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Gli studenti presso il Trittico della fine del 1400 di Andrea Sabatini da Salerno.

James Russell Lowell, ottocentesco poeta, critico letterario e politico statunitense, ebbe ad affermare che «un rametto di esperienza vale un’intera foresta di avvertenze». La qual cosa, a ben guardare, è vera soprattutto per quel che concerne la conduzione di una istituzione complessa quale è quella scolastica, sfaccettata e labirintica, poiché al suo interno la materia da trattare è quella “umana”. Non ritengo esista qualcosa, nell’universo, di più complesso dell’essere umano, essendo esso stesso un microcosmo, soprattutto nel periodo di transito dall’infanzia, all’adolescenza, alla giovinezza. Pertanto un’azione realmente efficace, soprattutto dirigenziale, ma anche semplicemente didattica, si produce soltanto quando il timone del veliero scolastico sia retto da mani esperte e qualora gli occhi che scrutano gli orizzonti formativi, al fine di programmare le rotte da seguire, sappiano vedere i pericoli, ma anche la straordinaria bellezza, di questo gigantesco e per alcuni versi incognito mare che è la scuola, in grazia della lunga navigazione. Per dirla completamente, e con la solita franchezza del tutto scevra di servo encomio, affermerò che, nella generalità dei casi, la presenza di un Dirigente di lungo corso offre già di per sé una garanzia di successo scolastico. E chi vuole provi pure a smentirmi.

Nei fatti, come recita un antico proverbio indù, «nessun medico è veramente esperto prima di aver ucciso uno o due pazienti» e, senza per questo attribuire colpe o demeriti a nessuno, negli anni trascorsi qualche “uomo della medicina», ma anche qualche «maga esperta in sortilegi burocratici», ha fatto più di un cadavere nei corridoi dell’IOS “De Sanctis”. Ma, come suole dirsi, intelligenti pauca, per cui lascio binari che potrebbero condurmi su un tratto dialettico “morto”.

Fortuna vuole dunque, come accade spesso, che il buio della mezzanotte prelude sempre ad una nuova alba: e così è stato anche a Lacedonia. Il regime di “reggenza”, che in prima istanza aveva destato qualche timore, si è rivelato, per le scuole lacedoniesi, un immediato toccasana, perché alla loro guida è stata chiamata la dott.ssa Alfonsina Manganiello, Dirigente del rinomato Liceo Classico, con annesso Liceo Scientifico, “Pietro Paolo Parzanese” di Ariano Irpino. Non dico nulla di nuovo o di poco noto affermando che la perizia dirigenziale della dott.ssa Manganiello è amplificata da una profonda e vasta cultura umanistica, la qual cosa costituisce il plusvalore, in termini di innovazione e di efficacia di indirizzo, che a molti Presidi, specialmente di nuova nomina, anche se non a tutti, manca completamente.

E gli effetti del nuovo vento dirigenziale si sono palesati immediatamente nel diradamento subitaneo dei nembi di pessimismo e di demotivazione che aleggiavano sulla storica istituzione scolastica lacedoniese, non risparmiando nessuno, dal corpo docente, a quello discente, al personale A.T.A. Oggi pare proprio che il sole sia tornato a splendere e quindi non poteva aprirsi meglio l’anno scolastico 2017/2018 per gli studenti delle prime classi dei Licei, quello Classico e quello delle Scienze Umane, i quali, per volontà dell’ottima D. S., che da subito ha manifestato l’intenzione di dare concretezza ad una proficua continuità orizzontale tra scuola e territorio, sono stati accompagnati in un tour gnoseologico nel paese, in un vero “viaggio di scoperta” di interessantissimi attrattori culturali, ovverossia quelli del Museo Diocesano “San Gerardo Maiella” e quelli del MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino). Nella prima delle due importanti strutture museali è stato il sindaco Antonio Di Conza a fare gli onori di casa e lo scrivente a fare da guida, mentre nel secondo i ragazzi sono stati accolti dal prof. Rocco Pignatiello. Ad accompagnare le due scolaresche gli ottimi docenti Monica Coscia, Debora Renzulli, Massimo Annunziata e Maurizio Manganiello. Da rilevare l'impegno profuso dalla responsabile di plesso prof.ssa Antonella Cericola.

Sono più che mai convinto che sempre e comunque “poca favilla gran fiamma seconda” e quindi finalmente, da queste prime iniziative, torno a sperare in un rilancio, a mio parere possibilissimo, dell’offerta formativa lacedoniese che non mancherà di tornare ad essere attrattiva per gli studenti di tutti gli indirizzi come era in un passato neppure poi tanto lontano.

