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mario pandiscia

Mario Pandiscia è giunto alla sua seconda pubblicazione. Ha infatti visto la luce, per i tipi dela Delta 3 Edizioni, il volume "Libera...mente", un titolo già in se stesso illuminante circa i contenuti. Come nel suo primo lavoro, anche in questo Mario affida alla semplicità delle sue rime, arricchite da note esplicative in prosa, le sue idee, mutuate da una lunga esperienza di vita che lo ha visto, per tre decenni, impegnato nella difesa dei ultimi e dei marginali in qualità di sindacalista. Ovviamente un sindacalista d'altri tempi, di quelli "duri e puri", che non hanno sacrificato gli ideali e l'azione per fare carriera: questo è stato Mario e da tale impegno deriva la sua passione civile. Da tali caratteristiche promana la sua capacità di aguzzare l'occhio al fine di comprendere e svelare i meccanismi che oggi non girano a dovere nella nostra Italia, perché inceppati, spesso, dal malaffare, come dimostra la cronaca di tutti i giorni. Basti penare alla fenomenologia di "Mafia Capitale" per comprendere che cosa sta avvenendo nell'ambito della società italiana, la quale, da quando esiste, presenta riconoscibili connotazioni gattopardesche: nessuno può negare che tutto cambia perché nulla in realtà cambi!

Non manca, in questo volume, un nostalgico richiamo alle origini e ad un paese, nel senso dato al vocabolo da Cesare Pavese, che ormai non esiste più. A parere di chi scrive l'efficacia dell'espressione melanconica e nostalgica è resa particolarmente bene dalle composizioni nel nostro dialetto, una lingua molto musicale che ben si presta alla narrazione in rima. Per concludere, quella di Mario Pandiscia è espressione di protesta civile, talvolta anche aspra nei toni, non scevra da proposte. In sostanza appare vero quanto ebbe ad affermare proprio Cesare Pavese, secondo il quale: «La letteratura è una difesa contro le offese della vita».

PRESENTAZIONE

OGGI, 14 AGOSTO, ORE 18.00/18.30, GIARDINO DEL MAVI, CON INGRESSO DAL CANCELLO IN VIA DELLE ROSE

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Ritorna la rievocazione storica in costumi d'epoca della "Congiura dei Baroni", che l'anno scorso ha ottenuto grandissimi apprezzamenti che io giro, senza remora alcuna, a chi ha il merito di aver concepito e realizzato la manifestazione, ovverossia il gruppo "Filamenti", con la consulenza, per quanto riguarda la stesura dei testi, dell'UNLA. Le bravissime signore e signorine, che vanno recuperando le arti sartoriali antiche, hanno confezionato una costumistica veramente eccezionale, bellissima esteticamente e soprattutto rispondente alla verità storica. Questo perché il gruppo Filamenti non agisce a caso, ma pone in essere precise ricerche storiche soprattutto in relazione all'abbigliamento delle eterogenee epoche. Il cardine dell'associazione de quo è costituito da Teresa D'Agostino e Annamaria Fabbrizio, e di essa fanno parte Carmen D'Agostino, Filomena Fattoruso, Genny Maruotti, Eusebia Scarano, Maria Zizzari, Maria teresa Giarla, Raffaella Santosuosso, Angela Di Salvo, Rita Lo Maestro, Giuseppina Zichella, Carmela Lombardi, Gerarda Megliola, Maria Giovanna Melchionna (spero veramente di non aver dimenticato nessuna delle bravissime associate).

Nell'anno in corso il corteo dei Baroni, preceduto da sbandieratori e giullari, si recherà a "giurare" contro Ferrante D'Aragona sabato 12 agosto. In eterogenee zone di Lacedonia saranno portati in scena i tipici spettacoli medievali, come quello del mangiafuoco, figura classica di artista di strada che allietava le fiere che si tenevano nei pressi di castelli e corti nel Medioevo. Anche i cavalli avranno il loro proscenio.

In serata si terrà la "cena medievale", con caratteristiche pietanze di quell'epoca, anch'esse rintracciate grazie ad un'attenta ricerca nel campo dell'antropologia e della storiografia alimentare. Ad esempio all'epoca, tra i legumi, esistevano i ceci, mentre i fagioli furono importati soltanto dopo la scoperta delle Americhe, perché tale pianta è originaria di quel continente. Pertanto uno dei piatti proposti saranno le lagane con i ceci, che peraltro sono particolarmente gradite al palato dei lacedoniesi (specialmente agli emigranti, perché richiamano i sapori di un tempo). Io ci sarò ed è importante che la popolazione partecipi in maniera massiccia.

Quest'anno la Congiura è parte di un progetto finanziato dalla Regione Campania denominato Regina Viarum, del quale il Comune di Lacedonia è capofila. Gli altri eventi sono: "La caccia federiciana" a Bisaccia, la "Traslazione delle spoglie di San Faustino" a Pietradefusi e "Le Batterie del Tracco" a Montefalcione.

