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Ogni volta che un bambino lascia la sua vita in boccio su una strada, falciato dalla colpevole ignoranza di un pirata o, non di rado, dalla infantile disattenzione senza che vi sia colpa nei comportamenti degli automobilisti, il mea culpa diventa generale, si adoperano frasi attinte ad una retorica fin troppo utilizzata e ci si chiede come mai non siano state chiuse le stalle prima che i buoi scappassero. In tale ottica diventa fondamentale fornire ai fanciulli una educazione stradale  di base, che da una parte gli eviti comportamenti a rischio e dall'altra contribuisca a far germogliare in loro, autisti del futuro, una cultura rispettosa dell'altrui incolumità.

Ed è proprio questa la corretta chiave di lettura dell'impegno costante del Cap. Michele Caponigro, all'un tempo comandante della Polizia Municipale di Lacedonia e dirigente del settore Protezione Civile.

Anche nell'anno in corso egli si è adoperato in tal senso a pro degli alunni più giovani dell'IOS di Lacedonia, diretto dalla D. S. prof.ssa Lucia Ranieri, nella fattispecie quelli delle primarie, adoperando, com'è nel modus operandi della didattica più avanzata, le forme ludiche per impartire importantissime lezioni di vita e di comportamento in ordine alla materia de quo.

Un'azione, questa, che LUPUS IN FABULA apprezza vivamente, perché una società che non tuteli la sua infanzia mostra di non avere cuore e di tenere in assoluto con cale il futuro.

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Un futuro possibile per i giovani di Lacedonia, e in genere dell'Alta Irpinia, affidato al turismo nelle sue eterogenee estroflessioni: è forse soltanto una bella utopia? Il LUPO non lo crede affatto, come non lo reputa, con lungimirante visione, la D. S. dell'IOS "De Sanctis" di Lacedonia, prof.ssa Lucia Ranieri, con le prof.sse Cericola e Coscia, che stanno seguendo un progetto scuola - lavoro fondato proprio sulla costituzione di un'impresa simulata finalizzata all'utilizzo degli attrattori di zona a fini lavorativi.

Ieri una ulteriore tappa di tale percorso formativo, con conferenza frontale in aula, tenuta da un componente del comitato accademico dell'Università di Castel Sant'Angelo di Roma e formatore dell'UNLA, persona che colui il quale scrive ritiene di conoscere abbastanza.

Sotto i riflettori il patrimonio culturale di Lacedonia, notevolissimo quanto a mole ed importanza, che si declina in eterogenee forme che sarebbero sotto gli occhi di tutti, laddove si possegga un sistema visivo funzionante e una visione che in qualche modo precorra ed anticipi un futuro possibilissimo.

Nei fatti il solo agglomerato urbano è una vera miniera a cielo aperto (o semichiuso) di irresistibili richiami che potrebbero far confluire un ingente numero annuo di turisti. Il "Pozzo di Gerardiello", l'Addolorata di Santa Maria, i vestigi archeologici, quelli antropologici, che concernono il patrimonio immateriale, senza dimeticare l'agro, che potrebbe stimolare la crescita esponenziale di un turismo ambientale, con le grotte abitate fin dalla preistoria ed usate dai briganti. L'elenco, insomma, sarebbe lungo, ma le pietre, da sole, non parlano, e quindi c'è bisogno che qualcuno fornisca loro le corde vocali: i giovani, per l'appunto, i quali, se adeguatamente preparati, potrebbero riuscire a fare quello che noialtri non siamo riusciti a fare per intere generazioni: vincere la sfida contro il depauperamento antropico valorizzando il patrimonio ed attraendo turisti.

Prossime tappe del progetto: Aquilonia e Bisaccia.

