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VIOLENZA SULLE DONNE

San Valentino è appena trascorso e già le cronache registrano un femminicidio, peraltro consumato da un marito ai danni della moglie, come spesso avviene. E a tale proposito ben pochi sanno che la data dedicata al Santo degli innamorati è quella della sua morte per decapitazione: il Vescovo di Terni Valentino, infatti, fu giustiziato il 14 febbraio del 273 d. C. per ordine dell'imperatore romano Aureliano. Sarebbe facile indulgere ad un becero black humor, ma l'argomento de quo è troppo serio anche solo per pensare di scherzarci sopra. Anzi! Purtroppo è ormai chiarissimo che la violenza di genere, soprattutto quella perpetrata dagli appartenenti al sesso maschile sul femminile, è in rapidissima ascesa e non accenna a diminuire. Nei casi più truculenti l'epilogo è la morte della donna: si calcola che in Italia venga perpetrato un femminicidio ogni tre giorni. Ma la fenomenologia violenta è molto più vasta. Essa abbraccia una casistica che va dalla violenza domestica, alla violenza sessuale, purtroppo molto diffusa, alla discriminazione, alla pedofilia, alla tratta delle schiave, alla mutilazione degli organi genitali (infibulazione), allo stupro di guerra e chi più ne ha ne metta. E non parliamo soltanto di violenza fisica, perché talvolta essa si estroflette nelle forme della tortura psicologica, non meno truce della prima, ancorché forse più pericolosa perché subdola e mai troppo evidente all'esterno della coppia o del gruppo di appartenenza. Le cause sono molteplici, ma a parere di chi scrive esse sono innanzitutto da rintracciarsi nel progressivo sgretolamento della mentalità patriarcale, soltanto in apparenza spazzata via da una modernità comportamentale cui la psiche umana non ha ancora avuto modo di adeguarsi completamente. Peraltro sono in tanti, specialmente maschi, a confondere l'amore con la volontà di possesso, sentimento diffuso soprattutto laddove più grassa e grossa regna l'ignoranza.

E dalle nostre parti cosa avviene?

Documenta non habemus, ma si può ben affermare che nessun luogo del nostro pianeta può dirsi completamente al sicuro.

Una delle risposte a tale aberrante fenomenologia è nella prevenzione, la qual cosa deve necessariamente passare per l'informazione e soprattutto per l'educazione delle nuove generazioni. In prima linea deve esserci la scuola: e come al solito un'importante avanguardia, in Alta Irpinia, è costituita dall'IIS "A. M. Maffucci" di Calitri. L'Istituto, in collaborazione con il Consorzio dei Servizi Sociali, ha organizzato una due giorni tematica finalizzata proprio ad offrire una visione quanto più completa possibile agli studenti circa gli ignobili fenomeni dei quali discutiamo. Domani toccherà all'Istituto Tecnico Commerciale e poidomani ai Licei, presso i rispettivi auditorium. Tra gli oratori il D. S. Prof. Gerardo Vespucci, le dott.sse M. Iuliano e P. Delli Gatti del Centro Anti Violenza "Di Donna", la dott.ssa M. Frascione del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, la sig.na F. Cestone dell'Associazione Donne per il Sociale. A moderare saranno il prof. F. Acquaviva presso l'ITE e la prof.ssa R. Galgano presso il Licei.

LUPUS IN FABULA si associa all'ottima ed encomiabilissima iniziativa!

femminicidio

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Ho sempre creduto nei giovani almeno quanto, da giovane, credevo in me stesso e raramente sono stato smentito: so per certo che, al di là delle problematiche tipiche dell’età più verde, essi sono portatori, nella maggior parte dei casi, di una sensibilità e di un acume che hanno soltanto bisogno di trovare il proprio sbocco. Sono peraltro convinto che, qualora ci si ponga in ascolto delle loro parole, e ancor di più dei loro silenzi, parlando con essi in maniera franca e leale, si possa riuscire agevolmente a scoprirne i tratti più edificanti.

E questa mattina gli studenti dell’IPIA di Lacedonia si sono ritrovati in compagnia dei docenti in aula magna, onde rievocare tragedie quali la shoah e la tragica fine di tanti italiani istriani gettati nelle foibe, evento del quale oggi ricorre il “ricordo”. È stata, questa, l’occasione per parlare dei diritti umani che ancora oggi vengono sistematicamente violati in molti Stati, o ancora dei genocidi e dei sanguinosi conflitti in atto, aggravati dall’indifferenza di una pubblica opinione molto più attenta a cose futili e caduche che non alla sofferenza che ormai avvolge il pianeta nelle sue strette maglie.

A me pare che tale evento sia stato molto pregnante, perché ritengo sia importantissimo ibridare la cultura scientifica e tecnica tipica degli Istituti Professionali con quella umanistica, portando al contempo la conoscenza scientifica negli indirizzi umanistici, perché una cultura “vera” non può che essere olistica ed omnicomprensiva. Dipendesse da me tornerei alla didattica dell’Alto Medioevo, ovverossia alle cosiddette Arti Liberali, meglio conosciute come Arti del Trivio (artes sermocinales) e del Quadrivio (artes reales). Naturalmente la mia è soltanto una ironica esagerazione, ma un nocciolo di verità vuole pure predicarla: c’è bisogno di cultura a 360° laddove si voglia evolvere.

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Un Istituto d’Istruzione Superiore, quello di Lacedonia, che vanta una storia lunga 139 anni, dapprima con il nome di Scuola Normale dell’Alta Irpinia, come volle nominarlo Francesco De Sanctis, suo fondatore, quindi chiamato Magistrale, perché destinato alla formazione dei docenti di scuole elementari, e poi evolutosi in un delta di indirizzi che spaziano da quelli umanistici, a quelli tecnico-scientifici, a quello informatico. Una esistenza pluridecennale, quella della Scuola, consumatasi tra devastanti terremoti, due guerre mondiali, catastrofi e sciagure varie, che mai ne hanno minato le fondamenta, il prestigio conquistato sul campo: tra questi banchi si sono formati intelletti eccelsi, tra i quali scrittori del calibro di Maria Teresa Di Lascia, vincitrice del Premio Strega nel 1995, purtroppo postumo, con il romanzo Passaggio In Ombra; ed ancora qui hanno cominciato a sviluppare il loro intelletto fior di professionisti, altissimi funzionari pubblici, ministri della Repubblica italiana. Ora io affermo, senza tema di smentita, che la nostra Scuola possiede ancora tutte le potenzialità che la hanno resa celebre, a condizione che l’osservatore esterno intenda realmente focalizzarle.

E dunque, come è ormai tradizione consolidata, si è tenuto nel pomeriggio di ieri l’Open Day degli indirizzi umanistici tra le venerande mura dello storico Istituto. I ragazzi delle varie classi hanno dato vita a performance tematiche in costume: taluni hanno interpretato lo shakespeariano Otello, mentre altri hanno vestito gli abiti tipici dell’antica Roma per dar vita ad una scena della Casina, commedia plautina; c’è chi ha indossato i panni di Dioniso, il romano dio Bacco, con tanto di sacerdotesse al seguito, e chi invece si è infilato negli inferi danteschi, inscenando uno dei canti della immortale “Comedia”, e chi, infine, ha deciso di proporre il caos tipico della società dei tempi nostri in forme goliardiche. Devo testimoniare, per amore di verità, che è stata registrata una nutrita partecipazione da parte della società civile, nella specie soprattutto dei genitori di fanciulli che nell’anno in corso porteranno a compimento gli studi nell’ambito della scuola secondaria di primo grado, a testimonianza del fatto che il polo scolastico di Lacedonia ancora è foriero di forti attrattive. Complimenti al personale scolastico tutto e soprattutto agli studenti.

P.S. Anche se talvolta cade un albero con gran fragore, la foresta continua comunque a crescere in silenzio! È a tale costruttivo silenzio che intendiamo offrire voce!

