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trinità 2012

Quella della Santissima Trinità è una delle feste più care alla popolazione di Lacedonia, sia in senso strettamente religioso e sia per gli aspetti ludici. Fatto sta che da quando esiste tale ricorrenza, e sono ormai diversi secoli, laddove si consideri che la chiesetta dedicata al "Padreterno" data agli inizi del 1700 (la fece costruire il Vescovo La Morea), essa è sempre stata celebrata nella prima decade di giugno, fatta eccezione per alcuni anni in cui è stata spostata ad agosto. Ciò che maggiormente la caratterizza è il coinvolgimento attivo della popolazione, che non è soltanto parte fruitrice passiva di spettacoli più o meno attrattivi , ma che diventa essa stessa attrice di uno spettacolo dalle profonde connotazioni antropologiche. Mai, almeno a nostra memoria, sono stati chiamati cantanti di grido, ma sono stati organizzati sempre e soltanto giochi popolari che, evidentemente, trovano le loro origini nella cultura contadina. Corsa nei sacchi, tiro alla fune, tiro al caciocavallo con le uova o altrimenti con frutti, spaghettata a mani legate dietro la schiena (si mangia con la bocca infilata nel piatto) e, talvolta, salita sullo scivoloso albero della cuccagna: il coinvolgimento è garantito.

Naturalmente vorrei sottolineare il risvolto spirituale della ricorrenza. Si tratta dei festeggiamenti in onore di Dio Padre, Uno e Trino, e quindi sotto il profilo squisitamente religioso non credo esista festa più importante: e infatti si terrà la processione per le vie del paese, con il Gran Concerto "Umberto Giordano - Città di Lacedonia" ad intonare musiche adeguate, che preluderà alla solenne Celebrazione Eucaristica tenuta all'aperto, a ridosso della venerata Chiesa della Trinità, la quale non ha capienza necessaria ad accogliere i tantissimi fedeli. Solo dopo si terranno giochi e ciò che di laico è previsto. Naturalmente cogliamo l'occasione per porgere in nostri ringraziamenti a quanti non lasciano morire una tradizione che ci è così cara, ovvero al Comitato composto da Giuseppe Bianco, Simone D'Errico, Ennio Saponiero, Federico Scola, Gerardina Tirelli, Antonio Leone, Leonardo Cuozzo, Antonio Pio e Antonio Bianco.

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PROCESSIONE

Uscita della statua di San Filippo Neri dalla sua Chiesa in Piazza De Sanctis

Tantissima gente, oggi pomeriggio, alla processione di San Filippo Neri, amatissimo Protettore di Lacedonia, guidata dal viceparroco Don Roberto Di Chiara e da Don Michele De Vincentis, parroco di Anzano - Scampitella, ma al quale tutti vogliamo bene perchè lacedoniese a tutti gli effetti. Anche il clima ha deciso di non rispettare la tradizione e, dopo una mattinata abbastanza fredda, si è messo sul bello, con un bel sole. Rispetto agli altri anni c'è da riferire che è stata portata in giro per le strade del paese anche una reliquia autentica del corpo di San Filippo, che i fedeli hanno potuto alla fine baciare. Queste le foto, nella speranza di fare cosa gradita soprattutto ai lacedoniesi emigrati.

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Discesa dalle scale della Chiesa

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In Piazza De Sanctis

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In Via Tribuni

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Nei pressi di Santa Maria per i fuochi

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Al Corso Augustale

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In Via G. B. Vico

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Don Michele e Don Roberto portano a spalla la statua di San Filippo

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Rientro in Chiesa

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Don Roberto con la sacra reliquia di San Filippo Neri

