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Quando venimmo a conoscenza del fatto che l'IIS "A. M. Maffucci" di Calitri avrebbe perso la dirigenza e sarebbe entrato in regime di reggenza, considerammo la cosa alla stregua di una vera iattura per l'Alta Irpinia. Reputiamo infatti che non esista scuola migliore per gli indirizzi scolastici quali quello scientifico, artistico, economico e, ultimamente, agrario. Tuttavia devo prendere atto che tale situazione non soltanto non ha arrestato il circolo virtuoso che si è saldamente instaurato sotto la guida del D. S. prof. Gerardo Vespucci, ma semmai si è potenziato, quasi in una sorta di reazione ad una situazione di evidente depauperamento antropico, che costituisce la sola causa di penalizzazione per una istituzione d'eccellenza come la scuola de quo.

Purtroppo la quantità, in Italia, conta molto di più della qualità (idiozia tutta italica), ragion per la quale non sono le buone pratiche a determinare quali scuole siano  degne di avere una dirigenza in sede o non, ma la quantità di studenti, come se questo fosse un fattore di merito. Chiaramente in queste condizioni tutta l'Irpinia interna è a rischio di "estinzione scolastica" e questo, se permettete, al LUPO piace poco.

La cosa che mi conforta è scoprire che, comunque, la voglia di fare, da parte del corpo docente, è rimasta immutata, come la partecipazione attiva degli studenti e come pure lo spirito d'iniziativa, che di recente ha condotto nerll'aula magna dei Licei il prof. Scarano, dell'Università di Salerno, a parlare di valorizzazione del patrimonio culturale di zona attraverso le risorse informatiche. All'incontro, ove si è discusso di percorsi in alternanza scuola - lavoro, hanno partecipato l'ottimo Sindaco di Calitri Michele Di Maio, le prof.sse Marialuisa Giannone, Mirella Ramundo e Cecilia Maria Colombini, oltre, naturalmente, all'inesausto D. S. prof. Gerardo Vespucci, che non pare aver intenzione di smettere i suoi abiti di idealista ed attivista all'un tempo, una sorta di "sognatore pragmatico": ma cosa è l'evoluzione umana se non l'estroflessione di sogni che presto o tardi riescono a vestirsi di forme reali?

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SCUOLA MAFFU

L'italiano medio, in genere, non ama le innovazioni ed anzi sembra temerle. Si lega di contro alla routine, per quanto molto spesso affermi di deprecarla, e guarda con sospetto a qual si voglia cosa sembri in qualche maniera incrinare le abitudini consolidate. «Abbiamo sempre fatto così; andava tutto bene: perchè cambiare»: queste le riflessioni più profonde che parte, spero esigua, dell'italico intelletto è in grado di partorire. Non costituisce spesso eccezione il comparto scolastico, anche se, come dirò, esistono eccellenze come il "Mafucci" che l'innovazione, laddove non esista, la cercano e, ove non la trovino all'esterno, la creano. Al di là di ciò, comunque, la metafora più eloquente per definire una parte del mondo scolastico italiano, poco incline alle novità, è quella dello "stagno": tutto va bene fino a quando le acque sono immote e "limpidamente" torbide, in maniera tale che all'esterno sia preclusa la vista di quanto accade all'interno. Laddove però qualcuno - poniamo il caso di un legislatore qual che sia - vi getti un sasso qualunque, immediatamente si diffonde nell'aria un diffuso gracidio di protesta che palesa la presenza di vita in un laghetto autoreferenziale che sembrava disabitato. A mia memoria non c'è stata riforma scolastica che non abbia suscitato dubbi, perplessità e spesso feroci proteste. Naturalmente anche l'introduzione dei percorsi di alternanza "scuola - lavoro all'interno del sistema didattico ha scatenato più di un vespaio e sulla cosa non ho nulla da ridire, perché è nel pieno diritto di chiunque manifestare, anche in maniera aspra, le proprie convinzioni. Anch'io, da ossevatore esterno, in prima istanza sono stato colto da più di qualche perplessità a fronte di iniziative che in altri Paesi europei sono consuetudinarie da decenni, ma per le quali non ritenevo che l'Italia fosse pronta. Riflettendo meglio, però, alla luce di esperienze personalmente fatte in talune scuole, mi sono dovuto ricredere, almeno parzialmente, dovendo riconoscere l'estrema validità dell'apprendimento in situazione, in prima istanza, e l'occasione di interazione in continuità orizzontale tra scuola e territorio dall'altra, con indiscutibile reciproco vantaggio.

