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Si terrà domani, sabato 19 gennaio, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, l’OPEN DAY degli indirizzi superiori dell’IOS ”F. De Sanctis” di Lacedonia. Coinvolti tutti gli alunni, da quelli del Liceo Classico e delle Scienze Umane, a quelli dell’IPIA – MAT (manutenzione e assistenza tecnica elettrica ed elettronica), a quelli frequentanti il PIA (produzioni industriali e artigianali – chimico e biologico), a quelli dell’ITI (informatica e telecomunicazioni), senza dimenticare gli alunni del CPIA (corso serale). Accoglienza musicale per gli ospiti e quindi visita ai laboratori e agli ambienti didattici, intercalate da attività realizzate in ambito scolastico dagli studenti.

Saranno presentate tutte le opportunità curriculari ed extracurriculari offerte dall’Istituzione scolastica de qua, guidata dall’ottima D. S. Silvana Rita Solimine, che può avvalersi di un corpo docente straordinario quanto a preparazione e a spirito di abnegazione, nel segno del lavoro inteso alla stregua di missione esistenziale. La qual cosa, in verità, riguarda anche il personale ATA e quello amministrativo.

Oltre alla probabile apertura del Liceo Europeo, come anticipato in altro articolo, la scuola offre la possibilità di conseguire la patente europea del computer EIPASS, le certificazioni linguistiche a tutti i livelli con il TRINITY COLLEGE di Londra e, novità importantissima, dall’anno in corso anche il Patentino della Robotica e.DO, riconosciuto dal MIUR e utilizzabile come certificazione valida per il mondo del lavoro (eventuali approfondimenti su tale questione connettendosi al seguente link

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI

 

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Un robot costruito a scuola durante un corso tenuto dal prof. Michele Celetti

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Il 2019, per la comunità di Lacedonia, si apre con una notizia estremamente positiva. La nuova dirigenza scolastica dell’IOS “F. De Sanctis” di Lacedonia, alla cui guida siede la prof.ssa Silvana Rita Solimine, ha inoltrato domanda al MIUR per l’attivazione del Liceo Classico Europeo, e la scuola, nella sua interezza, è in attesa della risposta che si spera vivamente sia infine positiva. Penso che coloro i quali s’intendono di formazione capiranno immediatamente l’importanza di tale iniziativa, che restituisce ad una zona a tradizionale vocazione scolastica una centralità rispetto a dinamiche educative che affondano le origini nella lungimirante e geniale volontà di un signore che rispondeva al nome di Francesco De Sanctis. Da allora ne è fluita di acqua sotto i ponti e molti treni sono stati perduti nei decenni scorsi, perché ci si è adagiati sugli allori trascorsi ed è stata esiliata, mi si perdoni la critica che che pure alla storia, e non agli uomini, va fatta, la sagacia necessaria ad analizzare lo status quo coevo per comprendere il fieri ed intuire a quali approdi culturali ed economici si sarebbe diretta la società. In tal modo il futuro ci ha trovati ormai anacronistici tanto nelle forme quanto nelle proposte di formazione, perché forieri di un’offerta formativa inadeguata a soddisfare le istanze promananti dal sociale. Questo era però il passato, perché già nel pregresso anno scolastico è stato attivato l’Istituto Tecnico Informatico, che costituisce una delle nuove frontiere alle quali siamo diretti in maniera peraltro molto veloce. Ed ora ho il grande conforto di scoprire che si sta tentando di attivare quello che tra gli indirizzi umanistici è reputato il più prestigioso perché è senza dubbio quello più innovativo, ma, ancor di più, quello che prepara meglio ad affrontare le sfide globali che attendono le nuove generazioni. Nei fatti l’offerta formativa si differenzia moltissimo da quella tradizionale ed è tagliata su misura per soddisfare le competenze chiave richieste ad ogni cittadino che voglia avere qualche possibilità di successo nell’ambito dell’attuale temperie non soltanto lavorativa, ma anche sociale e culturale, in questo particolare momento storico che richiede ai giovani il possesso di moltissime frecce in faretra anche soltanto per garantirsi una esistenza degna di tale nome.