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Gli studenti presso il "pozzo del miracolo" di San Gerardo Maiella

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All'entrata del MAVI

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Il Trittico di Andrea Sabatini da Salerno (fine 1400 - Museo San Gerardo Maiella)

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Uno dei 30 tomi della Encyclopédie di Diderot in lingua francese edita nel 1754 (Museo San Gerardo)

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Acquasantiera medievale con effigie  di sirena bicaudata (Museo San Gerardo)

 

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Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur!

Ed è proprio vero: mentre il governo nazionale chiacchiera sul futuro delle piccole comunità, esse muoiono proprio in virtù di una legislazione che sostanzialmente equipara i paesetti montani ed interni alle grandi città. Crudeltà dei numeri: l’Istituto Superiore di Calitri, tra i vari indirizzi, non ha raggiunto la mole di utenza scolastica prevista per pochissimo e pertanto gli viene sottratta la presidenza. A mio giudizio è profondamente ingiusto penalizzare sempre le aree meno abitate, che, proprio in grazia di tali continue penalizzazioni, si spopolano sempre di più, in un circolo vizioso che avrà fine soltanto con l’annichilimento completo. Così, mentre le metropoli ingigantiscono e diventano invivibili, i nostri paesi si trasformano in meste sale di attesa di metaforiche stazioni: i giovani attendono il primo treno che li porti via, mentre i vecchi attendono l’ultimo convoglio della loro esistenza.

Sono veramente rammaricato, deluso, scontento, frustrato e, mi sia concesso il termine, “incazzato!”: mentre a Roma si chiacchiera, ancora una volta Sagunto viene espugnata!

Michele Miscia

Lettera aperta dei docenti, la cui firma è in calce.

I risultati di una qualsiasi azione lavorativa non nascono mai a caso e spesso non si comprendono le ragioni che hanno portato al raggiungimento degli stessi.

E' assai più semplice conformarsi ad un andazzo complessivo, aspettando che le occasioni ci cambino il corso delle cose. Quindi, siamo di fronte ad un appiattimento collettivo delle potenzialità e ad una profonda difficoltà nel far nascere nuove proposte o argomentazioni sulle quali poter costruire modelli innovativi.

Siamo assai capaci di individuare la diagnosi della malattia, però ci perdiamo nell'applicazione della terapia e nel frattempo il malato muore. La scuola rappresenta l'ultimo presidio culturale del nostro Territorio, infatti, la fortuna di poter parlare ai ragazzi continuamente, ci pone in una condizione di privilegio che ci fa comprendere la distanza sempre più crescente tra il mondo della scuola e la società civile, ove i fenomeni prevalenti mostrano una forte deriva individualista e scarsamente solidale.

La scuola, invece, è il punto d'incontro delle diverse culture, la scuola è l'espressione dei sentimenti, è la cultura del confronto delle tante visioni che arricchiscono il mondo, senza escludere, anzi partendo proprio dai nostri piccoli paesi.

Alla scuola spetta il compito, che presuppone grande capacità maieutica, di valorizzare le singole abilità, di sostenere anche le capacità residue di ogni allievo.

Inoltre, ha il dovere di costruire ponti sui quali far incamminare la speranza, far guardare il futuro con ottimismo perché solo la positività verso i nuovi orizzonti riesce a liberare le energie possedute e far cogliere le tante occasioni che la vita offre ad ognuno di noi.

Una scuola che sa veramente essere buona aiuta a guardare la felicità: questo è stato ed è l'Istituto " Maffucci" di Calitri.

Se a questo aggiungessimo anche i risultati della ricerca condotta dalla Fondazione Agnelli, che classifica le " scuole" nel preparare al lavoro e all'università, e che vedono il Maffucci tra le scuole migliori, allora la speranza che si possa coniugare libertà, responsabilità e successi anche nel nostro Sud si fa certezza.

La nostra mente corre verso tutti i risultati raggiunti, che ormai sono sotto gli occhi di tutti, che sono il prodotto di una grande strategia di coinvolgimento emotivo/relazionale che ha visto connessi ed uniti gli alunni, i docenti, il personale Ata e le figure professionali di tanti esperti esterni che molto spesso hanno collaborato con l'istituzione scolastica.

Ci sono voluti anni ed anni di piacevole lavoro per fare una scuola di qualità, una scuola capace di mettere ogni alunno al centro di una didattica innovativa, che coniuga le singole competenze con le grandi sfide che il sistema globalizzato ci impone.

