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PANORAMA LACEDONIA1

Gran bella iniziativa benefica domani sera, 11 agosto 2017, a Lacedonia, denominata "Cinquentenni per il sociale". Mi è stato chiesto espressamente, ed anzi sono stato veramente pregato, in omaggio forse al motto evangelico "non sappia la mano sinistra quel che fa la destra", di non fare nomi ... ma io sono un dispettoso e dunque ... va bene, per questa volta li accontento e taccio. Nei fatti i coscritti del 1967, che nell'anno in corso attraversano la fatidica soglia del cinquantesimo di permanenza sul pianeta Terra, hanno deciso di evitare il solito convivio autoreferenziale nel quale si tirano fuori, una tantum, nostalgici ricordi personali degli anni migliori, rispolverati, forse anche un po' a fatica, per l'occasione, ma che già poidomani finiranno dov'erano, ovvero in naftalina. Hanno invece intelligentemente deciso di dare vita, autotassandosi, ad un evento collettivo che coinvolga l'intera popolazione e le cui connotazioni sono da una parte di natura ludica, come è giusto che sia, ma che dall'altra siano finalizzate ad una meritoria azione benefica.

E dunque questo è il programma.

Sarà una serata di enogastronomia e musica che si terrà presso la Piazzetta Primo Maggio (il belvedere di Lacedonia), a partire dalle ore 21.00, con un menu composto di piatti tipici della tradizione culinaria lacedoniese e vini a denominazione d'origine controllata. Il tutto sarà "condito" da musica dal vivo rigorosamente selezionata. Dalla mezzanotte in avanti si esibirà un Dj Resident, con musica anni 70 e 80, e ci sarà una ulteriore sorpresa gastronomica. La popolazione naturalmente è invitata ad una massiccia partecipazione, anche perché gli introiti saranno devoluti seduta stante alle Comunità "Papa Giovanni XIII", quelle, per intenderci, di cui è parte non secondaria il missionario lacedoniese in Brasile Peppino Leone, che in questi giorni si trova a Lacedonia, essendovi venuto ad accudire per un po' il padre anziano ed ammalato. In questa maniera si sa per certo che il denaro non finirà in mani di ONG poco serie, ma andrà realmente a finanziare un progetto per la salvezza dei bambini di strada di quella parte interna e dimenticata del Brasile, nel quale i meninos de rua (bambini di strada) sovente vengono ammazzati come topi dai cosiddetti squadroni della morte, laddove non finiscano nelle maglie della tossicodipendenza (aspirano colla) e dell'alcolismo (purtroppo taluni di loro, se non trovano altro, ingeriscono anche prodotti per i motori delle auto che contengano alcol). Se una serata di divertimento e pappatoria può contribuire ad evitare che molte bambine piccolissime vengano rese schiave e vendute ai pedofili oppure avviate alla prostituzione o che molti infanti siano uccisi da criminali senza alcuno scrupolo che espiantano i loro organi da vendere al mercato nero, allora sia benedetto il divertimento e la pappatoria!

Parola di LUPUS IN FABULA! Io ci sarò!

lacedoniapanorama2

I due panorami di Lacedonia sono di A. Pignatiello - Vietato l'uso o la riproduzione senza il consenso esplicito dell'autore

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Foto Cancian 3

Uno scorcio del centro storico di Lacedonia alla fine degli anni 50 in una foto scattata dall'antropologo Frank Cancian

COMUNICATO DELL'UFFICIO STAMPA DEL MAVI - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE

Ci siamo quasi. Il conto alla rovescia è quasi terminato: oggi, 9 agosto,, all’ora di pranzo, Frank Cancian sbarcherà all’aeroporto di Napoli. Subito farà rotta su Lacedonia, dove la comunità è pronta ad accoglierlo.

Per lui e per il suo ritorno è stato messo a punto un ricco programma: una tre giorni di iniziative per celebrare i sessant’anni dal suo soggiorno di sette mesi in paese, durante il quale, giovanissimo, documentò con quasi duemila foto le abitudini di vita degli abitanti.

Mercoledì 9 agosto – Sarà inaugurato il Museo Antropologico Visivo Irpino. Proprio in quel giorno, il professor Cancian arriverà a Lacedonia e sarà accolto dal sindaco Antonio Di Conza.

Verrà presentato il concorso “Milleottocento e 1 passaggi” e saranno aperte al pubblico le mostre fotografiche. “Un paese italiano 2017” sarà affiancata da “I giorni della canapa” di Salvatore Di Vilio, mentre “Spasiba!” di Michele Mari e “Memorie di palazzo” di Filippo Cristallo e Antonella Cappuccio saranno allestite presso la Chiesa San Filippo. Il Museo diocesano ospiterà “Volti di Lacedonia” di Michele Frasca.

La giornata si chiuderà con il Reading di poesie a cura di Rocco Pignatiello: dalle ore 22:30, presso i Giardini del MAVI, accompagnati alla chitarra da Nicola Pignatiello, si alterneranno alla lettura Paolo Speranza, Aldo Vella, Michele Miscia, Maria Tartaglia, Claudia Tanga e Marilinda Donatiello.