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Sabato scorso 7 maggio 2016 l'Istituto superiore A.M. Maffucci assieme alla Pro-Loco ed all'Amministrazione comunale di Calitri hanno reso omaggio ad un illustre nostro conterraneo, di Calitri appunto: Salvatore Scoca. Uomo politico e raffinato studioso di diritto ed economia, avvocato e costituente, grazie al quale il centro irpino ebbe impulso nuovo proprio con l'istituzione negli anni '50 di una scuola d'arte, oggi divenuta Liceo artistico - design. Adesso anche una lapide nei pressi del Municipio ne commemora le virtù e l'impegno profuso per la sua terra. L'epigrafe ne riassume le doti, un medaglione bronzeo ne ricorda i tratti fisionomici, (opera del prof. Fulvio Moscaritolo). È stata una partecipata festa di allievi, docenti, dirigenti, personale scolastico e cittadini. Il necessario convegno svoltosi nell'auditorium dei licei ne ha tratteggiato la personalità e la statura e ha reso merito alla sua personalità alla presenza dei quattro figli, evidentemente commossi, ma contenti della manifestazione in loro onore. Unica nota negativa è la concreta possibilità che dopo settant'anni l'importante polo scolastico delle scuole superiori di Calitri possa perdere la presidenza e per mere ragioni numerico - burocratiche, tipiche dei nostri tempi: "mala tempora currunt". Se accadesse il fatto sarebbe stridente con le chiare indicazioni metodologiche espresse a suo tempo dal Salvatore Scoca: Egli in vari atti e nei ruoli istituzionali e politici ricoperti, auspicava per le zone disagiate come la nostra "una scuola che avesse orari e metodiche didattiche specifiche" e non standard come quelle previste dalle norme vigenti. Per Scoca l'organizzazione i programmi e i metodi dovevano essere adeguati ai territori ed ai bisogni dei cittadini delle aree più disagiate". I suoi pensieri moderni e lungimiranti invece rischiano di venire "asfaltati" dalla cosiddetta "buona scuola" renziana e di rimanere solo bei ricordi dell'azione culturale espressa dall'illustre uomo politico irpino. Occorre agire per impedire in tutti i modi, anche con una petizione popolare da indirizzare alle più alte cariche istituzionali, che le storiche e gloriose scuole superiori di Calitri vengano avviate al loro fatale declino qualora fossero private di una dirigenza stabile per fatti meramente numerici a fronte di una eloquente e qualificata produttività!

Prof. Antonio Iannece

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Queste sono le notizie che mi piace sentire, poiché si richiamano ad una sinergia tra le eterogenee componenti sociali coese nel perseguire l'interesse della comunità. E questo è ciò che sta avvenendo a Calitri, ove la Scuola è quanto mai aperta al territorio e non un mero fortino arroccato su se stesso quasi nel timore di ingerenze esterne. Qui la colalborazione è vista nell'ottica dell'inferenza costruttiva, com'era nell'epoca lontanissima nella quale le scuole erano anche fucina di idee e non solo fruizione e veicolazione di concetti altrui. Nella specie, il progetto de quo si spiega con grande chiarezza alla luce di quanto ha affermato il D. S. prof. Gerardo Vespucci con parole chiare e limpide che riportiamo integralmente.

 

«Oggi pomeriggio, presso il liceo artistico S. Scoca, scuola annessa dell’Istituto Superiore A.M. Maffucci di Calitri, è stata vissuta una esperienza unica nel suo genere per una scuola.
Grazie all’accordo di programma tra il Comune di Calitri e la nostra Scuola, si dovrà giungere alla progettazione condivisa di un recupero strutturale e funzionale di tipo urbanistico per due zone alquanto degradate. La novità consiste nel fatto che il gruppo di lavoro della scuola, diretto dal prof. arch. Attilio Ferraro, e che vede la partecipazione della prof.ssa Fabiana Di Cecca, del prof. Antonio Vella, dell’artista grafico Emiliano Stella e dell'arch. Emanuela Di Guglielmo, ha inteso incontrare a scuola i vari stakeholders (termine anglosassone che indica i “portatori di interesse”) e quindi circa trenta abitanti di Calitri, rappresentanti di varie associazioni, dalla Pro Loco alla Parrocchia, al Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo, prof. Salvatore Di Napoli. Ivi gli intervenuti hanno discusso le qualità di un probabile progetto di recupero urbanistico, individuando obiettivi generali ed azioni operative: questa si chiama progettazione partecipata ed è l'unico modo per non calare dall'alto, come spesso si dice, ogni tipo di decisione. Una decisione urbanistica, che cambia radicalmente il contesto di vita, non può essere appannaggio né di una amministrazione, né di un tecnico! Un sentito grazie ad i miei docenti e collaboratori ed un elogio vero ai partecipanti!»

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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