Una scuola nella quale l'azione didattico/educativa è lo strumento affinché si possa "star bene insieme ".

Ci viene difficile pensare che 371 alunni, in un territorio che rischia lo spopolamento, contino poco, al punto di affidarli ad un nuovo Dirigente Scolastico senza tener conto di ciò che l'Istituto " Maffucci" di Calitri ha rappresentato e rappresenta per i nostri paesi.

La legge 183/2011 ha avviato un devastante processo di dimensionamento della rete scolastica. Devastante perché, con la norma sopra richiamata, si prevede la costituzione di scuole dimensionate, quindi un Dirigente scolastico ed un Direttore amministrativo per comuni montani con almeno 400 alunni.

Il Dimensionamento della rete scolastica, per come vediamo muoversi le istituzioni preposte alle decisioni, sembra essere vissuta come una mera incombenza di riorganizzazione numerica che si riduce ad un atto amministrativo. Non può, non deve essere così!

Le scuole devono essere coinvolte per quelle che sono e che rappresentano, le scelte istituzionali devono farsi carico della complessità dei territori e devono mettere al centro un’idea di scuole al servizio dell’utenza e non di un vacuo numero da raggiungere.

Se la norma in vigore non sarà cambiata, tra qualche anno, viste anche le nuove iscrizioni, avremo per tutta l'Alta Irpinia una sola presidenza e allora sarà la fine anche di quel poco di qualità e di umanità che ancora animano i nostri piccoli e, spesso, isolati paesi.

Un grazie al personale ATA ed amministrativo che ha supportato e sostenuto le nostre iniziative. Un grazie al Segretario amministrativo, dott. Mario Cipriano, che ha capito la dinamicità della nostra scuola, ed ne è diventato il punto di forza.

Un grazie al Dirigente Scolastico, Prof. Gerardo Vespucci, che ci ha continuamente trasmesso l'amore per la vita, checché se ne voglia dire, è ancora il presupposto propedeutico a qualsiasi processo di apprendimento/insegnamento.

Grazie Preside per averci aiutato a scrivere una delle pagine più belle della nostra Irpinia.

Ad maiora.

I docenti

Maurizio Cianci

Francesco Custode

Lino Iorlano

Antonio Vella

drone

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VOLO

Luis Sepúlveda scrisse: «Nessun uccello vola appena nato, ma arriva il momento in cui il richiamo dell’aria è più forte della paura di cadere e allora la vita gli insegna a spiegare le ali». Già, la maestra è la “vita”, ma anche la scuola può essere un’insegnante perfetta, a condizione però che sia “viva”!

E proprio nell’ambito del progetto “Scuola viva” gli studenti dell’IIS “A. M. Maffucci” hanno sperimentato le suggestioni che promanano da uno “sguardo aereo” sulla realtà, accompagnando il proprio occhio a quello di alcuni droni muniti di videocamere che hanno fatto volare su taluni paesi, Calitri, Cairano, Andretta, Sant’Andrea Di Conza, con l’assistenza, è ovvio, di esperti piloti da remoto.

Parafrasando Sepúlveda, non posso astenermi dal pensiero che l’Istituzione scolastica calitrana costituisca una sorta di piattaforma di decollo, dalla quale i giovani possono sperimentare anzitempo, prima che la natura e la necessità li costringa a farlo, l’ebbrezza del volo creativo ed operativo.

Scuola viva ed attiva, dunque, su tutti i fronti, anche perché ogni progetto è estroflesso fino alle sue conseguenze più estreme: nel caso in questione gli studenti hanno utilizzato le riprese effettuate per creare un video che promozionasse il territorio, nella specie i paesi finiti sotto l’obiettivo, ed al contempo la loro scuola. Ed è proprio questo uno dei tratti distintivi del “Maffucci”, che affianca all’insegnamento teorico l’apprendimento in situazione. Come affermava Confucio, anche se trasformo le sue parole onde piegarle alle mie esigenze comunicative, le cose apprese attraverso il solo ascolto si dimenticano, quelle lette si ricordano, ma soltanto quelle esperite direttamente di comprendono. Quanto a dire, insomma, che la parola “fuoco” non ha il potere di riscaldare: bisogna accostare le mani alla fiamma per trarne il necessario tepore (senza ovviamente scottarsi).