Giovedì 10 agosto - Doppio incontro pubblico: alle 11, presso la Chiesa di San Filippo, ”Sono un fotografo con un punto di vista”: si tratterà in maniera analitica e tecnica il progetto “Milleottocento e 1 passaggi”. Coordinati dal giornalista Leandro Pisano, interverranno Frank Cancian, Annalisa Cervone, Salvatore Di Vilio, Michele Mari, Aldo Colucciello, Nicola Loviento e Federico Iadarola.

Alle 17, i Giardini dell’Istituto Magistrale ospiteranno un dibattito dal titolo “Il MAVI e l’importanza della rete museale nelle aree interne”, al quale saranno presenti rappresentati istituzionali regionali, del mondo delle Pro Loco, il presidente della Comunità dell’Alta Irpinia, Ciriaco De Mita, e i sindaci dei comuni.

A seguire, la premiazione del concorso “Milleottocento e 1 passaggi – Un paese italiano 2017”, mentre alle 22 andrà in scena il “dj set and cooking-set” di Dub&Patan – roots, culture and militant food.

Venerdì 11 agosto - L’ultimo dei tre giorni di Frank Cancian a Lacedonia sarà per lui un tuffo nel passato, “Un ponte di immagini tra passato e presente”: alle 9, il professore farà, sessant’anni dopo, una passeggiata nel centro storico di Lacedonia, perché tanto “i luoghi e le persone prima o poi si reincontrano”. Assieme al regista Michele Citoni, incontrerà alcune delle persone ritratte nelle foto di sessant’anni fa, e lo farà negli stessi luoghi in cui furono scattate le fotografie. Alle 17, un simpatico momento ludico-storico-culturale: “Caccia alla foto”, una sorta di caccia al tesoro nelle vie del paese partendo dalle immagini scattate dal professore.

Cos’è il Museo Antropologico Visivo Irpino e chi è Frank Cancian

Il MAVI, che verrà inaugurato il prossimo 9 agosto, ha sede in uno stabile dell’Ottocento nel cuore di Lacedonia, in passato adibito a carcere circondariale e poi a pretura mandamentale e ristrutturato dopo il sisma del 1980, a due passi dallo storico Istituto Magistrale “Francesco De Sanctis”.

E’ figlio della curiosità di un giovanissimo studente di Antropologia, prima, e della passione civile di un gruppo di lacedoniesi, poi. Il Museo Antropologico Visivo Irpino è un progetto che nasce alcuni anni fa, dopo la pubblicazione del libro “Lacedonia, un paese italiano, 1957”, di Frank Cancian. Elemento fondante del museo sono le 1801 foto che proprio Cancian ha messo a disposizione dei visitatori. Si tratta di immagini scattate tra il gennaio e il luglio del 1957, periodo che l’allora ventiduenne americano trascorse a Lacedonia dopo aver vinto una borsa di studio presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Le foto sono materiale preziosissimo - non a caso hanno avuto l’immediato ed entusiasta sostegno della Soprintendenza e della Regione Campania -, perché ci restituiscono con vivace immediatezza e con forte impatto visivo ed emotivo lo spirito di quel tempo e di quel mondo contadino ormai scomparso a seguito dell’emigrazione, dopo le enormi trasformazioni del secondo dopoguerra.

Si tratta di scatti che ritraggono i cittadini di un piccolo paese dell’entroterra irpino nella loro quotidianità: al lavoro, a scuola, in casa, nelle masserie, durante le processioni, al bar, in piazza, nel corso di cerimonie. Volti ed espressioni che affermano con incisività ciò che non sempre si ritrova nelle testimonianze scritte.

La ricerca di materiale finora ritenuto di scarso valore per la storia (proverbi, canzoni, foto, quadri) è dunque l’obiettivo del museo: il tutto andrà ad arricchire la già copiosa Collezione Cancian.

www.museomavi.it

Fb: Museo Antropologico Visivo Irpino

Frank Cancian Lacedonia 1957

il prof. Cancian a Lacedonia nel 1957

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Si è svolta nella giornata di oggi la tradizionale festa della Madonna del Carmelo. La peculiarità antropologica di tale tradizione è nel fatto che fin da tempi molto antichi l’evento è stato curato dai “maestri muratori”, da cui il nome di “Madonna dei Muratori”, categoria che ha eletto la Vergine a propria protettrice. Nei tempi nostri, ormai, la figura del muratore che lavora a giornata insieme ai suoi manovali non esiste più, soppiantata dalle imprese edili. Ma comunque taluno di questi bravissimi artigiani ancora resiste ed è ancora in prima linea nell’organizzazione delle celebrazioni. Ecco alcune foto.

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Niente parole a commento, ma solo immagini a pro dei lacedoniesi emigrati. Un pensiero di gratitudine al comitato che non lascia morire la tradizione, composto da Giuseppe Bianco, Simone D'Errico, Ennio Saponiero, Federico Scola, Gerardina Tirelli, Antonio Leone, Leonardo Cuozzo, Antonio Pio e Antonio Bianco,  al parroco don Sabino Scolamiero e al viceparroco don Roberto Di Chiara.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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