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CIANCI VESPUCCI

Nella foto un incontro "filosofico" sulla " buona scuola" con Franco Ricciardi (sindaco di Monteverde), Gerardo Vespucci, D.S. del "Maffucci" e i docenti Tonino Vella, Francesco Custode e Maurizio Cianci.

 

«Io non m’intendo di politica!»

Quante volte accade di udire tale frase pronunziata con un atteggiamento che sembra voler affermare una presa di distanza netta da un ambiente reputato, nel migliore dei casi, poco limpido. È un modo, questo, per predicare la propria presunta “onestà” a fronte di una reputata “disonestà” di chi si dedica alla politica. In altri termini si ritiene che non esistano persone che si dedicano alla politica per il bene comune, ma solo per il proprio interesse e questo è uno dei pregiudizi più resistenti della nostra epoca. Non si spiegherebbe altrimenti il dilagare della cosiddetta “antipolitica”, che in sostanza è solo un diverso modo di “fare politica”, poiché da esso ventre sono stati partoriti movimenti di certo qual rilievo che si fondano su teorie populiste e demagogiche, ma che sono pur sempre “teorie politiche”. Basti pensare, per quel che concerne l’Italia, alla Lega Nord di qualche lustro fa, che imprecava contro i “politici di professione”: oggi si compone prevalentemente di professionisti della politica. E così accadrà per i nuovi movimenti, perché nonostante si esprima a parole la propria distanza dalla “politica”, ogni qual volta si esprime un pensiero del genere già si comincia a “fare politica”.

In realtà, che lo si voglia oppure no, non esiste azione umana che non germogli da un seme “politico”, ovvero da un sistema di convinzioni che determinano la gestione dei rapporti personali con l’alterità: anche l’educazione impartita alla prole, ad esempio, è “politica”.

E, dunque, poiché la politica è così pervasiva, diffusa nei più eterogenei ambiti dell’esistenza individuale e soprattutto sociale, indubitabilmente dovrebbe essere anche materia di studio. In realtà, purtroppo, del “pensiero politico” sviluppatosi in secoli di formulazioni filosofiche poco e niente conosce la gente comune: in altri termini, il problema più grande del mondo politico attuale è proprio l’ignoranza politica. E dunque le scelte operate attraverso il voto individuale sono determinate, nella maggior parte dei casi, da meccanismi di simpatia o antipatia, di tifo da stadio, quasi che le competizioni elettorali siano partite di calcio e non eventi che decidono la sorte comune per gli anni a venire. D’altro canto la forza dei politici disonesti è proprio da identificarsi in una ignoranza tanto estesa, che rende le grandi masse facilmente manipolabili. Nei fatti si sta realizzando, nel mondo occidentale, il monito di Confucio ad un sovrano dei suoi tempi: «Se vuoi governare il popolo in tranquillità, riempigli la pancia e svuotagli la mente».

Dunque accolgo con grande piacere l’ennesima iniziativa dell’IIS “A. M. Maffucci” di Calitri, tra i cui banchi, nell’anno scolastico in corso, si terrà una serie di seminari aperti al pubblico esterno alla scuola aventi ad oggetto la “filosofia politica”, ovverossia talune tra le teorie che più informano il nostro pensiero, anche nell’attualità, senza che la gente neppure se ne renda conto.

Domani 4 febbraio, dalle ore 11,30 alle ore 13,30, presso l’Auditorium dei licei, si terrà la presentazione di tale importante iniziativa, che comprenderà gli eventi riportati nella locandina pubblicata in questa pagina.

Interverranno per i saluti il Prof. Gerardo Vespucci, D. S. del “Maffucci”, il sindaco di Calitri Michele Di Maio, il Prof. Giovanni Sasso, già dirigente del “Maffucci” ed attualmente presidente della sezione di Avellino della Società Filosofica Italiana. Indi presenteranno il corso i Proff. Maurizio Cianci e Marialuisa Giannone.

sapere aude

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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