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Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo 02

Due volti molto noti del cinema e della televisione sono i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, figli d'arte perché progenie del grande Nunzio, che sabato 22 dicembre del corrente anno 2018 si esibiranno per la prima volta sul proscenio del Teatro comunale di Lacedonia in uno spettacolo esilarante dal titolo Comicissimi Fratelli ... Il pubblico ha sempre ragione. Sulla performance de qua è illuminante un testo dell'autore, Gianfranco Gallo, che ha scritto (testo attinto alla rete):

Il repertorio napoletano comico, la tradizione, le famiglie d’arte, il vasto bagaglio spesso ingombrante di un Teatro che parte dalle atellane e che prosegue per linea diretta fino ai Giurè, giungendo, perché no, a me e mio fratello, è il mondo che esploro da sempre e che rinnovo, fedele alla lezione dei grandi del passato nella mia totale infedeltà al testo che riscrivo completamente, usando trama e approccio come trampolino. Il Teatro napoletano anni fa si divise in due, accanto a quello dirompente dei Petito, discendenti dei comici dell’Arte, attori “fisici”, inventori di battute sempre nuove, jazzisti del canovaccio, si sviluppò grazie a Scarpetta ma soprattutto ai De Filippo, un Teatro borghese, dove il testo non fu più partenza ma partenza e arrivo, in cui la potente drammaturgia incanalò attori e regista fino ad un approdo certo e sicuro. Roberto De Simone critica Eduardo proprio per questo, lo accusa di aver interrotto la linea principale del nostro vero Teatro che egli evidentemente identica in quello di cui i Petito furono espressione. Io credo che entrambi i modelli siano da rispettare e che oggi possano convivere nel panorama di un Teatro di produzione che valichi i limiti del Tempo in maniera diversa. La differenza è che se metto in scena De Filippo sento di rappresentare un’Opera universale nella quale importante e necessario è il riferimento storico, se invece metto in scena e riscrivo una farsa di Petito, mi sento al riparo da qualsiasi attacco portato dal naturale cambiamento della società. I testi di Antonio e dei suoi fratelli, non sono moderni né modernizzati, sono, per un teatrante illuminato, tappeti volanti che non conoscono che lo spazio in cui decidono di alzarsi. Il mio progetto triennale è testimoniare tutto ciò attraverso la mia opera in Teatro. Partirò con lo spettacolo dal titolo: “Comicissimi Fratelli…il pubblico ha sempre ragione” che vuole essere il manifesto del mio pensiero e la Summa del repertorio da me riscritto e messo in scena in questi 37 anni di carriera. La trama ruota intorno alle vicende di due fratelli attori in un piccolo teatro partenopeo degli inizi del ‘900, uno dei quali abbandona l’altro per “scritturarsi” nella compagnia di Eduardo Scarpetta, tradendo dunque, dal punto di vista dell’altro, il Teatro di Tradizione in un momento di calo. Il primo tempo si basa sulla rappresentazione di “Ti ho sposato per ignoranza” la mia versione originale di un’antica farsa di Pasquale Petito, il secondo consiste nella mia “Una comicissima Tragedia” che anni fa scrissi ispirandomi a Francesca da Rimini di Antonio Petito. Le storie dei due fratelli che s’intrecciano con le due messe in scena sono il divertente e significativo Trait d’Union di due ore esilaranti senza sosta. In scena con me, mio fratello Massimiliano e, per rinforzare semmai ce ne fosse bisogno, il discorso del Teatro delle Famiglie d’Arte, anche nostro nipote Gianluca Di Gennaro e mia figlia Bianca. Completano il cast la bella e brava Yulija Mayarchuck e due altri attori.

Di seguito i curricula dei due protagonisti:

Massimiliano Gallo

Cinema

Televisione


Gianfranco Gallo

Filmografia parziale

Televisione

Apertura porte ore 20.15 - Sipario ore 21.00. 

