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Se si sradica una quercia, magari uno dei cerri secolari, dal bosco di Origlio, a Lacedonia, e lo si trapianta ai piedi delle alture o nelle pianure del Nord Italia, non diventerà di sicuro un abete alpino e neppure un cipresso di Bolgheri, ma resterà una quercia appenninica lacedoniese. C'è poco da fare. È difficile sfuggire alle suggestioni potenti promananti dalla terra mater:  lo so per esperienza, essendo vissuto per decenni fuori dal nostro paese, fin quando il "richiamo delle radici" non si è fatto sentire prepotentemente, inducendomi a tornare. Sono certo che la grandissima maggioranza dei lacedoniesi costretti a partire da casa propria e ad allontanarsi dagli affetti più cari per motivi di lavoro siano animati da questi stessi sentimenti di amore, i quali li inducono, una volta l'anno da un paio di lustri almeno, a riunirsi nel segno dei ricordi, della nostalgia e della comune appartenenza al luogo nel quale hanno respirato la prima aria e visto la primissima luce. Io ne sono veramente orgoglioso: i nostri concittadini che vivono in un lontano altrove non dimenticano le origini, elemento estremamente accomunante, perché, che lo si voglia oppure no, ogni essere umano evolve in una particolare temperie culturale, che lo plasma e gli infonde caratteristiche e peculiarità proprie del genius loci e assolutamente indelebili.

Sono qui innanzitutto a fare i complimenti a chi si assume l'onore della parte logistica ed organizzativa, nella specie Gerardo Quatrale, che nell'anno in corso - mi ha fatto sapere - è stato aiutato da Pierino Quatrale.

Ma il mio plauso va a tutti i partecipanti, ben 160, anche se si prevede che nei prossimi anni tale numero sia destinato ad aumentare, perché la reunion va riscuotendo sempre più successo.

Nell'anno in corso c'è anche una dedica particolare da fare ad un compaesano, che ha regalato 200 magliette con la scritta Lacedonia insieme 2019, distribuite a tutti i partecipanti, il quale non ha potuto partecipare perché ricoverato in ospedale. Si tratta di Donato Pandiscia, titolare di Auto Pitagora a Torino. Di seguito le foto.

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