La formulazione materiale del progetto complessivo che racchiude i 4 eventi è del dott. Andrea Festa, titolare di una società di servizi estremamente efficace, perché centra tutti gli obiettivi che si propone. La consulenza scientifica e la direzione artistica complessiva reca invece il nome del dott. Michele Filippo Miscia (ovverossia lo scrivente). La comunicazione realtiva agli eventi è invece affidata al network lanostravoce.it

Il referente istituzionale, per quel che concerne il nostro municipio, è il consigliere comunale delegato Antonio Vece.

Per quel che concerne Lacedonia, i complimenti, come già detto, vanno al GRUPPO FILAMENTI, senza la cui opera non ci sarebbe alcuna rievocazione storica della Congiura dei Baroni e nessuna cena medievale!

N.B. Mi preme ringraziare il grande amico ed eccezionale fotografo GERARDO RUGGIERO, titolare della "Foto Gierre di Camucia", nella splendida Cortona, per le bellissime foto scattate, che egli ci ha senza remora alcuna permesso di pubblicare: grazie!

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Gran bella iniziativa benefica domani sera, 11 agosto 2017, a Lacedonia, denominata "Cinquentenni per il sociale". Mi è stato chiesto espressamente, ed anzi sono stato veramente pregato, in omaggio forse al motto evangelico "non sappia la mano sinistra quel che fa la destra", di non fare nomi ... ma io sono un dispettoso e dunque ... va bene, per questa volta li accontento e taccio. Nei fatti i coscritti del 1967, che nell'anno in corso attraversano la fatidica soglia del cinquantesimo di permanenza sul pianeta Terra, hanno deciso di evitare il solito convivio autoreferenziale nel quale si tirano fuori, una tantum, nostalgici ricordi personali degli anni migliori, rispolverati, forse anche un po' a fatica, per l'occasione, ma che già poidomani finiranno dov'erano, ovvero in naftalina. Hanno invece intelligentemente deciso di dare vita, autotassandosi, ad un evento collettivo che coinvolga l'intera popolazione e le cui connotazioni sono da una parte di natura ludica, come è giusto che sia, ma che dall'altra siano finalizzate ad una meritoria azione benefica.

E dunque questo è il programma.

Sarà una serata di enogastronomia e musica che si terrà presso la Piazzetta Primo Maggio (il belvedere di Lacedonia), a partire dalle ore 21.00, con un menu composto di piatti tipici della tradizione culinaria lacedoniese e vini a denominazione d'origine controllata. Il tutto sarà "condito" da musica dal vivo rigorosamente selezionata. Dalla mezzanotte in avanti si esibirà un Dj Resident, con musica anni 70 e 80, e ci sarà una ulteriore sorpresa gastronomica. La popolazione naturalmente è invitata ad una massiccia partecipazione, anche perché gli introiti saranno devoluti seduta stante alle Comunità "Papa Giovanni XIII", quelle, per intenderci, di cui è parte non secondaria il missionario lacedoniese in Brasile Peppino Leone, che in questi giorni si trova a Lacedonia, essendovi venuto ad accudire per un po' il padre anziano ed ammalato. In questa maniera si sa per certo che il denaro non finirà in mani di ONG poco serie, ma andrà realmente a finanziare un progetto per la salvezza dei bambini di strada di quella parte interna e dimenticata del Brasile, nel quale i meninos de rua (bambini di strada) sovente vengono ammazzati come topi dai cosiddetti squadroni della morte, laddove non finiscano nelle maglie della tossicodipendenza (aspirano colla) e dell'alcolismo (purtroppo taluni di loro, se non trovano altro, ingeriscono anche prodotti per i motori delle auto che contengano alcol). Se una serata di divertimento e pappatoria può contribuire ad evitare che molte bambine piccolissime vengano rese schiave e vendute ai pedofili oppure avviate alla prostituzione o che molti infanti siano uccisi da criminali senza alcuno scrupolo che espiantano i loro organi da vendere al mercato nero, allora sia benedetto il divertimento e la pappatoria!

Parola di LUPUS IN FABULA! Io ci sarò!

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I due panorami di Lacedonia sono di A. Pignatiello - Vietato l'uso o la riproduzione senza il consenso esplicito dell'autore

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Foto Cancian 3

Uno scorcio del centro storico di Lacedonia alla fine degli anni 50 in una foto scattata dall'antropologo Frank Cancian

COMUNICATO DELL'UFFICIO STAMPA DEL MAVI - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE

Ci siamo quasi. Il conto alla rovescia è quasi terminato: oggi, 9 agosto,, all’ora di pranzo, Frank Cancian sbarcherà all’aeroporto di Napoli. Subito farà rotta su Lacedonia, dove la comunità è pronta ad accoglierlo.

Per lui e per il suo ritorno è stato messo a punto un ricco programma: una tre giorni di iniziative per celebrare i sessant’anni dal suo soggiorno di sette mesi in paese, durante il quale, giovanissimo, documentò con quasi duemila foto le abitudini di vita degli abitanti.