Rispetto agli indirizzi umanistici tradizionali, l’Europeo presenta importantissime peculiarità:

  • lo studio quinquennale di due lingue straniere comunitarie, quali l’inglese, insegnato da docenti madre lingua, e una seconda scelta tra francese, tedesco e spagnolo;
  • lo studio del diritto e dell’economia;
  • lo studio di una o due materie non linguistiche insegnate in lingua straniera, tra geostoria, storia dell'arte, scienze naturali, diritto ed economia;
  • l'accorpamento del greco e del latino in un'unica materia (lingue e letterature classiche);
  • un maggior numero di ore dedicate alla matematica;
  • una organizzazione con laboratori e lettorati di madrelingua e particolarmente attenta anche alle attività extracurricolari;
  • l'organizzazione in gemellaggi internazionali con altri licei.
  • Questi progetti, della durata media di due settimane, sono finalizzati al confronto linguistico e culturale, e ad un incremento della consapevolezza della realtà europea.

Da quanto detto si rende palese l’estrema importanza, per una rinascita globale della nostra comunità, di tale iniziativa, che lo scrivente definisce, senza tema di smentita, STORICA.

Non resta che incrociare le dita e dire IN BOCCA AL LUPO e, naturalmente, 
LUPUS SEMPER VIVAT
, o, per essere più internazionali, LONG LIVE THE WOLF.
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cerro

Una immagine più evocativa di quella del Cerro del Tesoro, recentemente dichiarato dalla Campania albero d'interesse regionale, insieme al Cerro del Drago, non potevano scegliere i bambini delle scuole dell'infanzia e della primaria, oltre ai giovanissimi alunni della secondaria di primo grado, dell'IOS "F. De Sanctis" di Lacedonia, guidato dalla D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine, per presentare l'evento che culturale e ludico che hanno organizzato per il giorno 21 del corrente mese di dicembre, alle ore 15.30, presso il Teatro comunale di Lacedonia. Infatti la manifestazione "Il Natale: un ritorno al passato" si inquadra nel più ampio progetto Costruiamo il futuro conoscendo insieme le nostre radici (e le nostre sono davvero profondissime), coordinato dalla prof.ssa Giuseppina D'Agostino, che ha già visto l'estroflessione di innumerevoli iniziative.

Patricinato dal Comune di Lacedonia, lo spettacolo si pone in continuità con l'iniziativa di Pro Loco "G. Chicone" e Coldiretti protesa alla riscoperta dei dolci natalizi, che si terrà in Piazza De Sanctis alle ore 18.00, con il coinvolgimento dei bambini che giungeranno dal Teatro in corteo portando fiaccole accese: quelle fiammelle certamente rappresenteranno bene l'anelito, la fortissima speranza ad una ripresa della nostra terra, la qual cosa potrebbe trovare quale suo strumento proprio un metaforico ritorno al passato: indietreggiare con la memoria per avanzare culturalmente e socialmente nel futuro, insomma. Ed è quello che chi scrive auspica fortemente. Oltre a Pro Loco e Coldiretti, l'evento si avvale della collaborazione della Banda "Umberto Giordano", della Polizia Municipale, della Misericordia e dell'UNLA.

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Costruiamo il futuro conoscendo insieme le nostre radici. È questo il titolo scelto per un lungimirante progetto concepito dall'IOS "F. De Sanctis" di Lacedonia e già in corso di attuazione nei comuni abbracciati dalla istituzione scolastica de qua, diretta, nell'anno scolastico in corso, dalla D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine.

