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Presso il Pozzo del Miracolo (Museo "San Gerardo" - Lacedonia)

Non so se tutti coloro i quali avranno la ventura di scorrere queste righe conoscono Trani, splendida città marinara, celebre per la sua cattedrale, ricchissima di storia e d'arte, essendo ormai peraltro certa l'identificazione dell'attuale agglomerato urbano con la Turenum romana indicata nella Tabula Peutingeriana. Le sue attrattive, a cominciare dalla marina, sono tali e tante che non basterebbe un'intera vita per conoscerle. Eppure alcune scolaresche tranesi sono state condotte in gita d'istruzione nella nostra Irpinia orientale, nella fattispecie presso il Museo Diocesano "San Gerardo Maiella" e il MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino) di Lacedonia, dopo una puntata mattutina presso il Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia. Vengono da luoghi non molto vicini a studiare i nostri attrattori mentre dalle nostre parti molti guardano senza vedere, del tutto ignari ed inconsapevoli dell'offerta culturale, a trecentosessanta gradi, delle quali le nostre zone sono foriere. Viviamo, spesso senza rendercene conto, in un territorio, il quale abbraccia anche Monteverde e Bisaccia, per non dir di Calitri ed Andretta o Cairano o la Baronia e così via, che veramente, senza alcuna retorica, non avrebbe un bel niente da invidiare a nessuno. Fatto è che forse noi abbiamo fatto l'abitudine a quanto ci circonda e ciò a cui siamo troppo avvezzi, di solito, diventa "invisibile". Io non ne faccio una colpa a nessuno, naturalmente, ma le numerose comitive che guido personalmente presso il Pozzo di San Gerardo o presso il Trittico di Andrea Sabatini, quelle che vengono curate dagli ottimi volontari del MAVI, primi tra tutti Rocco e Antonio Pignatiello, affiancati dai bravi giovani che espletano il servizio civile, dimostrano chiaramente che quanto affermo da decenni non è una realtà "possibile", ma una realtà attuale. Io sono estremamente convinto che il nostro patrimonio culturale (storico, archeologico, antropologico, religioso, ambientale etc.), se pure non può chiaramente costituire una risposta completa alla carenza lavorativa che conduce allo spopolamento (perché occorre soprattutto reindustrializzare l'area del Calaggio, come forse l'inserimento nelle zone economiche speciali permetterà di fare), pure può essere parte importante della soluzione definitiva dell'annoso e grave problema del depauperamento antropico. Io ci credo al punto tale da sottoscrivere tale affermazione (cosa che di solito non faccio in questa sede), in maniera tale che se quanto dico non dovesse avverarsi ben si potrà affermare che sono solo un visionario (cosa che sono convinto non avverrà affatto).

Michele Miscia

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Acquasantiera medievale con effigie di Sirena Bicaudata (1100-1200)

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Presso il Trittico di Andrea Sabatini da Salerno (fine 1400)

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Un ambiente del MAVI

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Un ambiente del MAVI

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