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OFFICINE

Le nuove titolari SARA TIRELLI e OLIMPIA DI TUCCIO

 

Nuova gestione per lo storico Bar Gelsetti, che ha riaperto stasera, 4 marzo, dopo un breve periodo di chiusura, con un look completamente rinnovato: ripiani rialzati con scranni alti, rigorosamente in legno, per i clienti che intendono consumare colazioni e bevande in comodità, divisorio eliminato che offre un senso di maggiore ampiezza, luci posizionate al punto giusto ed altre migliorie che non mancheranno di attrarre ulteriore clientela giovane, che in verità non è mai mancata. Nuovo anche il nome, che almeno in me evoca atmosfere moderne: Officine 171. Per l'inaugurazione sono state fatte le cose in grande, con un ottimo catering curato dal Gronki di Aquilonia. Il team che acquisisce la responsabilità gestionale, in realtà un duo, è composto da Sara Tirelli e Olimpia Di Tuccio,  che comunque già collaboravano con Filomena, la quale aveva ereditato il locale dagli zii, i mitici Michele e "Finuccella" Gelsetti. Essi lo avevano rilevato da un personaggio indimenticabile, Arturo, che lo gestiva, a quel che so, fin dagli anni cinquanta del secolo scorso. Se quelle pareti potessero parlare ne avrebbero di aneddoti da raccontare, perché il bar de quo è sempre stato un luogo estremamente frequentato. LUPUS IN FABULA porge i suoi migliori auguri alle due giovani ragazze, a maggior ragione encomiabili perché hanno scelto di investire tempo e denaro nella loro terra! Ad maiora...

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L'esterno del locale

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Il banco (con la partecipazione straordinaria di Francesca e di Rossana)

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Filomena, Ennio e Ciro

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Il logo del locale

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Laurito 4donne 1canaglia

Correva la metà degli anni 70, all’incirca, e in tutti i cinematografi della nostra Penisola spopolava la commedia all’italiana, con donne stupende che hanno fatto sognare (per usare un eufemismo molto soft) intere generazioni di maschietti. Ricordo perfettamente quando nella sala inondata di fumo del Cinema Argentino, a Lacedonia, venivano proiettate le pellicole che vedevano quali protagoniste femminili Barbara Bouchet o Corinne Clery: era l’apoteosi della libido repressa tipica di un qual si voglia paese nell’epoca del passaggio tra la mentalità patriarcale e quella attuale. Quei veli che cadevano – nulla di scabroso in realtà – suscitavano fischi e cori di approvazione, come risate a non finire producevano le gag dei principi della commedia di quel periodo storico. E indubbiamente Gianfranco D’Angelo era una costante della cinematografia comica patria del tempo, con Banfi, Vitali e tanti altri. E l’avvenenza palese delle attrici di quella generazione faceva spesso dimenticare che esse sono portatrici di un grandissimo talento artistico, la qual cosa ha consentito loro di non scomparire dal proscenio spesso internazionale, ma di affermarsi in ruoli seri, ma anche comici, tanto al cinema quanto in teatro.

E proprio una commedia comica, 4 Donne e 1 Canaglia, ha riunito la Bouchet, la Clery, D’Angelo, con la grande Marisa Laurito, affermatasi soprattutto in televisione. La quarta donna è la promettente ed avvenente Paola Caruso. Proprio tale piece sarà portata in scena domani, 3 marzo, sul palco del Teatro Comunale di Lacedonia, con apertura porte alla ora abituale, le 20,15 circa. Anche in questa occasione il sold out è garantito.

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Corinne Clery (mitici anni 70 - 80)

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Barbara Bouchet (mitici anni 70 - 80)

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Gianfranco D'Angelo con Ezio Greggio ai tempi del mitico programma Drive In

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Non chiedetemi chi dei due è Gabbani e chi la scimmia nuda (forse il simpaticissimo Gerardo "Gatte Nere")

Cosa mi auguro per i nostri paesi? Soprattutto che non abbiano mai a perdere le loro tradizioni, quali quelle carnascialesche, annichilite da un depauparamento antropico che ormai si rende molto evidente in tutti i borghi di questa parte dell'appennino d'Irpinia, nessuno escluso. Ma a me l'esistenza ha insegnato che non è il numero, ma la qualità delle persone a dare forma visibile al reale, e devo dire che c'è molta gente, dalle nostre parti, che non difetta affatto di potente interiorità che si traduce in creatività e in altruismo. Andiamo verso il cambiamento, non verso la fine: e prima i nostri concittadini se ne renderanno conto meglio sarà per tutti. Ottimismo, voglia autentica e vera gioia di vivere (e chi ha rischiato grosso di lasciare questo mondo sa di cosa parlo): queste le chiavi che sole possono aprire le porte di un nostro possibile futuro di comunità attente ai bisogni spirituali, essenziali quanto quelli materiali, soprattutto per i bambini, cui non va sottratta la magia che caratterizza l'età più verde. Per i fanciulli non c'è cosa che non si debba fare e che non vada assolutamente fatta, perché come noi abbiano a possedere almeno quel patrimonio di ricordi bellissimi che nessuno ci può sottrarre. Chapeau dunque a quanti anche nell'anno in corso si sono adoperati per animare questa festa di carnevale. Da domani torna la ormai consolidata quaresima dei nostri paesi, ma io auspico vivamente che essa costituisca il preludio di una metaforica "risurrezione" globale. E così sarà!

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Madame Bovary & C.

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Da Parigi D'Artagnan & C. (al femminile, credo)

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Que Viva Mexico!

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Direttamente dall'Austria

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La simpaticissima autoironia di un giovane ospite della Casa Famiglia "Figli di Dio"

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Preziosa progenie "modestiniana"!

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Il povero carnevale destinato al rogo serale

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Niente di meglio di una bellissima coccinella portafortuna

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Questa foto l'ha voluta nonno Pinuccio

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Gabbani dovrà aspettare un bel po' prima di ballare

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Simpatico gruppo di "Black Bloc" al femminile armato di bombolette: i maschietti sono avvisati!

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teatroCOMUNALE

Sono lontani i tempi nei quali Lacedonia ospitava una sorta di Nuovo Cinema Paradiso, il celebre Cinema Argentino, uno dei primi in assoluto ad essere stato aperto nella nostra provincia dal Cavalier Vigorita, detto "Il Milionario" perché aveva fatto fortuna proprio in Argentina. In quella sala dalle pareti coperte di robusta stoffa rossa, o almeno così mi pare di ricordare, dello spettacolo faceva parte anche il variegato pubblico di habitué, grandi e simpaticissimi personaggi che per lustri interi hanno occupato ogni sera lo stesso posto. Lontanissimi i tempi nei quali si passava da Zia Ripalda a comprare semi di zucca o noccioline, che si sgranocchiavano fin quando la pellicola non si spezzava, tra un coro di fischi.

Dalla chiusura del "nostro cinema" Lacedonia non ha più pensato a quanto socializzante fosse un luogo di proiezione cinematografica: nulla fa fare, al cinema i film sono tutta un'altra cosa rispetto alla televisione, con il vantaggio di condividere la visione, cosa non secondaria.

E dunque a me piace molto l'idea che il Teatro Comunale si trasformi di tanto in tanto in cinema.

Domani alle ore 17.00 il film della Disney Zootropolis, molto indicato per i più piccoli, mentre a seguire la pellicola firmata da PIF dal titolo In Guerra per Amore.

locandina

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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