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Biagio Izzo

Sarà Biagio Izzo ad aprire, venerdì 16 del corrente mese di novembre, la nuova stagione del Teatro Comunale di Lacedonia. Porterà in scena una commedia scritta da Eduardo Tartaglia e diretta da Giuseppe Miale Di Mauro: «I fiori del latte». Tale espressione evoca, nel suono, notevoli suggestioni gastronomiche e allude senza dubbio a quanto di meglio offra la produzione lattierocasearia della nostra Campania. Se non che, il caseificio di prossima apertura nel quale si svolge l’azione si trova proprio nella zona tristemente nota come Terra dei fuochi, nel territorio di un paese chiamato Casal di Sotto Scalo (e quel nome “Casal” è estremamente evocativo, eccome se “evoca”). Uno stabilimento, quello de quo, estremamente moderno, nel quale i protagonisti hanno investito tutti i loro risparmi perché potesse diventare un modello di produzione biologica, del tutto aliena dall’uso di sostanze innaturali, come gli additivi chimici e le mille altre diavolerie che spesso ci vengono servite attraverso gli alimenti. Se non che, poco prima dell’inaugurazione, un cane dissotterra un bidone arrugginito … di più meglio non dire circa la trama, per non deprivare lo spettatore della possibilità di seguire l’azione passo dopo passo.

L’oggetto della narrazione è dunque quanto mai serio, ma nella trasposizione teatrale diventa motivo di eccezionale comicità, come è nella straordinaria tradizione partenopea, che è sempre riuscita ad affrontare grossi guai seppellendoli sotto incontenibili risate. L’ironia, l’umorismo, nelle mani di attori eccelsi quali Biagio Izzo, diventano efficacissimi strumenti di riflessione nel segno del divertimento e di conseguenza aiutano non soltanto a portare a galla le problematiche, ma addirittura a risolverle: questo è uno dei compiti dell’arte, soprattutto quella teatrale, come è stato, ad esempio, per Eduardo De Filippo, il quale sosteneva che «se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra».

Apertura porte ore 20.00.

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diplomati 1968

«Abbiamo atteso mezzo secolo per fare questa foto!»

Sono state queste le parole di Michele Vespasiano, che è stato tra gli organizzatori dell'incontro odierno tra i diplomati presso il Magistrale "De Sanctis" di Lacedonia nell'ormai lontano 1968. Un folto gruppo di ex studenti e studentesse si è riunito all'insegna dei ricordi condivisi. Nell'anno scolastico de quo furono ben 128 i diplomandi, ovvero coloro i quali avevano frequentato l'ultimo anno, e ciò rende testimonianza della vitalità di una scuola esremamente attrattiva, per frequentare la quale si giungeva anche da molto lontano.

In ogni caso la cosa veramente certa è il piacere di ritrovarsi, anche per riprovare, sia pure per qualche ora, le sensazioni vissute nella prima giovinezza.

La giornata ha visto il commosso ricordo dei compagni di scuola che non ci sono più, commemorati nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta don Sabino Scolamiero.

Infine il pranzo conviviale, consumato presso il ristorante "L'Arte del Cibo" a Lacedonia.

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Un folto gruppo di persone nate a Lacedonia nel 1938 si è ritrovato, ieri, per festeggiare il taglio del nastro degli 80 anni di età. Progegue dunque quella che ormai si prospetta alla stregua di una consuetudine quinquennale, perché i coscritti dell'anno de quo si erano già incontrati per il settantacinquesimo e per il settantesimo, ripromettendosi di tornare a riunirsi tra altri 5 anni. Una solenne celebrazione religiosa è stata officiata dal parroco di Santa Maria della Cancellata Don Giuseppe, il quale non ha mancato di esternare ai convenuti gli auguri della comunità parrocchiale e dell'intera cittadinanza lacedoniese. Naturalmente LUPUS IN FABULA si unisce volentieri al coro di quanti augurano loro lunga vita e grande serenità, accompagnata dalla buona salute.

Al termine della Santa Messa un pranzo conviviale si è tenuto presso Valtuscano e non sono mancate le danze, sulla musica dell'ottimo Dinuccio Bozzone.

Questo l'elenco dei partecipanti in ordine alfabetico:

Gerardo Acquaviva, Umberto Caponigro, Nicolina Cappa, Gerardo Cardellicchio, Renata Cardellicchio, Gerardo Di Conza, Antonio Di Stefano, Gerardo Di Stefano, Antonio Pandiscia, Gaetano Pennacchio, Giuseppe Petito, Antonio Pio, Domenico Protano, Leonardo Quatrale, Augusto Saponiero, Antonio Scola, Michele Vitale, Raffaele Zichella.

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