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Come ogni anno, da quanto è stata restaurata, la Chiesa di San Filippo Neri, in piazza "F. De Sanctis", è oggetto delle cure di un gruppo di volontari che la ripuliscono da cima a fondo. Nell'anno in corso la brigata è stata guidata dal viceparroco don Roberto Di Chiara, che si è armato di buona volontà e di ramazze dando l'esempio. Fervono insomma i preparativi per la due giorni di festeggiamenti in onore del Santo Patrono: puntuali come un tempo erano le rondini sono arrivati anche i giostrai con i loro autoscontri, mentre il comitato raccoglie fondi. Sul palco salirà, nella giornata del 26 maggio, Alexia, mentre il 25 toccherà alla band di Agostino Tordiglione.

Va senza dire che quella di San Filippo Neri è forse la festività più sentita dalla popolazione. Al riguardo la tradizione popolare ha tramandato un aneddoto alquanto divertente. Nell'Ottocento si raccolsero dei fondi tra la gente per comprare una nuova statua di San Filippo e due concittadini furono incaricati di recarsi a Napoli, con un carro trainato da cavalli, per comprarne una. Giunti che furono colà (il viaggio era lungo e faticoso), girarono per diverse botteghe artigiane, ma nessuno aveva un San Filippo, santo fiorentino di nascita e vissuto sempre a Roma. Un commerciante gli propose un affarone: abbiamo un San Biagio a prezzo molto ridotto. Per non ritornare a mani vuote a Lacedonia i due compaesani si guardarono negli occhi e poi si dissero: «Qualcuno da noi ha mai visto San Filippo in faccia?». Concordarono che i connotati del santo erano sconosciuti e perciò sbottarono: «Prendiamo San Biagio e diciamo che è San Filippo, tanto a Lacedonia sanno sti c...». E fu così che per diversi anni in processione fu portato San Biagio! Che fine abbia fatto quella statua non è dato sapere, fatto sta che l'aneddoto insegna che non è tanto importante l'effigie, ma ciò che la gente ritiene che rappresenti!

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Nicola e Francesco

Chi non è di Lacedonia non può capire cosa rappresenti Nicola per la festa di San Filippo Neri: è come il formaggio sulla pasta, il sale sulle pietanze, la ciliegina sulla torta. E, anche se nell'anno in corso non è troppo presente al banchetto del "comitato", perché molto più presente è senza dubbio Francesco, è usanza consolidata da moltissimi anni che tocchi sempre a lui rivelare il nome del cantante scelto per esibirsi il 26 di maggio, tanto è vero che già da Pasqua la gente comincia a rivolgergli la consueta frase: "Nicò, chi ven' a San Filippo?". Nell'anno in corso ci ha fatto penare, ma finalmente ha parlato: si tratta di Alexia, nota cantante, ma anche compositrice, celebre per aver vinto, tra l'altro, la cinquantatreesima edizione del Festival di San Remo. L'artista ligure è una figura che piace molto ai giovani, per merito del cui impegno, vale la pena sottolinearlo, la tradizione continua: il comitato è infatti composto da giovanissimi ambosessi, soprattutto ragazze. A tutti loro vanno i più sentiti complimenti. Il 25 maggio, invece, il palco sarà calcato dal gruppo del musicista Agostino Tordiglione.

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Alexia 

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Domani, 25 aprile, finale di stagione “con il botto” presso il Teatro Comunale di Lacedonia. L’ultimo degli spettacoli che fanno parte del cartellone predisposto dal Teatro Pubblico Campano per questa stagione vede infatti protagonista Carlo Buccirosso che interpreterà la nuova commedia che egli, come suo solito, ha scritto e dirige. Il pomo della discordia: questo il titolo che lascia presagire un plot alquanto articolato e ricco di colpi di scena. Nei fatti, a legger la trama, che naturalmente non sveleremo, in essa confluiscono elementi particolari, anche riferibili alla osservazione diretta della società, come Buccirosso, estremamente sensibile, non manca quasi mai di fare. Non a caso è presente, nella famiglia Tramontano, un figlio, Achille, vessato dal padre e difeso a spada tratta dalla madre, il quale, per giunta, non ha avuto il coraggio di “fare outing”, come suole dirsi, e confessare la sua omosessualità presentando il suo fidanzato … e naturalmente di più non vogliamo aggiungere per non deprivare lo spettatore del gusto di seguire passo dopo passo l’evoluzione della divertente trama. Lo spettacolo è impreziosito dalla partecipazione di Maria Nazionale, nota cantante e attrice partenopea, addivenuta a celebrità per la sua partecipazione a svariati Festival di San Remo e la sua collaborazione con cantautori del calibro di De Gregori, per non dire di altri. Ancora, le musiche sono firmate da Sal Da Vinci, altra conoscenza del Teatro di Lacedonia, che sta vivendo un periodo creativo di grande spolvero.

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L’idea di dare corpo ad un viaggio compiuto su strade sonore, che vede protagonista l’Orchestra Giovanile “Ben Ti Voglio” e che si snoderà tra cattedrali e castelli situati a ridosso del bacino dell’Ofanto, per giungere fino alla Reggia di Caserta, quasi a voler disegnare un simbolico trait d’union territoriale, è nata a Monteverde, perché l’Associazione nel cui seno è germogliata l’Accademia musicale de quo, denominata Il Temporale, vede tra le sue fila un monteverdese a denominazione d’origine controllata, Vito Rorro, da anni stabilitosi proprio nel Comune di Bentivoglio in provincia di Bologna, ove essa ha la sua sede.

È da dire che tanto la citata Associazione, quanto l’Orchestra, operano nel più assoluto spirito volontaristico, all’insegna del no profit, come tiene a sottolineare l’amico Vito.

E dunque stasera, 18 di aprile, alle ore 19.30, il tour partirà proprio dal Castello Baronale di Monteverde, che dall’alto del suo scosceso dirupo sorveglia da secoli l’Aufidus flumen, il quale indusse Annibale alle lacrime, se si vuole offrire credito ad una popolare leggenda.

Si proseguirà domani, 19 aprile, alla stessa ora, presso il Castello di Taurasi, già costruito dai Longobardi, distrutto dai Saraceni e quindi ricostruito dai Normanni.

Dopodomani, ovverossia il 20 del mese corrente, il proscenio sarà quello estremamente suggestivo del Castello Feudale di Bisaccia, dimora di caccia di Federico Imperatore, con il suo loggiato dal quale Torquato Tasso si affacciò a contemplare le distese verdi.

Venerdì 21 e sabato 22 toccherà alle Cattedrali, rispettivamente a quella di S. Angelo Dei Lombardi e a quella di Ariano Irpino. In locandina i rispettivi orari di inizio.

Si chiuderà in bellezza, domenica 23, presso la Reggia di Caserta, con inizio alle ore 11,30.

L’organizzazione tiene a sottolineare l’apporto offerto dalle Amministrazioni comunali dei citati Comuni, senza il quale probabilmente non sarebbe stato possibile fare nulla.

LUPUS IN FABULA esprime il proprio compiacimento per una iniziativa che procede in direzione della promozione territoriale.

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Castello di Monteverde

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Castello di Taurasi

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Castello di Bisaccia

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Cattedrale S. Angelo Dei Lombardi

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Cattedrale di Ariano Irpino

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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