Curato dalla referente scolastica, prof.ssa Giuseppina D'Agostino, il piano operativo punta alla riscoperta della storia dei luoghi, dalla quale attingere contezza delle potenzialità delle quali il territorio è foriero, indispensabili per la costruzione di un futuro possibilmente radioso, stante una situazione generale che produce più di qualche preoccupazione nell'ambito di società che sembrano percepire il "senso della fine", per richiamare una corrente di pensiero letterario e sociologico degli anni settanta. Le implicazioni di tale progettualità, che è all'un tempo idea pedagogica e didattica, non si palesano ad uno sguardo superficiale, ma brillano laddove siano illuminate da un ragionamento rigorosamente logico. Passato e futuro sono niente altro che punti sulla stessa linea temporale e per giunta sono strettamente correlati, nel senso che il futuro dipende dal modo in cui ha trovato epifania il passato, mentre il presente, punto di connessione tra i due eterogenei momenti del tempo, può mutare in meglio (ed in realtà, a mutamento avvenuto, il presente è già passato) laddove si abbiano le idee chiare circa il futuro che si intende costruire. In altri termini, penso che non sia campato in aria il convincimento degli antichi greci, Eschilo in testa, che le colpe dei padri ricadano sui figli, ma, di più, ritengo che i figli si giovino anche delle conquiste dei padri. Noi, in sostanza, viviamo "nel passato" e tale affermazione apparentemente paradossale si chiarisce meglio alla luce di una semplicissima metafora: i momenti che furono sono altrettanti mattoni che costituiscono i muri della casa nella quale abitiamo attualmente, ovvero il presente, nel quale continuiamo ad erigere l'edificio nel quale vivremo e vivranno le generazioni che ci soppianteranno presto o tardi, ovvero il futuro. Conoscere ciò che è stato equivale, quindi, ad essere in possesso della "pianta" della casa comune, per muoversi ed operare al suo interno con disinvoltura ed efficacia. L'alternativa è l'azione al buio, che naturalmente non potrà mai produrre effetti notevoli e duraturi.

In tale ottica, ad esempio, va letto l'odierno evento (siamo al 24 di novembre del 2018), organizzato dal prof. Giovanni Casparriello, tenutosi presso il Teatro comunale di Lacedonia e concernente la storia e la figura di Carlo Gesualdo, il principe dei madrigalisti, come viene chiamato da quando musicisti del calibro di Igor Stravinsky ne riscoprirono la figura, valorizzandola, dopo tre secoli di oblio generato dallo scarso gradimento del quale erano fatti segno i poeti e i musicisti cinquecenteschi e seicenteschi dalle successive scuole di pensiero estetico e letterario. Al di là della curiosità culturale che suscita una figura di uomo e di artista così complessa, per i giovani è importante il valore esemplare del quale egli è portatore, forse non sul piano umano, giacché si macchiò dell'omicidio della moglie e del suo amante, evento che poi lo indusse ad espiare nei modi più eterogenei, ma senza dubbio sotto quello artistico e creativo. Carlo Gesualdo rafforza il nostro principio di identità, ci rende fieri dell'appartenenza ad un territorio che ha saputo partorire dalla sua zolla menti eccelse ed al contempo ci induce ad operare in senso positivo, condizione essenziale perché possa prodursi ripresa e di conseguenza possa essere scongiurato l'annichilimento antropico che molte cassandre presentano ormai come un fatto già compiuto.

Moderato dall'amico Annibale Discepolo, storica firma del quotidiano "Il Mattino", la manifestazione ha avuto inizio con i saluti istituzionali del sindaco avv. Antonio Di Conza e della D. S. prof.ssa Rita Silvana Solimine. Indi sono intervenuti il prof. Casparriello e l'avv. Antonio Di Martino, regista del documentario che è stato proiettato. Sono seguiti gli interventi del notaio Edgardo Pesiri, sindaco di Gesualdo, del prof. Antonio Polidoro, docente presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, e del dott. Dario Bavaro, presidente dell'associazione Irpinia 7X.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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