L’ennesimo progetto vincente, dunque, che ha visto la compartecipazione di molte professionalità: il D. S. prof. Gerardo Vespucci, il D. G. S. A. dr. Mario Cipriano, i professori Maurizio Cianci e Antonio Iannece che hanno affiancato nella docenza gli esperti esterni, il prof. Emiliano Stella, nella qualità di tutor, il prof. Antonio Vella, autore del progetto complessivo, il dr. Michele Miscia (ovvero lo scrivente) che è stato chiamato ad essere esperto esterno. Naturalmente, però, i veri protagonisti sono stati i ragazzi che hanno partecipato al progetto, provenienti dalle classi Seconda, Quarta e Quinta della sezione B e dalla Terza e Quarta della sezione A. Per le riprese occorre ringraziare in particolare lo studente Michele Russo, per il montaggio gli ottimi Matteo Giovanni Di Milia e Benedetto Cestone e infine Antonio Coppola per essersi prestato ad essere voce narrante.

Un ringraziamento particolare va al grande musicista Antonio Onorato, che ci ha concesso l’utilizzo delle sue musiche originali, nella fattispecie il brano strumentale da lui composto «A Beautiful Story»: un vero diamante sonoro dal quale promanano tutte le suggestioni connesse al sempiterno anelito al volo dell’essere umano.

 

 

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michelangelo franciosi

Che il prof. Michelangelo Franciosi, scomparso in maniera prematura lo scorso anno, fosse un geniale umanista era abbastanza risaputo, anche se egli operava ad alti livelli, nazionali ed internazionali, senza per questo farsene un vanto pubblico, estremamente umile e discreto quale egli era. E dunque quasi nessuno era ed è a conoscenza delle sue collaborazioni con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, del suo ruolo di editor italiano in una rivista "plurilingue" internazionale chiamata "La Freccia e il Cerchio", o ancora della curatela di una collana di poesie che sarà pubblicata entro la fine dell'anno con il titolo «Poesia. Portale Sud», per citare soltanto gli ultimissimi impegni che aveva assunto. Come nessuno sapeva e sa dei moltissimi  riconoscimenti ottenuti, quale, ad esempio, quello precocissimo di Alfiere del Lavoro, un premio che assegna ogni anno il Presidente della Repubblica ai venticinque migliori studenti che hanno terminato il ciclo delle scuole superiori. Ebbene, quella di Michelangelo è stata un'aurora che si è poi dimostrata essere il preludio di un luminosissimo giorno, pur breve purtroppo, per la cultura, da lui amata in maniera viscerale, come il suo lavoro di professore, che egli considerava alla stregua di una missione esistenziale. Non gli interessavano onori, né glorie! Si ritraeva di fronte ai complimenti, dei quali non si curava affatto. Ed era di una generosità senza uguali, che io posso ben testimoniare di persona: mai, rigorosamente nell'assoluto silenzio, ha fatto mancare il suo sostanzioso supporto ad azioni benefiche di qual si voglia natura intraprese a Lacedonia. Ebbene, Michelangelo è stato degnissimo erede di suo padre Carlo, del quale ricordo con gratitudine l'affetto che mi mostrava quando era mio professore, e dei suoi avi tutti, quei Franciosi che interloquivano da pari a pari con Francesco de Sanctis e che lo ospitavano in casa loro, la stessa che egli ancora ha abitato per tutta la vita, fatti salvi i lunghi periodi trascorsi a Napoli ove insegnava.

E dunque proprio per ricordarlo degnamente la sua famiglia ha deciso di istituire due borse di studio, l'una pari ad € 1000 (mille) e l'altra di € 500 (cinquecento), da destinare a due studenti di Lacedonia,  sulla scorta di una graduatoria redatta secondo i canoni indicati nel bando di gara qui allegato in formato pdf.

La premiazione è prevista per l'otto di agosto a Lacedonia e nel suo corso parleranno delle sue qualità la professoressa Raffaella Ragone, dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e il dr. Edoardo Sant'Elia, scrittore e giornalista della RAI.

L'organizzazione e la logistica sono curate per la famiglia dalla dott.ssa. Paola Melina, che attualmente collabora presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, essendo in forza al Ministero delle Finanze, e dallo scrivente, dr. Michele Filippo Miscia, nella qualità di delegato regionale dell'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo). Il Comune di Lacedonia non farà mancare il suo patrocinio morale, che sarà deliberato a breve, onde perpetuare la memoria di un concittadino tanto illustre quanto alieno da ogni servo encomio o da effimere volontà di emersione sociale. Michelangelo era come il mare, più grande di tutti i fiumi perché non gli interessava affatto porsi più in alto di loro.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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