Mercoledì 9 agosto – Sarà inaugurato il Museo Antropologico Visivo Irpino. Proprio in quel giorno, il professor Cancian arriverà a Lacedonia e sarà accolto dal sindaco Antonio Di Conza.

Verrà presentato il concorso “Milleottocento e 1 passaggi” e saranno aperte al pubblico le mostre fotografiche. “Un paese italiano 2017” sarà affiancata da “I giorni della canapa” di Salvatore Di Vilio, mentre “Spasiba!” di Michele Mari e “Memorie di palazzo” di Filippo Cristallo e Antonella Cappuccio saranno allestite presso la Chiesa San Filippo. Il Museo diocesano ospiterà “Volti di Lacedonia” di Michele Frasca.

La giornata si chiuderà con il Reading di poesie a cura di Rocco Pignatiello: dalle ore 22:30, presso i Giardini del MAVI, accompagnati alla chitarra da Nicola Pignatiello, si alterneranno alla lettura Paolo Speranza, Aldo Vella, Michele Miscia, Maria Tartaglia, Claudia Tanga e Marilinda Donatiello.

Giovedì 10 agosto - Doppio incontro pubblico: alle 11, presso la Chiesa di San Filippo, ”Sono un fotografo con un punto di vista”: si tratterà in maniera analitica e tecnica il progetto “Milleottocento e 1 passaggi”. Coordinati dal giornalista Leandro Pisano, interverranno Frank Cancian, Annalisa Cervone, Salvatore Di Vilio, Michele Mari, Aldo Colucciello, Nicola Loviento e Federico Iadarola.

Alle 17, i Giardini dell’Istituto Magistrale ospiteranno un dibattito dal titolo “Il MAVI e l’importanza della rete museale nelle aree interne”, al quale saranno presenti rappresentati istituzionali regionali, del mondo delle Pro Loco, il presidente della Comunità dell’Alta Irpinia, Ciriaco De Mita, e i sindaci dei comuni.

A seguire, la premiazione del concorso “Milleottocento e 1 passaggi – Un paese italiano 2017”, mentre alle 22 andrà in scena il “dj set and cooking-set” di Dub&Patan – roots, culture and militant food.

Venerdì 11 agosto - L’ultimo dei tre giorni di Frank Cancian a Lacedonia sarà per lui un tuffo nel passato, “Un ponte di immagini tra passato e presente”: alle 9, il professore farà, sessant’anni dopo, una passeggiata nel centro storico di Lacedonia, perché tanto “i luoghi e le persone prima o poi si reincontrano”. Assieme al regista Michele Citoni, incontrerà alcune delle persone ritratte nelle foto di sessant’anni fa, e lo farà negli stessi luoghi in cui furono scattate le fotografie. Alle 17, un simpatico momento ludico-storico-culturale: “Caccia alla foto”, una sorta di caccia al tesoro nelle vie del paese partendo dalle immagini scattate dal professore.

Cos’è il Museo Antropologico Visivo Irpino e chi è Frank Cancian

Il MAVI, che verrà inaugurato il prossimo 9 agosto, ha sede in uno stabile dell’Ottocento nel cuore di Lacedonia, in passato adibito a carcere circondariale e poi a pretura mandamentale e ristrutturato dopo il sisma del 1980, a due passi dallo storico Istituto Magistrale “Francesco De Sanctis”.

E’ figlio della curiosità di un giovanissimo studente di Antropologia, prima, e della passione civile di un gruppo di lacedoniesi, poi. Il Museo Antropologico Visivo Irpino è un progetto che nasce alcuni anni fa, dopo la pubblicazione del libro “Lacedonia, un paese italiano, 1957”, di Frank Cancian. Elemento fondante del museo sono le 1801 foto che proprio Cancian ha messo a disposizione dei visitatori. Si tratta di immagini scattate tra il gennaio e il luglio del 1957, periodo che l’allora ventiduenne americano trascorse a Lacedonia dopo aver vinto una borsa di studio presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Le foto sono materiale preziosissimo - non a caso hanno avuto l’immediato ed entusiasta sostegno della Soprintendenza e della Regione Campania -, perché ci restituiscono con vivace immediatezza e con forte impatto visivo ed emotivo lo spirito di quel tempo e di quel mondo contadino ormai scomparso a seguito dell’emigrazione, dopo le enormi trasformazioni del secondo dopoguerra.

Si tratta di scatti che ritraggono i cittadini di un piccolo paese dell’entroterra irpino nella loro quotidianità: al lavoro, a scuola, in casa, nelle masserie, durante le processioni, al bar, in piazza, nel corso di cerimonie. Volti ed espressioni che affermano con incisività ciò che non sempre si ritrova nelle testimonianze scritte.

La ricerca di materiale finora ritenuto di scarso valore per la storia (proverbi, canzoni, foto, quadri) è dunque l’obiettivo del museo: il tutto andrà ad arricchire la già copiosa Collezione Cancian.

www.museomavi.it

Fb: Museo Antropologico Visivo Irpino

Frank Cancian Lacedonia 1957

il prof. Cancian a Lacedonia nel 1957

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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