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Come è noto, sono diverse le statue di Nostra Signora di Fatima, che, consacrate nel luogo ove il 3 di maggio del 1917 apparve ai tre pastorelli Lucia, Jacinta e Francisco, vengono condotte in pellegrinaggio perenne, nei più eterogenei luoghi del globo, dagli Enti ecclesiastici ai quali sono state affidate. In questi giorni, precisamente dal 5 all8 dicembre, il simulacro della Santissima Vergine Maria, quello affidato al G.A.M. (Gioventù Ardente Mariana), è in missione a Lacedonia, accompagnata dai religiosi di tale ordine, invitati dal parroco don Giuseppe.

Molto toccante la cerimonia di accoglienza, con santa Messa solenne presieduta dal vescovo della diocesi di Ariano – Lacedonia, S. E. mons. Sergio Melillo.

Dai pressi della chiesa di santa Maria della cancellata, ove è giunta, la venerata statua è stata condotta in processione in cattedrale, ove le è stata collocata sul capo la corona di Regina dal sindaco avv. Antonio Di Conza, mentre tra le mani il vescovo le poneva quella del santo Rosario.

Molto intenso il calendario delle attività, tra le quali è prevista anche una visita nelle case private della popolazione da parte dei missionari e un’adorazione notturna del santissimo Sacramento, che si terrà nella notte tra i 7 e l’8.

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Anche nell'anno in corso si è tenuto il corteo storico che rievoca il giuramento dei baroni contro Ferrante d'Aragona, celebratosi a Lacedonia l'11 di settembre del 1486.

L'organizzazione, ineccepibile, è merito degli sforzi del gruppo FILAMENTI, le cui associate hanno naturalmente creato anche i costumi dopo un'attenta ricerca storica. Non fosse per loro tale evento certamente non si terrebbe. I testi sono stati redatti invece dallo scrivente, nella qualità di delegato regionale dell'UNLA. Il patrocinio è dell'Ente comunale, che ha voluto inserire la manifestazione nella programmazione per l'estate lacedoniese.

Va menzionata anche la Brigata Pitbull i cui associati hanno partecipato in blocco.

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Da qualche anno, a Lacedonia, ha ripreso vigore uno dei culti più antichi e seguiti, essendo tra quelli più importanti della cristianità intera: quello che viene tributato alla Santissima Vergine del Monte Carmelo, meglio conosciuta come Madonna del Carmine e, presso la nostra comunità, particolarmente venerata dai muratori, che storicamente ne organizzavano i festeggiamenti perché l'avevano eletta a loro protettrice. da qui l'epiteto "Madonna dei muratori", la cui statua, che risiede stabilmente in Santa Maria della Cancellata, ogni anno, il 16 di luglio, viene portata in processione per le strade del paese. Per curiosità si dirà che, invece, San Rocco, che ricorre il 16 di agosto, era considerato il "Santo dei falegnami". Ogni categoria lavorativa sociale, insomma, aveva il suo protettore nei cieli ad alleviare le miserie, e povertà ce n'era veramente tanta, che erano vissute in terra. 

Porgo i miei più sentiti complimenti per l'organizzazione di quest'anno a tutto il comitato e al parroco, don Giuseppe, che profonde tutto se stesso per rinfocolare i culti storici della comunità che gli è stata affidata.

Ecco le foto.

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Uscita da Santa Maria

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Lungo il Corso Augustale

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Lungo Via delle Rose

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Lungo il Corso Augustale

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In Piazza De Sanctis

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Con lo sfondo del campanile

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In Via Amendola

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In Largo Tribuni

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In attesa dello sparo dei fuochi

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Rientro in Santa Maria

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Se si sradica una quercia, magari uno dei cerri secolari, dal bosco di Origlio, a Lacedonia, e lo si trapianta ai piedi delle alture o nelle pianure del Nord Italia, non diventerà di sicuro un abete alpino e neppure un cipresso di Bolgheri, ma resterà una quercia appenninica lacedoniese. C'è poco da fare. È difficile sfuggire alle suggestioni potenti promananti dalla terra mater:  lo so per esperienza, essendo vissuto per decenni fuori dal nostro paese, fin quando il "richiamo delle radici" non si è fatto sentire prepotentemente, inducendomi a tornare. Sono certo che la grandissima maggioranza dei lacedoniesi costretti a partire da casa propria e ad allontanarsi dagli affetti più cari per motivi di lavoro siano animati da questi stessi sentimenti di amore, i quali li inducono, una volta l'anno da un paio di lustri almeno, a riunirsi nel segno dei ricordi, della nostalgia e della comune appartenenza al luogo nel quale hanno respirato la prima aria e visto la primissima luce. Io ne sono veramente orgoglioso: i nostri concittadini che vivono in un lontano altrove non dimenticano le origini, elemento estremamente accomunante, perché, che lo si voglia oppure no, ogni essere umano evolve in una particolare temperie culturale, che lo plasma e gli infonde caratteristiche e peculiarità proprie del genius loci e assolutamente indelebili.

Sono qui innanzitutto a fare i complimenti a chi si assume l'onore della parte logistica ed organizzativa, nella specie Gerardo Quatrale, che nell'anno in corso - mi ha fatto sapere - è stato aiutato da Pierino Quatrale.

Ma il mio plauso va a tutti i partecipanti, ben 160, anche se si prevede che nei prossimi anni tale numero sia destinato ad aumentare, perché la reunion va riscuotendo sempre più successo.

Nell'anno in corso c'è anche una dedica particolare da fare ad un compaesano, che ha regalato 200 magliette con la scritta Lacedonia insieme 2019, distribuite a tutti i partecipanti, il quale non ha potuto partecipare perché ricoverato in ospedale. Si tratta di Donato Pandiscia, titolare di Auto Pitagora a Torino. Di seguito le foto.

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