Su tali due assunti credo si fondi la "politica" dell'IIS "A. M. Maffucci" in ordine ai percorsi di alternanza, che li rendono utilissimi ed estremamente vantaggiosi tanto per gli studenti quanto per la società nel suo complesso.

«La creazione collaborativa di Open Data per la riscoperta del patrimonio culturale dell'Alta Irpinia»: questo il titolo del progetto che sarà presentato domani, 10 novembre, presso l'Auditorium dei Licei, in Via Pittoli, con inizio alle ore 10.30.

A fare gli onori di casa per la scuola l'ottimo D. S. Prof. Gerardo Vespucci, mentre per la società civile l'attivissimo Sindaco Michele Di Maio. Il Prof. Vittorio Scarano, del Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Salerno presenterà il «Progetto Hetor: gli Open Data per il patrimonio culturale della Campania». Prima però prenderanno la parola i tutor interni dei progetti de quibus, referenti degli eterogenei indirizzi coinvolti: le Prof.sse Marialuisa Giannone, Mirella Ramundo e Cecilia Maria Colombini. I particolari nella locandina allegata all'articolo.

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Quindici studenti liceali, in rappresentanza dell’IOS “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, si sono immersi stamane nella splendida cornice muraria del Castrum Ovi, il castello più antico di Napoli, altrimenti e meglio conosciuto come Castel dell’Ovo, nelle cui segrete fu imprigionato ed internato per ben tre anni il fondatore dell’Istituto che essi frequentano. L’occasione è stata offerta dall’odierna presentazione di un’opera storica di Carmine Ziccardi concernente le vicende, ovvero, come meglio è dire nella fattispecie, gli intrighi elettorali nel Collegio di Lacedonia all’indomani dell’Unità d’Italia. Si tratta di un testo che consente di comprendere meglio anche il celebre “Viaggio Elettorale” di Francesco De Sanctis, perché getta luce sulla temperie sociale di quei tempi, così come sulle dinamiche politiche dell’epoca, come ha rilevato l’ottimo Prof. Giuseppe Acocella, Professore ordinario presso l'Università Federico II di Napoli, già Vicepresidente del C.N.E.L. e Magnifico Rettore dell'Università San Pio V di Roma, che ha tenuto una lectio estremamente dotta, ricca di spunti di riflessione e di nuovi spiragli aperti alla indagine e alla ricerca: un vero piacere per la mente ascoltarne le parole, che peraltro sono state indirizzate ai nostri studenti, interlocutori privilegiati e in verità molto attenti nel corso dell’intera manifestazione. Tutti i relatori, dei quali si dirà in seguito, ivi compreso l’autore Carmine Ziccardi, hanno tenuto a ringraziare la scuola lacedoniese nel suo complesso, nella persona della nuova D. S. Dott.ssa Alfonsina Manganiello e della Prof.ssa Antonella Cericola, che materialmente si è prestata a fare da accompagnatrice. A moderare il celebre avvocato partenopeo, con origini lucane ed irpine per parte di madre, Lorenzo Mazzeo, Presidente dell’Associazione Ofantiadi, della Fondazione Mare Nostrum e dell'Associazione Ofanto Express, che ha preceduto al tavolo dei relatori, sia pure per un brevissimo saluto, il D. S. Prof. Vincenzo Di Gironimo, Direttore del Museo di Etnopreistoria di Napoli, il Prof. Simone Merola, Presidente della Sezione del CAI di Napoli e lo scrivente, nella qualità di Delegato regionale dell'UNLA.

Ha concluso l'On. Vito De Filippo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e già Governatore della Regione Basilicata, con dotte e sagaci considerazioni di carattere generale, ma anche concernenti l’argomento de quo: a dire il vero la sua cultura umanistica è veramente notevole.

Erano presenti, tra le altre personalità, il Prof. Pietro Guglielmo, membro del Direttivo Nazionale UNLA, e l’Arch. Aldo Vella, finissimo intellettuale, scrittore e tragediografo, che peraltro, nelle vesti di Sindaco del comune di San Giorgio a Cremano, ebbe a concepire e fondare il celebre Festival Nazionale “Massimo Troisi”.

Carmine Ziccardi ha dichiarato che siffatte manifestazioni acquistano il loro senso in grazia soprattutto della presenza dei giovani, destinatari naturali dei notevoli sforzi che tutti i ricercatori compiono con l’esclusivo fine di offrire alle nuove generazioni maggiore conoscenza e pertanto maggiorate opportunità di apportare migliorie a questa nostra società che, in assenza di cultura, immancabilmente si perde in derive troppo spesso pericolose per gli individui e per i gruppi sociali.

