalizzare sempre le aree meno abitate, che, proprio in grazia di tali continue penalizzazioni, si spopolano sempre di più, in un circolo vizioso che avrà fine soltanto con l’annichilimento completo. Così, mentre le metropoli ingigantiscono e diventano invivibili, i nostri paesi si trasformano in meste sale di attesa di metaforiche stazioni: i giovani attendono il primo treno che li porti via, mentre i vecchi attendono l’ultimo convoglio della loro esistenza.

Sono veramente rammaricato, deluso, scontento, frustrato e, mi sia concesso il termine, “incazzato!”: mentre a Roma si chiacchiera, ancora una volta Sagunto viene espugnata!

Michele Miscia

Lettera aperta dei docenti, la cui firma è in calce.

I risultati di una qualsiasi azione lavorativa non nascono mai a caso e spesso non si comprendono le ragioni che hanno portato al raggiungimento degli stessi.

E' assai più semplice conformarsi ad un andazzo complessivo, aspettando che le occasioni ci cambino il corso delle cose. Quindi, siamo di fronte ad un appiattimento collettivo delle potenzialità e ad una profonda difficoltà nel far nascere nuove proposte o argomentazioni sulle quali poter costruire modelli innovativi.

Siamo assai capaci di individuare la diagnosi della malattia, però ci perdiamo nell'applicazione della terapia e nel frattempo il malato muore. La scuola rappresenta l'ultimo presidio culturale del nostro Territorio, infatti, la fortuna di poter parlare ai ragazzi continuamente, ci pone in una condizione di privilegio che ci fa comprendere la distanza sempre più crescente tra il mondo della scuola e la società civile, ove i fenomeni prevalenti mostrano una forte deriva individualista e scarsamente solidale.

La scuola, invece, è il punto d'incontro delle diverse culture, la scuola è l'espressione dei sentimenti, è la cultura del confronto delle tante visioni che arricchiscono il mondo, senza escludere, anzi partendo proprio dai nostri piccoli paesi.

Alla scuola spetta il compito, che presuppone grande capacità maieutica, di valorizzare le singole abilità, di sostenere anche le capacità residue di ogni allievo.

Inoltre, ha il dovere di costruire ponti sui quali far incamminare la speranza, far guardare il futuro con ottimismo perché solo la positività verso i nuovi orizzonti riesce a liberare le energie possedute e far cogliere le tante occasioni che la vita offre ad ognuno di noi.

Una scuola che sa veramente essere buona aiuta a guardare la felicità: questo è stato ed è l'Istituto " Maffucci" di Calitri.

Se a questo aggiungessimo anche i risultati della ricerca condotta dalla Fondazione Agnelli, che classifica le " scuole" nel preparare al lavoro e all'università, e che vedono il Maffucci tra le scuole migliori, allora la speranza che si possa coniugare libertà, responsabilità e successi anche nel nostro Sud si fa certezza.

La nostra mente corre verso tutti i risultati raggiunti, che ormai sono sotto gli occhi di tutti, che sono il prodotto di una grande strategia di coinvolgimento emotivo/relazionale che ha visto connessi ed uniti gli alunni, i docenti, il personale Ata e le figure professionali di tanti esperti esterni che molto spesso hanno collaborato con l'istituzione scolastica.

Ci sono voluti anni ed anni di piacevole lavoro per fare una scuola di qualità, una scuola capace di mettere ogni alunno al centro di una didattica innovativa, che coniuga le singole competenze con le grandi sfide che il sistema globalizzato ci impone.

Una scuola nella quale l'azione didattico/educativa è lo strumento affinché si possa "star bene insieme ".

Ci viene difficile pensare che 371 alunni, in un territorio che rischia lo spopolamento, contino poco, al punto di affidarli ad un nuovo Dirigente Scolastico senza tener conto di ciò che l'Istituto " Maffucci" di Calitri ha rappresentato e rappresenta per i nostri paesi.

La legge 183/2011 ha avviato un devastante processo di dimensionamento della rete scolastica. Devastante perché, con la norma sopra richiamata, si prevede la costituzione di scuole dimensionate, quindi un Dirigente scolastico ed un Direttore amministrativo per comuni montani con almeno 400 alunni.

Il Dimensionamento della rete scolastica, per come vediamo muoversi le istituzioni preposte alle decisioni, sembra essere vissuta come una mera incombenza di riorganizzazione numerica che si riduce ad un atto amministrativo. Non può, non deve essere così!

Le scuole devono essere coinvolte per quelle che sono e che rappresentano, le scelte istituzionali devono farsi carico della complessità dei territori e devono mettere al centro un’idea di scuole al servizio dell’utenza e non di un vacuo numero da raggiungere.

Se la norma in vigore non sarà cambiata, tra qualche anno, viste anche le nuove iscrizioni, avremo per tutta l'Alta Irpinia una sola presidenza e allora sarà la fine anche di quel poco di qualità e di umanità che ancora animano i nostri piccoli e, spesso, isolati paesi.

Un grazie al personale ATA ed amministrativo che ha supportato e sostenuto le nostre iniziative. Un grazie al Segretario amministrativo, dott. Mario Cipriano, che ha capito la dinamicità della nostra scuola, ed ne è diventato il punto di forza.

Un grazie al Dirigente Scolastico, Prof. Gerardo Vespucci, che ci ha continuamente trasmesso l'amore per la vita, checché se ne voglia dire, è ancora il presupposto propedeutico a qualsiasi processo di apprendimento/insegnamento.

Grazie Preside per averci aiutato a scrivere una delle pagine più belle della nostra Irpinia.

Ad maiora.

I docenti

Maurizio Cianci

Francesco Custode

Lino Iorlano

Antonio Vella

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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