Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

vella

Scoperta una targa a Monteverde installata sul muro della casa natale di Nicola Vella, giurista antifascista, un politico lungimirante e sempre accanto agli ultimi della società, ma ancor prima, a nostro parere, un umanista, che distribuiva a profusione i frutti del suo intelletto, che lavorava instancabilmente per il bene comune, trovando il tempo, peraltro, di dedicarsi persino alla poesia, a testimonianza di una magnanimità di sicuro non usuale. Presenti alla cerimonia, che è stata aperta dai loro brevi interventi, Rosetta D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, il giornalista Gianni Festa, i figli, tra i quali Aldo Vella, intellettuale di grande levatura, il sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza, mentre gli onori di casa li ha fatti il primo cittadino monteverdese, Franco Ricciardi, con l’immancabile presenza attiva del suo vice Antonio Vella. Tra le personalità del mondo della scuola e della cultura, Annibale Cogliano, che si è profuso in un dotto intervento, Rocco Pignatiello, il preside Gerardo Vespucci, talmente stimato a Monteverde che ormai vi si trova come a casa propria. Ancora da registrare la presenza di Giovanni De Lorenzo, e degli esponenti delle associazioni di Monteverde. Delineare la storia del Vella sarebbe veramente operazione lunga, più adatta per un convegno, tuttavia mi pare opportuno accennare brevemente ad alcune tappe fondamentali che hanno segnato il suo percorso esistenziale in relazione ai suoi grandi meriti e all’importanza cruciale che ha rivestito per le comunità dell’Alta Irpinia e, in una prospettiva più larga, a tutta la Campania.

Egli, che in uno scritto denominato “Contributo alla critica di se stesso”, il quale data al 1975, si autodefiniva “nullatenente”, sorte condivisa con quasi tutte le persone oneste, e “autodidatta”, a dir del fatto che non fu un nobili genere natus, era portatore di quella umiltà che caratterizza le veraci “grandi anime”. In realtà era invece “ricchissimo”, sia pure non di beni materiali, ma di cultura ed umanità (e se a voi sembra poco) ed era “autodidatta” nel senso, del quale probabilmente egli era consapevole, che ogni apprendimento, anche se conseguito tra le mura di una università, è sempre e soltanto “autoapprendimento”. In realtà egli frequentò scuole di primo livello. Prima negli Stati Uniti, ove sperimentò siccome sa di sale lo pane non altrui, ma guadagnato con il sudore della propria fronte in terra straniera, lavorando in fabbrica e frequentando contemporaneamente, di sera, la scuola “Lincoln Jefferson”, nella quale conseguì nel 1917 un diploma in “Arti”, ovvero il titolo anglosassone di “bachelor”, baccelliere. Tornò in Italia nel 1918 e cominciò a lavorare per diverse testate giornalistiche, ma non di meno si iscrisse, sempre lavorando contemporaneamente, alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Camerino. Laureatosi nel 1931, da allora in poi fu per tutti l’avvocato Vella. Venne a Lacedonia ad esercitare la professione legale, perché nel 1932 vi si era trasferito essendo convolato a nozze con Isa Galderisi, figlia di un uomo di grandissima umanità, il medico Michele Galderisi, che curava in non abbienti gratis, che si recava dagli ammalati anche in piena notte e con qual si voglia clima. Peraltro lo stesso suocero era stato per ben due volte sindaco e consigliere provinciale.

Non fu mai colluso con il potere fascista, anzi ne fu fierissimo oppositore, rischiando peraltro in proprio, al punto che il Comitato di Liberazione Nazionale lo nominò, a liberazione avvenuta, commissario prefettizio di Bisaccia e sindaco di Lacedonia, carica nella quale fu confermato l’anno dopo in grazia di un grandissimo suffragio elettorale.    

Le novità più rilevanti da lui introdotte concernevano la trasparenza e il rigore amministrativo, gli sgravi fiscali, come l’abolizione delle imposte di famiglia, dei censi, dei tributi enfiteutici per i cittadini poveri, l’impulso a tutta una serie di attività socio-culturali, la concessione di una quota di cento ettari alla cooperativa "La Terra". Ma fu importantissima la sua opera non soltanto per Lacedonia, ma per l’intero territorio. Fu lui a concepire e a costituire nel 1946, tra i Comuni della zona, il Consorzio Idrico dell’Alta Irpinia, di cui divenne Presidente a titolo gratuito, che diede battaglia, vincendola, contro l’Acquedotto Pugliese per portare l’acqua corrente nei paesi che dipendevano dalle fonti sorgive locali. Nessuno può ignorare che questa fu una vera rivoluzione copernicana.

Difensore dei poveri, anche grazie alla sua opera di sensibilizzazione e del suo sostegno concreto i braccianti, i “servi della gleba”, classe nella quale molti di noi si onorano di trovare le proprie radici, si munirono del coraggio necessario ad occupare le terre nel marzo del 1950.

Da queste poche notizie si attinge quale fosse il valore di Nicola Vella ed altro non si vuole aggiungere, se non che fu un fierissimo meridionalista tra grandissimi meridionalisti, accanto, per citare un grande nome, a persone come Guido Dorso, con il quale collaborò e di cui, verosimilmente, condivideva la visione generale, come si evince dai suoi scritti politici. Per notizia, anche a Lacedonia c’è una piazza che porta il suo nome.

vella1

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia