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«Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti»: nulla di più vero di questa esternazione di Cesare Pavese, contenuta nell'opera La luna e i falò, a condizione, però, che la terra mater non sia una perfetta sconosciuta, come troppo spesso accade. Nei fatti i nostri paesi sono ricchissimi di storia e ancor di più di leggende e tradizioni spesso tramandate per via orale, che la fronda verde dell'albero sociale non conosce, perché non è giunta loro la linfa della conoscenza che ha alimentato le generazioni pregresse. Colpa di una certa distrazione promanante dall'uso delle nuove tecnologie, che di fatto hanno annichilito le distanze, creando una sorta di villaggio globale. Si sono in tal modo perdute le caratteristiche salienti delle eterogenee comunità e con esse è andata persa una ricchezza di stimoli che conduceva ad uno spassionato amore per la propria comunità, la qual cosa, immancabilmente, si traduceva in passione ed impegno civici. Oggi, purtroppo, il disamore dei giovani per la propria terra è una delle cause della diaspora che appare inarrestabile, ragion per la quale la scuola, ente che occupa di solito le avanguardie nella lotta per la salvaguardia del territorio, deve intervenire per invertire tale situazione promuovendo la conoscenza dei luoghi entro i quali essa insiste. Tale operazione riesce benissimo all'IOS "De Sanctis" di Lacedonia, presieduto dalla D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine, che abbraccia anche i plessi di Monteverde e Aquilonia per quel che concerne la scuola primaria e quella secondaria di primo grado, al punto che, oltre al lavoro curriculare in tal senso orientato, organizza anche corsi specifici, come i PON, gli ultimi dei quali, denominati CulturalMente e Il mestiere di conservare, sono finalizzati proprio alla conoscenza puntuale degli argomenti de quibus. Devo esternare, da soggetto coinvolto, la mia ammirazione per i giovanissimi studenti che partecipano alle operazioni di ricerca e ricostruzione storica, che stanno rispondendo in maniera egregia agli stimoli culturali promananti dell'istituzione scolastica. Un plauso, dunque, in attesa di vedere i frutti del loro pregevole lavoro, che sarà messo a disposizione di tutti, specialmente della comunità degli adulti, talvolta disattenta, al punto da non avvedersi della ricchezza che la circonda.

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Nell'anno scolastico in corso è stato posto in essere, presso l'IOS "F. De Sanctis" di Lacedonia, un progetto di educazione stradale stremamente articolato, estroflesso in eterogenei incontri nel segno della continuità orizzontale con il territorio, ovvero per il tramite della collaborazione fattiva con enti pubblici e privati. Una lezione in presenza è stata tenuta dal cap. Michele Caponigro, comandante della P. M. locale, un altro invece ha visto quale docente il responsabile dell'autoscuola "Erdonea", sig. Di Conza, mentre ieri (4 giugno 2019) si è tenuta, sul campetto dell'ex convento, l'esperienza in situazione che ha costituito la ciliegina sulla torta di questa azione didattica, la cui responsabile è stata la prof.ssa Maria Michelina Giannetti, ma che nei fatti è stata realizzata con la collaborazione attiva di tutti gli insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia. Particolarmente attento a queste problematiche è l'istituto guidato dalla D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine, soprattutto per le valenze delle quali esse sono portatrici. Infatti l'educazione stradale travalica ampiamente la pur importantissima tematica della sicurezza, essenziale alla salvaguardia dell'incolumità dei bambini soprattutto nei contesti urbani, ma essendo in sostanza tale materia un insieme di regole, l'educazione alle stesse trasmette un positivo messaggio di cittadinanza attiva: le regole, tanto stradali, quanto d'altra natura, vanno rispettate, perchè la loro ragion d'essere è sempre finalizzata al bene nostro e dell'alterità. E questo, a mio modo di vedere, è un plusvalore del quale occorre tenere veramente conto.

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Si è tenuta stamane (4 giugno 2019), presso l'Ios "Francesco De Sanctis" di Lacedonia, la cerimonia di consegna delle certificazioni linguistiche del Trinity College agli studenti dei vari indirizzi, ordini e gradi della scuola de qua. La formazione tra i banchi lacedoniesi, dunque, volge la prua verso le nuove e fondamentali esigenze della società in questo primo scorcio del terzo millennio, tra le quali la conoscenza di una lingua differente da quella madre, nella fattispecie l'inglese, risulta essere importantissima, indispensabile freccia in faretra per i giovani chiamati ad affrontare un futuro che, purtroppo, non si prospetta per nulla facile. Non per caso conoscere almeno un idioma differente dal proprio costituisce competenza chiave del cittadino d'Europa, così come raccomandato dall'U.E. nel 2006 e ribadito dal Consiglio europeo con la Raccomandazione del 22 maggio 2018.

È da dire che il documento acquisito nella giornata odierna è valido in tutti gli Stati dell'Unione ed anche nei Paesi con i quali sussistono specifici trattati, ragion per la quale è importantissimo acquisirlo, anche per costruire un curriculum personale lavorativamente spendibile. 

La consegna dei diplomi è stata posta in essere direttamente dal responsabile regionale dell'ente certificatore, prof. Raffaele Nasti, alla presenza della D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine, da un anno alla guida dell'IOS "De Sanctis" di Lacedonia, che ha espresso la propria soddisfazione, tangibile, peraltro, nei docenti di lingua straniera interni, che hanno curato il progetto, ovvero i proff. Sergio Iannece, Paola Villanova e Daniela Flammia.

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Care concittadine, cari concittadini, abbiamo ricevuto da più parti la sollecitazione a spiegare pubblicamente i motivi della nostra mancata partecipazione alla competizione amministrativa. Riteniamo che non sia questo il momento più adatto per fornire spiegazioni: è in corso una campagna elettorale ed è giusto, quindi, che i cittadini bisaccesi si concentrino sulle proposte delle due liste in campo piuttosto che sulle ragioni di chi non c'è. Ci sarà modo e tempo per illustrare le motivazioni che hanno determinato la nostra decisione. Ciò che, invece, ci preme annunciare è che IL NOSTRO IMPEGNO CONTINUA. Abbiamo unanimemente convenuto di dare vita ad una iniziativa che si occupi di tematiche amministrative, politiche, sociali e culturali. Nelle prossime settimane determineremo le forme della nostra attività e le modalità di adesione. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato vogliamo esercitare un'azione di controllo sull'operato della prossima amministrazione comunale, portando all'attenzione della pubblica opinione analisi ragionate sulla vita amministrativa; dall'altro vogliamo soprattutto elaborare proposte concrete di miglioramento delle condizioni della nostra comunità, cercando di essere, laddove possibile, anche soggetto attuatore delle nostre proposte, in collaborazione con le altre associazioni del territorio.
Ci tenevamo ad annunciare la nostra iniziativa prima del voto del 26 maggio per evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione: essa vedrà la luce indipendentemente dal risultato elettorale.

Ci auguriamo che il nostro impegno possa contribuire a migliorare la vita pubblica della comunità bisaccese.

Con affetto,

I FONDATORI


Donato Sena, Michele De Gianni, Pasquale Gallicchio, Antonio Pagliarulo, Claudio Morano, Daniel Balascio, Emmanuel De Vito, Concetta De Guglielmo, Michela Sena, Lucio Sollazzo, Marco Menna Salvatore Cela, Antonio Gentile.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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