E i giovani a cui egli si è rivolto, nella fattispecie, erano quelli che fanno risuonare con le loro voci le venerande mura dell’Istituto la cui prima pietra fu posata dal grandissimo De Sanctis, una scuola nella quale, ormai molti, forse troppi decenni or sono, si è formato egli stesso.

PS. Tengo a ringraziare l'ottimo filmmaker Michelangelo Miele per le riprese video

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Gli studenti lacedoniesi con l'On. Vito De Filippo, Sottosegretario presso il MIUR

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Gli studenti lacedoniesi con il Prof. Giuseppe Acocella, il Prof. Carmine Ziccardi e la Prof.ssa Cericola

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Il tavolo dei relatori

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Castel dell'Ovo

 

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libriamoci

Umberto Eco ebbe a scrivere: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è una immortalità all’indietro». In questa accezione il libro è una sorta di portale spazio – temporale che consente di compiere viaggi gnoseologici “all’indietro”, ovverossia nel passato, come voleva Eco, ma a mio giudizio anche in avanti, perché molte opere hanno preconizzato, con incredibile precisione, il futuro. Per altro il LIBER è portatore di una sorta di sacralità perché a tutti gli effetti è lo scrigno della sapienza, quasi una perpetuazione dell’ebraica Ārôn habbərît, (Arca dell’alleanza), che custodisce le “mutevoli” tavole della LEX - parlo di quella umana, naturalmente – che è in perenne fieri in grazia della evoluzione della nostra progenie, della quale gli scritti sono e restano la testimonianza più viva e vera. E, ancora, io direi che non soltanto la lettura consente di ripercorrere la linea spazio - temporale terrena nei due sensi di marcia, ma sono fermamente convinto che sia addirittura il solo strumento che ci consente di abbandonarla per proiettarci in alto: molto spesso le pagine si trasformano in ali che ci trasportano in volo sulla mediocrità e la banalità di molte epifanie umane. Credo che sia proprio per questo motivo, oltre che per una indubbia assonanza linguistica, che il MIUR ha voluto intitolare il progetto di lettura de quo “Libriamoci”, stabilendo che esso si tenga nelle scuole d’Italia che aderiscono dal 23 al 28 di ottobre dell’anno corrente. Anche l’IOS “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, attualmente diretto in regime di reggenza dalla D. S. Dott.ssa Alfonsina Manganiello, e credo proprio per la presenza di una “preside umanista”, ha accolto l’invito, nella consapevolezza della utilità potenziale di una simile iniziativa in ordine ad eterogenei aspetti della didattica e della pedagogia, specialmente quelli che concernono la “motivazione alla lettura consapevole e quindi allo studio efficace”.

Stamane è toccato all’IPIA, in particolare alla V classe dell’indirizzo chimico, guidata in questo percorso dal prof. Franco Maglione.

Giusto per notizia (ma non perché la cosa rivesta un’importanza qual che sia), alla manifestazione ho partecipato anch’io. A dire il vero si è registrata una notevole fioritura di idee nel corso dell’incontro, tenutosi presso il Teatro Comunale di Lacedonia: credo di aver capito che si procede verso l’autoproduzione di un “audiolibro” creato dagli studenti, protagonisti assoluti dell’iniziativa, e verso percorsi di lettura, magari accompagnati da strumenti di comunicazione multimediali (immagini, video etc.), di natura tematica, come quello concernente ad esempio la storia della musica rock, il “linguaggio” che ha inciso sul divenire di intere generazioni (e non per caso, forse, lo scorso anno il Premio Nobel per la letteratura è stato attribuito ad un musicista del calibro di Bob Dylan). Gli incontri sono stati predisposti e concordati in prima istanza con la Dott.ssa Manganiello, della quale fa le veci l’ottima prof.ssa Anna Maria Ruggiero, sempre a disposizione dei suoi colleghi e degli studenti.

Questi gli alunni della classe V PIA partecipanti (come da foto), che si sono alternati sul palco, anche per vincere il “timore” di parlare in pubblico del quale è portatrice la miglior parte dei nostri connazionali: Francesco Bortone, Domenico Caponigro, Serena Di Salvo, Kawtar Namiri, Chiara Franciosi, Filippo Quatrale, Luca Quatrale, Martina Zichella, Incoronata Palmesano, Angela Pagliarulo, Giuseppe Luongo, Luana Mitrione, Alessia Solazzo.

Il giorno 27 saranno di scena le classi della scuola primaria e secondaria di primo grado dei plessi di Lacedonia ed Aquilonia, sempre al Teatro Comunale, ed il 28 quelle dei Licei (ma di entrambe le manifestazioni parleremo in articoli a parte).

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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