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LUMINARIE

Tutto è pronto per la due giorni di festa dedicata a San Filippo Neri, amatissimo Protettore di Lacedonia. Le luminarie, nell'anno in corso, sono veramente suggestive e si registra la solita invasione festosa di variopinte bancarelle. I giostrai sono già da alcuni giorni all'opera e mentre scrivo il gruppo che si esibirà stasera è impegnato a fare i consueti soundcheck. Anche Nicola, come si vede in foto, sta scendendo verso il palco nella Piazza Tribuni, per controllare se chi doveva venire a San Filippo è venuto!Scherzi a parte, le cose sono state fatte davvero per bene e in grande. Stasera suona la band del fisarmonicista Agostino Tordiglione, mentre domani sera si attende una vera invasione di avventori per l'esibizione della nota cantante e compositrice Alexia, già vincitrice del Festival di San Remo. Veramente mi sento di complimentarmi con il Comitato, creato ad hoc presso la Parrocchia Concattedrale S. Maria Assunta con atto costitutivo firmato da S. E. il Vescovo Melillo. Ne fanno parte, nella qualità di Presidente, il parroco Don Sabino Scolamiero, affiancato dal vicepparroco Don Roberto Di Chiara, il quale, naturalmente, si è fatto carico delle incombenze più faticose, essendo egli giovane e vigoroso. Un vivissimo apprezzamento deve andare ai ragazzi, giovani e giovanissimi, che sono entrati a far parte del Comitato e che non si risparmiano affatto. Ecco i loro nomi, elencati nell'ordine in cui si trovano nell'atto costitutivo: Carmine Pandiscia, Giuseppina Pasciuti, Francesco Pasciuti, Martina Pasciuti, Caren Imbriani, Raffaele Zichella, Angela Natalia Solazzo, Gerardo Bozzone, Miriam Giammarino, Miriam Solazzo, Roberto Toto, Rossana D'Errico, Ilaria Palladino, Sarah Gallicchio e la guest star Nicola Ferrante.

Che San Filippo protegga tutti i lacedoniesi sparsi per il mondo!

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sfil

Come ogni anno, da quanto è stata restaurata, la Chiesa di San Filippo Neri, in piazza "F. De Sanctis", è oggetto delle cure di un gruppo di volontari che la ripuliscono da cima a fondo. Nell'anno in corso la brigata è stata guidata dal viceparroco don Roberto Di Chiara, che si è armato di buona volontà e di ramazze dando l'esempio. Fervono insomma i preparativi per la due giorni di festeggiamenti in onore del Santo Patrono: puntuali come un tempo erano le rondini sono arrivati anche i giostrai con i loro autoscontri, mentre il comitato raccoglie fondi. Sul palco salirà, nella giornata del 26 maggio, Alexia, mentre il 25 toccherà alla band di Agostino Tordiglione.

Va senza dire che quella di San Filippo Neri è forse la festività più sentita dalla popolazione. Al riguardo la tradizione popolare ha tramandato un aneddoto alquanto divertente. Nell'Ottocento si raccolsero dei fondi tra la gente per comprare una nuova statua di San Filippo e due concittadini furono incaricati di recarsi a Napoli, con un carro trainato da cavalli, per comprarne una. Giunti che furono colà (il viaggio era lungo e faticoso), girarono per diverse botteghe artigiane, ma nessuno aveva un San Filippo, santo fiorentino di nascita e vissuto sempre a Roma. Un commerciante gli propose un affarone: abbiamo un San Biagio a prezzo molto ridotto. Per non ritornare a mani vuote a Lacedonia i due compaesani si guardarono negli occhi e poi si dissero: «Qualcuno da noi ha mai visto San Filippo in faccia?». Concordarono che i connotati del santo erano sconosciuti e perciò sbottarono: «Prendiamo San Biagio e diciamo che è San Filippo, tanto a Lacedonia sanno sti c...». E fu così che per diversi anni in processione fu portato San Biagio! Che fine abbia fatto quella statua non è dato sapere, fatto sta che l'aneddoto insegna che non è tanto importante l'effigie, ma ciò che la gente ritiene che rappresenti!

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